Mio marito lo stima

Sono stata plagiata anch’io, come Giulio, mio marito, da quel giovane senza scrupoli. Giulio, insicuro e pessimista, nonostante le sue indubbie qualità, aveva cercato quel socio con insistenza e, finalmente, lo aveva trovato in Sandro, un uomo di trentotto anni (più vecchio di noi di cinque) bruno e ricciuto, lo sguardo duro e imperioso la parlantina sciolta, di buona cultura. Me lo aveva portato a cena in casa quella sera per farmelo conoscere e, anche se mi piaceva fisicamente, non mi ero fidata subito di lui, della sua aria di superiorità. In meno di due mesi mio marito era stato completamente plagiato da Sandro e non faceva più niente senza di lui. Lo portava in casa sempre più spesso e Sandro si face sempre più audace anche con me, che non lo avevo in simpatia, soprattutto per questa sua aria di sopraffazione su mio marito. Lo odiavo per questo ma dovevo riconoscere che il suo fascino era irresistibile e che lui, facendomi una corte spietata, mi rendeva sempre più difficile la vita con Giulio.Glielo avevo accennato a mio marito, ma lui si era schernito dicendomi che non era così, che Sandro ci voleva bene a tutti e due e che anch’io avrei dovuto essere più gentile con lui. Gentile fino al punto di quella sera che aveva fatto di tutto per provocarmi dopo cena, con allusioni e complimenti alla mia bellezza.Ogni volta che eravamo vicini mi sfiorava mi accarezzava, come per caso, facendomi provare dei brividi che mi facevano provare imbarazzo ma anche piacere, infatti avevo le mutande tutte bagnate e una gran voglia di fare la troia con lui a dispetto di quel cornuto di mio marito. E quando in cucina, in un momento rimasti soli, mi venne dietro e mi abbraccio baciandomi non resistette alla tentazione e rispose al suo lungo bacio, con l’emozione e il batticuore di una fanciulla alle prime armi. Per quella sera tutto finì la.Mio marito, intanto non vedeva niente o non voleva vedere e lui non curante per giorni mi baciava in bocca e mi toccava le tette quasi davanti a lui. Sandro, nella sua spudoratezza, mi eccitava sempre di più e quando si abbassò i pantaloni per mostrarmi il suo magnifico cazzo duro, in una occasione rimasti soli, non capii più niente. Mi ritrovai in ginocchio sulla sedia davanti a lui. Gli avevo afferrato la minchia con la mano sinistra per immergermelo in gola e succhiavo e leccavo come una puttana libidinosa.A quel punto arrivò mio marito che invece di incazzarsi pur stupito disse: ” Ha bene ai porci vi divertiti senza di me. E no!…. miei cari se avete voglia di scopare devo partecipare pure io a chiavare questa bella troia. Infondo la puttana e mia moglie e ho diritto più di tutti di sfondarle la fica. Del resto sognavo da tempo di chiavarmela con te amico mio”. Così dicendo mi aveva alzato le sottane dal di dietro per sbattermelo in fica fino ai coglioni.Adesso, tenendomi le chiappe slargate con le mani, mi stantuffava violentemente facendomi entrare in gola, nel più profondo, il cazzo di Sandro. Stavo già sborrando come una vacca in calore quando Sandro disse:”Ci vuole altro per questa troia! Siediti sul divano Giulio! Che gli facciamo provare i nostri cazzi insieme”.Mio marito, senza dire una parola, aveva ubbidito immediatamente, si era seduto sul divano e Sandro mi aveva fatto sdraiare sul suo cazzo aiutandomi con le mani.”Cosi… brava! Mentre tu, Giulio, la fotti nella fica e le succhi i capezzoli… io, penserò a farle sborrare dal culo anche l’anima…”Dalle parole era passato ai fatti. Si era fatto posto con la testa del batacchio fra le mie natiche per appuntarmi la testa dura all’orifizio anale. Mentre Giulio si era fermato di sbattermi per facilitarmi il passaggio, le crespe dell’ano si allentarono e la testa dell’uccello di Sandro scivolò lentamente, ma inesorabilmente nel mio intestino. Quando cominciò a stantuffarmi nel buco del culo e mio marito ricominciò a muoversi in vagina, iniziai a sborrare, ad inondare i loro coglioni, che combaciavano assieme, del mio immenso godimento. Mugolavo come una vacca in calore, muovendo i fianchi, stretta a sandwich in mezzo a loro. Mi sborrarono nella fica e nell’intestino ed io ero arrivata vicino allo svenimento. Adesso mio marito non fa più niente senza Sandro, il suo socio in affari e in sesso. Me lo porta nel letto quasi tutte le sere ed io mi sento una troia, una vera puttana, che si fa sbattere in tutte le maniere possibili e immaginabili. Se qualche sera non viene a dormire con noi ci resto male lo desidero lo sento come un marito, come un’amante irrinunciabile. Sono stata plagiata anch’io da Sandro, come mio marito, ma siamo felici e stiamo provando emozione mai provate prima.Ora, tutti e tre abbiamo intenzione di avere esperienze con altri, pertanto ho rinunciato di farmi mettere incinta per potermi godere al massimo le nostre storie sessuale.La moglie di Benny