Lo sfondamento della porta posteriore

Era la terza o la quarta volta che uscivo con Latoja e debbo dire che sessualmente me la passavo molto bene. Sia perchè scaricavo molto frequentemente sia perchè stavo vivendo delle sensazioni che non avevo provato mai fino a quel momento. Mi ritrovavo spesso e volentieri a passare nel posto dove lavorava Latoja e mi sorprendevo ad essere geloso se non la trovavo. Così una sera, non senza aver prima pagato le classiche 50.000 lire, le ho detto che mi stavo innamorando di lei e che mi sarebbe piaciuto passare piu’ tempo insieme. La sua reazione è stata quella di rispondermi che molti altri clienti avevano usato questo sistema per portarsela in camera senza pagare la tariffa, ma che lei era stufa di questi mezzucci e pensava solamente a lavorare. Dopo esserci adeguatamente appartati ha cominciato un favoloso pompino, ma io dopo neanche un minuto l’ho fermata, asserendo che la volevo baciare. Il lingua in bocca è stato veramente sublime e debbo dire che davvero sentivo di starmi ad innamorare di lei. Ad un certo momento io le ho detto che tutte le volte che avevo 50.000 lire sarei andato a trovarla, ma che veramente mi stavo innamorando di lei, e non volevo approfittarmi delle sue prestazioni. A quel punto lei mi ha detto che mi voleva fare un regalo e mi ha portato a casa sua. Dopo una buona mezz’ora di 69 e leccamenti vari, ho sentito che insisteva molto sul mio buchino fino a quel momento inesplorato. Tutto insieme, dopo averlo un pò lubrificato con la saliva, mi ha infilato un dito per intero nell’intestino e dopo un brevissimo momento di smarrimento debbo dire che ho gradito l’operazione e l’ho incitata a continuare. A quel punto, forse si è convinta che le parole che gli avevo detto non erano uscite a caso, ha preso da dentro il cassetto del comò un tubo di una crema emolliente e me la ha spalmata abbondantemente sia sul mio buchino, sia sul suo attrezzo. Mi ha messo nella giusta posizione e ha puntato il randello nel mio culo. In un primo momento non c’era verso che volesse entrare neanche un millimetro, ma con ripetuti sforzi di entrambi finalmente la cappella si era fatta strada. Per il primo minuto il dolore è stato insopportabile, io che la pregavo di togliere il suo randello che mi stava squarciando e lei che dolcemente mi leccava dappertutto e mi diceva delle dolci parole all’orecchio. Ma dopo il primo minuto, nel quale Latoja era rimasta ferma con la cappella dentro al mio intestino, il piacere è salito dalle viscere, fino a farmi urlare di piantarmelo per intero nel culo, cosa che tra l’altro Latoja ha fatto molto volentieri. Ha cominciato ad andare avanti ed indietro come una forsennata e quando mi ha allagato l’intestino con il suo seme urlava come una locomotiva. La porta del paradiso era finalmente aperta.