Come quasi tutte le storie che avete sentito, anche questa si svolge in un assolato pomeriggio estivo. Forse perché è un periodo adatto per l’inizio di una relazione amorosa. Mia madre e io vivevamo proprio fuori Firenze, non proprio in campagna, ma quasi. La nostra casa era su una collinetta di fronte all’autostrada. Poiché non avevamo nessun vicino, la casa non aveva alcun tipo di recinzione. Spesso avevo desiderato di avere una piscina, magari piccola, ma mio padre non ne aveva mai sentito il bisogno, dato che era spesso via per affari, talmente spesso che neanche mi ricordavo più com’era fatto. All’epoca avevo diciotto anni, l’età in cui si ha bisogno di una figura paterna; mancandomi questa, finii per avvicinarmi molto più del dovuto a mia madre, una bella donna di 35 anni.Lei non seguiva mai mio padre nei suoi viaggi, ma spesso usciva con le sue amiche; si ritrovavano a casa di una di loro per fare quattro chiacchiere, e talvolta venivano a casa nostra. Quella sera, però, mamma sarebbe andata dalla sua amica Cinzia, forse per vedere qualche film romantico, dopo il quale mamma si sarebbe sentita male pensando a papà lontano, e poi si sarebbe sentita peggio tornando a casa e trovando soltanto me addormentato. Ero sicuro che quella sarebbe stata una serata come le altre. Dovevo trovare qualcosa da fare: mi piaceva stare da solo, magari soltanto per rovistare tra le vecchie riviste per soli uomini e trovarne qualcuna che mi desse l’occasione per farmi una sega.Era l’una del pomeriggio, ed essendo, come ho detto, una giornata assolata, mamma aveva deciso di prendere un po’ di tintarella. Non che avesse qualcuno cui mostrarla, ma comunque la faceva sentire meglio. E a me piaceva vedere il suo bel corpo, ogni volta che ne avevo la possibilità. Pesava sui 50 chili, una donna piccolina. I capelli erano castani, lisci e lunghi fin sulle spalle. Anche il seno era piccolo, ma sembrava ben formato; lo sapevo perché mamma amava andare in giro senza reggiseno, e potevo vedere i capezzoli forare il tessuto del vestito. Anche il sedere sembrava ben formato, non grande, ma della misura giusta, proprio giusta.Per quella giornata aveva scelto di mettersi un bikini bianco, molto piccolo, appena due strisce di stoffa. Non gliel’avevo mai visto addosso, mi accorsi mentre la incrociavo salendo le scale che portavano nella mia stanza. “Paolo sto andando a prendere il sole per un paio d’ore.” Dannazione, non l’avevo mai vista così in forma! Non ero mai stato con una donna, finora, ma avevo visto abbastanza film erotici a casa dei miei amici, e le riviste che sfogliavo ne dicevano abbastanza di come si fa a dare piacere a una donna. Non vedevo l’ora di mettere in pratica quello che avevo imparato; peccato che l’unica donna nelle vicinanze fosse mia madre, sarebbe stato meglio qualcuna della mia età.Comunque, andai di sopra e mi infilai nella stanza dei miei, che era sul retro della casa, proprio sopra il prato sul quale mia madre si sarebbe messa a prendere il sole.Avvicinatomi furtivamente alla finestra, diedi un’occhiata in giù e vidi mamma distesa sulla schiena; portava degli occhiali a specchio, perciò non potevo sapere dove stesse guardando e dovevo stare attento. Avrei voluto farmi una sega, ma non osavo, perché temevo di farmi scoprire. Il cazzo mi pulsava: non è che fosse molto grande, per gli anni che avevo, ma mi sembrava del tutto normale, almeno adatto per una ragazza della mia età; per una donna più anziana, chissà…Comunque, torniamo a mia madre; sembra che non stesse del tutto comoda, si agitava in continuazione; a un certo punto ebbi la sensazione che mi potesse vedere, e in quell’istante si mise seduta. “Ecco, mi ha scoperto!” pensai, atterrito; invece si voleva semplicemente girare a pancia sotto, e la tensione mi abbandonò. Con la massima accortezza continuai a sbirciare mia madre, dalle splendide gambe al culetto che mi piaceva tanto, fino alle spalle ben tornite, poi di nuovo in giù. Poi mi scostai dalla finestra e scesi di nuovo le scale per andare in cucina, la cui porta finestra dava sul prato.Portavo soltanto un paio di pantaloncini, ma stavo andando a fuoco, principalmente a causa del cuore che andava a mille all’ora, dall’eccitazione provocata da mia madre. Andai in cucina e riempii un bicchiere d’acqua al lavandino. Mi mossi verso la finestra, da dove potevo vedere mia madre, la pelle sudata che scintillava al sole; si girò di nuovo e tornai rapidamente all’acquaio, non volendo che mi potesse vedere mentre la osservavo. Diedi una sbirciatina e mi accorsi che era ancora prona, ma con la testa girata verso di me. Sobbalzai quando mi chiamò.”Paolo, puoi venire fuori un attimo?” Speravo che non mi avesse visto, ma almeno così avrei potuto darle un’occhiata più da vicino, se fossi stato attento. Oltrepassai la porta sul retro e mi avvicinai con aria innocente. Non credetti alle mie orecchie quando la sua frase successiva fu: “Non riesco a passarmi la crema solare sulla schiena; mi vuoi dare una mano?””Certo!” Le risposi, anche se non era proprio quella l’espressione che avrei usato fra me e me. Mi inginocchiai e a tentoni cercai la bottiglia della lozione; poi gliene versai un po’ sulle spalle e sulla schiena. Dopo aver posato la bottiglia, iniziai a spalmare la crema; presto la sua pelle cominciò a odorare di cocco; più massaggiavo, più il cazzo mi diventava duro. Era troppo, sapevo che se si fosse girata avrebbe visto il pacco che mi gonfiava i pantaloncini, ma non me ne curavo, ero troppo preso da quello che stavo facendo. Lentamente scesi con le mani fino a massaggiarle i fianchi. Ero a pochi centimetri da quel culo perfetto che mi piaceva tanto, ma avevo paura di spingermi troppo in là, perciò saltai direttamente alle gambe.Cominciai dalle caviglie, poi passai ai morbidi polpacci, alle ginocchia e infine alle cosce. A quel punto lei allargò leggermente le gambe; non so se si rendesse conto di cosa stava facendo, ma non avevo nessuna intenzione di perdermi lo spettacolo! Potevo vedere addirittura un ciuffetto di peli uscire dal costume e l’inguine era certamente umido! Dio mio, stavo eccitando mia madre! Il cazzo mi era diventato talmente duro da farmi male ed ero talmente preso da quello che stavo facendo e vedendo, che non mi accorsi che mamma aveva girato la testa e mi stava guardando. Stavo risalendo sempre più, sfiorandole le chiappe, che improvvisamente arrivò la fine!Il cazzo mi esplose nei pantaloncini. Lei sicuramente vedeva la verga che sobbalzava sotto il tessuto e il cavallo che si inumidiva di sborra. Non sapevo che fare, speravo soltanto che tenesse gli occhi chiusi. Non disse nulla, né si mostrò turbata, pensai quindi che non si fosse accorta di nulla. Mi alzai e mi scusai, dicendo che dovevo andare in bagno. Una volta lì, feci del mio meglio per ripulirmi, per rendere meno evidenti le tracce di quello che era successo, poi mi sedetti sul divano e mi misi a guardare la televisione, almeno per togliermi dalla mente certi pensieri. Circa mezz’ora dopo mamma passò per andare di sopra a cambiarsi. Notai i suoi capezzoli, chiaramente eretti sotto il costume.Quando fu salita, mi sorpresi a chiedermi perché non l’avevo mai osservata sotto la luce di quel giorno. Forse era stata una questione di ormoni, forse il fatto che non ero mai stato con una ragazza, o forse, più semplicemente, ero diventato improvvisamente lussurioso. In ogni caso, ero eccitato da mia madre e non sapevo che fare. Se avessi tentato un approccio, mi avrebbe ucciso, e se non lei, sicuramente mio padre.Verso sera uscì, lasciandomi i soldi per ordinare una pizza; telefonai a Miss Pizza, facendomela portare a domicilio, guardai un po’ di televisione e alle dieci salii di sopra. Sebbene fosse ormai notte, faceva ancora caldissimo e perciò decisi di dormire nudo. Dormendo al piano di sopra, non sentii mamma tornare, verso mezzanotte. Non lo sapevo ancora, ma con le sue amiche la chiacchierata era stato soprattutto riguardo al sesso e mamma, già stimolata da quello che era successo nel pomeriggio, si era eccitata ancora di più. La prima cosa di cui mi accorsi svegliandomi era che una mano mi stava massaggiando il cazzo; dapprima pensai a un sogno, ma mentre prendevo conoscenza, mi rendevo conto che c’era qualcuno nella stanza che mi stava facendo una sega: guardai e vidi mia madre, nuda, con il pugno avvolto sulla mia verga!Feci per parlare, ma lei mi precedette: “Mi è piaciuto oggi pomeriggio; visto che mi hai massaggiato così bene, ho pensato di doverti rendere il favore!” Con l’altra mano iniziò a carezzarmi le palle. Questo fatto, insieme alla vista del suo splendido corpo, fu troppo: mi irrigidii e il cazzo cominciò a eruttare fiotti di sperma sulla manina che lo reggeva. Gli occhi di mamma si spalancarono alla vista della sborra che schizzava per aria, in parte schizzandole sul petto, in parte colandole sulle dita. Prima che potessi dire alcunché, si chinò e prese in bocca il glande, succhiandone le ultime gocce. Il cazzo era ancora rigido, a causa dell’enorme eccitazione che avevo in corpo. “Paolo, hai mai assaggiato il sapore di una donna?” mi chiese.”No, mamma, anche se ho visto qualche film; penso di sapere come si fa.”Di scatto, si posizionò anche lei sul letto, l’inguine vicino al mio volto, nella posizione del sessantanove. Mi ero sempre chiesto che effetto facesse odorare una fregna da vicino e presto l’avrei scoperto!Mi premette l’inguine sul viso e le baciai la fica. Le labbra erano viscide e gonfie, non proprio come mi sarei aspettato, ma il sapore era FANTASTICO. Le baciai di nuovo e poi le leccai. Mamma impazzì. Ingoiò completamente la mia verga tanto che potevo sentire la sua bocca alla base. Feci correre le labbra lungo la fenditura, leccandole il grilletto. Con gli occhi spalancati, tutto quello che potevo vedere era il suo splendido culetto; non resistetti alla tentazione e con la lingua le solleticai il buchino. Anche lì il sapore era meraviglioso; spinsi la lingua dentro, fin dove potevo arrivare, poi di nuovo sulla fica.Probabilmente il cazzo aveva assunto dimensione doppie del solito, visto che era almeno il doppio più sensibile! Le palle mi dolevano da quanto erano piene e sapevo che mi mancava poco all’orgasmo. Anche lei era vicina a venire, dato che potevo notare quanto fluido le sgorgava dalla passera. D’improvviso squittì, mentre il mio primo schizzo la colpì la gola, e altrettanto improvvisamente mi inondò il volto con una marea di succo dolce e squisito.Le labbra pulsarono e il buchino si contrasse intorno alla mia lingua mentre veniva. Potevo sentirla ingoiare la mia sborra; poi cominciò a strofinarsi il cazzo ormai afflosciato sulle labbra e sulle guance. Continuai anch’io a leccarla, gentilmente ma con sommo piacere. Rimanemmo così per un paio di minuti, poi mamma si tirò su e mi si rimise sdraiata accanto, fissandomi in volto.Ci abbracciammo e baciammo con trasporto. Potevo sentire il sapore della mia sborra, mentre lei assaggiava il proprio gusto. Rimanemmo tutta la notte abbracciati stretti stretti.
La regina delle puttane
31 Agosto 2023
