Che troia

Da più di due settimane che tutte le mattine suona il telefono ed io mi sveglio con un toro nelle mutande, anzi con un toro e basta, perché io dormo senza, specialmente d’estate che fa troppo caldo e il sudore si attacca agli elastici e poi mi vengono le irritazioni quindi o dormo coi boxer o senza.Da più di due settimane che sul più bello, mentre sogno di essere su una spiaggia caraibica su una mulatta dalle grandi tette a fare le maialate, il telefono squilla e io mi sveglio imprecando “ma chi è che rompe i coglioni a quest’ora?”.Quest’ora sono le sei e un quarto e io dovrei aprire il bar alle sei, ma come al solito ho dimenticato di puntare la sveglia, tanto da due settimane chiama sempre lei, quella zoccola dell’edicola che vuole la colazione e secondo me anche dell’altro.Comunque, per fortuna che ha chiamato perché devo aprire il bar. “Ciao, Omar, me lo porti il cappuccino col bignè? Ti aspetto…” Ma certo, Omar te lo porta subito il tuo bignè alla crema, non preoccuparti piccola.Piccola ha quarantatré anni e si chiama Luana e fa la giornalaia ed è la nuova giornalaia di Vernazzone, dove c’è il bar Tasso, quello dei gelati migliori della provincia, che è poi il mio bar (di Omar).Io di anni ne ho ventotto e oggi, dopo due settimane di visite professionali per recapitare la colazione a piccola, dopo due settimane di sorrisi e ammiccamenti, di allusioni e proposte velate, di sorrisini ed equivoci, mi sono reso conto che in piccola si sta insinuando un dubbio che non posso tollerare: “Vuoi vedere che Omar è finocchio?”.L’ho sentita stamane che lo chiedeva a Moira, che ridendo rispondeva: “Ma no, forse è solo un po’ timido, oppure, scusa, oppure non gli piaci…” . Moira è l’altra giornalaia e a me sinceramente sta un po’ sulle palle perché la colazione se la fa portare dall’altro bar e io non ho mai capito se lo fa perché le sto antipatico oppure è l’altro barista che sta antipatico a Luana che quindi la colazione la prende da me, ma probabilmente il fatto è che a tutte e due piace vedere più maschi possibili bazzicare nel loro negozio e due baristi sono il doppio di uno. Io ero lì da cinque minuti e pensavo che forse non se n’erano accorte, oppure sì, ma a me non me ne fregava, tanto adesso avevo capito cosa voleva piccola e anche Moira aveva capito che non ero finocchio ed ero felice.Ecco, brava Moira, tu sì che hai capito tutto, pensavo e già mi diventava un po’ più simpatica, forse non mi piace la Luana, ma prima o poi ci provo lo stesso. E magari ci provo anche con te, che mi sa che ci stai pure te. Poi ho detto: “Ciao ragazze, ecco la colazione. Ci vediamo domani.” e sono sgattaiolato via.Ma domani vengo senza mutande.Domani stessa storia, il telefono suona nel bel mezzo di un pornaccio onirico, ricordandomi che è ora di andare a lavorare. La colazione stavolta la ordina Moira, solito cappuccino, ma lei al bignè preferisce il cannolo. Vada per il cannolo, tanto costano uguali. Strano però che Luana non abbia ordinato niente, speriamo che non sia arrabbiata perché non la cago o perché mi crede frocio. Comunque la novità è che adesso anche Moira prende la colazione da me, e preferisce il cannolo.Va bè, mi alzo. Primo servizio, portare colazione all’edicola del centro. Mi lavo e mi vesto ben attento a non mettermi le mutande e neppure i boxer sotto un paio di pantaloni molto larghi all’altezza del cavallo specialmente.Sei e mezza, esco che l’aria è ancora fresca e abbastanza agitato e molto eccitato entro nel negozio dei giornali dove in un angolo in fondo al bancone Moira sta sistemando i quotidiani che ha appena portato dentro.Appoggio la colazione su un tavolino che c’è nell’edicola, vicino alla porta e mi avvicino alla giornalaia e le chiedo se vuole una mano a sistemare i giornali. Lei mi dice ma come sei gentile, vieni, vieni pure, se hai un attimo di tempo mi faresti un gran piacere, oggi non c’è neanche la Luana, stava poco bene e così sono tutta sola, ho proprio bsogno di una mano.Moira è molto sexy con la gonna rossa corta e trasparente e senza calze; le mutande ce le ha: bianche di pizzo ed è piegata a raccogliere i giornali da sistemare sul banco e il suo culo è qualcosa di veramente formidabile ed è un primo piano fantastico proprio sotto i miei occhi e a me mi si secca la bocca e poi mi si riempie di saliva e continuo a deglutire senza sapere cosa dire, ma lo so che devo dirle qualcosa onde evitare che anche lei cominci a farsi strane idee sul mio conto come ha già fatto quella testa di cazzo della Luana. Io qui dietro di lei alle sei e mezza con le strade vuote l’edicola vuota e lei bella e provocante e certamente porca, certamente vogliosa e più eccitata di me aspetta solo che le chieda andiamo nel retro una mezzoretta, tieni chiuso una mezzoretta che ci lasciamo andare al sesso più sfrenato. Una mezzoretta.Allora io le dico di getto mi piacerebbe farti compagnia tutta mattina, magari anche tutto il pomeriggio e tutta la sera e la notte soprattutto, cioè tento un approccio soft, un po’ impacciato anche se si capisce benissimo dove voglio parare, ma poi non ce la faccio a stare calmo e divento rosso e poi sento che le parole mi si mescolano ed escono come pare a loro, si accavallano e non si capisce un cazzo di quello che dico, non lo capisco nemmeno io, finchè concludo dicendo lo sai che non mi sono messo le mutande stamattina?Moira si mette a ridere e a me mi fa impazzire, io le dico guarda che non sto scherzando e lei risponde ma sei proprio scemo e continua a ridere. Io sono sempre più eccitato, sento che questa situazione anche se la fa ridere la intriga e penso che valga la pena rischiare di perdere una cliente che tra l’altro è la prima volta che ordina. Anche a me viene da ridere, ironia ed eccitazione, poi mi avvicino e quasi inavvertitamente la urto coi mie pantaloni rigonfi e senza boxer. Moira non ride più e prova a far finta di niente, ma si vede che ha cambiato modo di respirare e secondo me la situazione le piace parecchio. A me comunque piace molto. Intanto le do una mano a sistemare i giornali e ogni tanto le tocco una tetta o il sedere e lei mi dice cosa fai, può entrare gente, ma si vede che le piace. Allora le dico che ha ragione, sono ormai le sette, la strada comincia a essere trafficata e qualcuno potrebbe entrare a prendere il giornale, in fondo quello è il tuo lavoro quindi è meglio controllarsi, però a questo punto dovevamo uscire insieme la sera andare a cena fuori e dopo chiuderci da qualche parte a fare del buon sesso sfrenato, perché penso che l’idea sfagioli a tutti e due. Ma cosa dici, sono sposata, finchè si scherza va bene, ma è meglio star calmi.Comunque io domani torno e senza mutande.Ridi,ridi, vedrai domani, vedrai.Stanotte non ho dormito tutta la notte, sempre con l’uccello duro a pensare cosa potevo fare e dove lo potevo mettere alla Moira, non ho neanche sognato la mulatta dalle grandi tette, ma non me ne fregava perché tanto lei era finta invece la giornalaia era vera, anzi erano vere tutte e due perché adesso che ci penso mi farei volentieri anche la Luana.E’ già mattino e sono le cinque e mezza. Oggi apro puntuale e alle sei sono già dalla Moira col cappuccino, il cannolo e senza mutande.Spalanco un sorriso a sessantadue denti e la fisso con occhio famelico. Se ne accorge la Moira, ma non è in vena. Posso darti un bacino?, le chiedo prima di andare via; lei dice vabbè, ma non ne approfittare, sai ho ripensato a quanto è successo ieri e non si deve ripetere mai più, credo ci siamo comportati male, che abbiamo sbagliato…Ma porca puttana, sbagliato cosa che non abbiamo fatto nulla, non riesco a capire perché le fighe hanno sempre paura di passare per troie e allora se la devono tirare, perché così poi, quando te la danno il maiale sei tu, il porco perverso che ti sei approfittato della loro purezza e ingenuità.Intanto mi avvicino e le allungo il bacio che mi ha concesso e sento il suo profumo e mi fa girare la testa, sento che presto perderò il controllo e non riesco a fare a meno di dargliene un altro di bacino, stavolta sul collo. Adesso sento che un brivido l’attraversa e allora, già che sono lì, le dò un altro bacio sulla guancia sinistra e visto che non dice niente anche uno sulla destra, dopodiché, è inevitabile le labbra si spostano e finiscono sulla sua bocca a forma di albicocca, ma lei mica si sposta, anzi. La sua lingua, senza volere, scivola nel mio cavo orale e si scontra con la mia e ne viene fuori una deliziosa limonata.Io non ci capisco più niente, prima mi dice che non dovevamo più essere cattivoni come ieri e che avevamo sbagliato e poi si comporta così, ma poi mi torna in mente la mia teoria sulle fighe e penso che i conti tornano.Le giornate scivolano via così, tra gentili concessioni di baci più o meno audaci e palpeggiamenti più o meno prolungati, finchè dopo una settimana Luana guarisce e torna al lavoro e si accorge che la confidenza tra me e la sua amica-collega è notevolmente aumentata.E allora si sa come sono fatte le donne, ambiziose, gelose ed invidiose, sempre in competizione, ma per che cazzo competono poi, dico io… Fatto sta che le due giornalaie non si parlano più e, anche se il barista non lo cambiano perché in fondo gli sono sempre molto simpatico, lo trattano con una certa freddezza. Comunque adesso la colazione la prendono tutte e due da me: due cappuccini, un cannolo e un bignè.Oggi c’è solo Luana, quando arrivo. E Moira dov’è?, chiedo io, così, senza malizia, per rompere il ghiaccio. Ah, ma allora vuoi solo lei, ti piace proprio tanto eh? E dire che ti ho corteggiato per due settimane e tu niente, mi guardavi con quella espressione da ebete, non capivi o fingevi di non capire tutte le mie allusioni erotiche e piccanti anche abbastanza esplicite e spinte, poi manco io per una settimana e tu ci provi subito con quella troia della mia migliore amica! Ma che cosa ho io meno di lei, me lo vuoi spiegare? , mi dice avvicinandosi e sembra proprio arrabbiata, però ride e intanto mi si fa incontro con una strana espressione nei suoi occhi, poi mi cinge un fianco ed allora io ho un’erezione istantanea perché sta strofinando il suo prosperoso petto contro il mio e ride e allora io non ce la faccio più e provo a baciarla, ma in quel momento lei si ritrae all’improvviso e io vedo dallo specchio grande che la Moira sta rientrando.Tiene il muso la Moira e saluta distrattamente, poi con lo sguardo che uccide fulmina Luana e io capisco che tira una brutta aria; lascio il vassoio con sopra il cannolo il bignè e due cappuccini e scappo fuori. Moira mi ferma e mi dice piano questa me la paghi ed io mi chiedo cosa ho fatto di male per incontrare queste due pazze ninfomani gelose e però penso che mi piacerebbe chiavarmele tutte e due, magari insieme e non vedo l’ora di arrivare a casa e farmi una sega.Si va avanti così per altre due settimane, con Moira che fa l’offesa e mi dice perché fai il porco con Luana e Luana che fa l’offesa e dice perché fai il porco con Moira, ma io continuo a sparpugnarle tutte e due e a portare la colazione senza mutande, sono proprio curioso di vedere come va a finire.Va a finire che la più socievole dopo un po’ sembra essere la Moira, la più disponibile e quella che sembra che ne ha più voglia delle due.Luana invece da un po’ di giorni se la tira e fa la gran figa e se l’abbraccio si scansa, se provo a baciarla si scansa e fa la sostenuta, ma và a cagare mi viene da dirle, ma non glielo dico; invece Moira quella troiona si lascia andare sempre di più e anche ieri mentre mi strofinavo alle cinque e quaranta di mattina (ormai il bar lo apro sempre prestissimo, e anche l’edicola di Vernazzone apre sempre prestissimo) contro il suo culo sodo con i miei pantaloni larghi senza mutande sotto e le palpavo una tetta, mi ha detto dobbiamo calmarci per favore fermati, sono sposata, sono una donnna non sono una santa, dobbiamo calmarci altrimenti va a finire che uno di questi giorni ci becca Luana a scopare nel retro, oppure ci becca un cliente che viene a prendere il giornale, dobbiamo smetterla diceva gemendo, ma si vedeva che non aveva nessuna voglia di smettere neanche se le sparavano o chiamavano la buoncostume. Tutti i giorni diceva dobbiamo calmarci, ma poi non si calma mai, anzi a me mi sembra che è sempre più scatenata quella bagascia.Anche io dico sì,sì dobbiamo smetterla, però non smetto e si va avnti così per una ventina di minuti e una volta sono anche venuto nelle mutande, anzi nei pantaloni perché le mutande non le avevo.Allora una volta che non ne potevo più le ho detto, appena hai un lunedì sera che riesci a liberarti da quel cornuto di tuo marito andiamo a farci una bella chiavata in Motel e lo facciamo crollare dalle maialate che ci vengono fuori.Il lunedì è il giorno di chiusura del bar Tasso, così riesco a lavarmi e profumarmi per benino mi metto il Denim e la camicia azzurra. La cravatta no, c’è un caldo della madonna , però stavolta le mutande me le metto, che tanto in Motel si possono fare le cose con calma.Lunedì 22 giugno è il grande giorno: il maritino va a trovare la mammina che ha appena subito un interventino e starà via per due o tre giorni e io finalmente mi trombo la Moira. Lei prima vorrebbe andare a cena, io no, ma ci andiamo lo stesso. Sono cavaliere, io. Non parlo, lei sì.Dice che è contenta di essere finalmente fuori con me, che suo marito non la porta mai in giro, che io la faccio sentire importante, una vera donna, mentre lui la trascura.Io ascolto annoiato, mi chiedo cosa ho mai fatto per farla sentire una vera donna se la conosco da un mesetto ed è la prima volta che usciamo, del resto i miei rapporti con lei si limitano a quei dieci minuti mattutini quando le porto la colazione, comunque contenta lei, contenti tutti; io personalmente non vedo l’ora di uscire da questo ristorantino e arrivare in albergo. Anche lei credo, infatti mangiamo veramente in fretta anche se molto leggero naturalmente.In macchina è quello che si dice un brutto lavoro, nel senso che mi mette le mani dappertutto e con la lingua mi lecca l’orecchio destro. Qui devo fare una premessa e cioè che a me quando mi leccano l’orecchio destro mi viene duro da matti, infatti sono eccitatissimo; peccato solo che devo guidare e allora le dico senti se non ti fermi un momento mi fermo io con la macchina e ti scopo sul posto. Lei risponde come sei volgare e stupido, fa l’offesa, ci vuole un po’ di poesia, dice, non siamo mica due bestie, ma si vede che è semplice formalità, per salvare l’apparenza, infatti intanto mi fissa la patta dei pantaloni che sta per scoppiare. Improvvisamente si fa seria, sembra imbarazzata mentre avvicina la bocca alla cerniera e la apre coi denti e… si prende una membrata in faccia. E’ il mio povero uccello che non vedeva l’ora di essere liberato dalla pressione dei pantaloni e si incunea nella fessura dei boxer e si erige, fiero, direttamente nella bocca della giornalaia. A parte questo piccolo incidente di percorso è stato un pompino fantastico con lei che mugolava mentre le infilavo tre dita nella passera parecchio umida.Poi, finalmente si va in albergo, yaouhoo!!!Ecco Moira nuda sul letto: bello spettacolo… Grassoccia, con due o tre rotoli di pancia e parecchie smagliature qua e là. Il culo sodo che dimostrava di avere quando era vestita era in realtà piuttosto cadente e flaccido e anche le tette, i cui capezzoli sono secchi e privi di vigore con qualche pelo sparso un po’ qua e un po’ là , le penzolano abbondantemente sul ventre sfatto. E che dire dell’enorme quantità di cellulite tutti quei buchi sparsi sulle gambe , come ho fatto a non accorgermene al buio del negozio?, e dei fianchi decisamente sfiancati, mi sembrano quelli di mia nonna, cinque gravidanze sulle spalle e settantadue anni a ottobre, che al mare si vergogna a mettersi in costume.Mi è passata tutta l’euforia, rivestiti le direi, andiamo a casa, ma come si fa?. Ho aspettato tanto questo momento e mi trovo davanti ‘sto spettacolo indecente, mi viene da piangere, mentre lentamente mi spoglio.Lei è già nuda, sul letto e vogliosa, non si controlla più. Mi sembri strano, c’è qualcosa che non va? Vieni amore che ti sto aspettando, dice. Spegniamo la luce, dico io e lei ride.Perché ti vergogni?, chiede.Sì, io mi devo vergognare; ma ti sei vista, puttana Eva?, niente da fare, vuole farlo anche con la luce accesa, vuole vedere dice.A me proprio non va più di farmi un cesso del genere, ma non so come tirarmi indietro, sono un vigliacco e penso che la cosa migliore sia offenderla a morte, umiliarla, farla incazzare o piangere, mancarle di rispetto, dirle cose parecchio cattive , che mi costeranno una scenata pietosa di lacrime e insulti e magari qualche schiaffo, poi usciremo di corsa e gridando dal Motel con lei in lacrime che scuote la testa e il portiere mi dirà si vergogni ed io lo manderò affanculo,si faccia i cazzi suoi gli dirò e poi accompagnerò Moira a casa e le dirò scusa e lei mi dirà che è meglio se non ci vediamo più e io dirò certo, come preferisci.Allora mi corico con poco entusiasmo al suo fianco e comincio a toccarla con una certa violenza e le sussurro ti voglio inculare brutta troia, mi piaci perché sei una gran porca, scommetto che se ti lecco il buco del culo ti metterai ad urlare come una cagna in calore. Lei si irrigidisce, ha come un attimo di imbarazzo, io dentro di me penso ormai ci siamo, presto mi dirà che non mi vuole più vedere, ma invece, sorpresa!, lei geme di piacere e comincia a dire come sei porco, sì, continua così che mi ecciti, insultami, sono la tua puttana, e tu sei il più grande perverso maiale che io abbia mai conosciuto, dài, dài, continua così, oh oh, sono tutta eccitata e io allora non capisco più niente e la monto con disprezzo, con vero disprezzo e le dico ma non vedi che sei sfatta ci vuole un bel coraggio a scoparsi una come te, ma a me non fa schifo niente, ti voglio pisciare addosso e voglio che mi lecchi i piedi.Lei tutta sudata e agitata si eccita sempre di più, credo che sia venuta (non si è capito bene perché è tutto un grido di giubilo continuo!!), comunque si ferma due minuti senza dire niente, allora io provo ad accennare che sono un po’ stanco, che devo aprire il bar e anche lei l’edicola, ma lei non capisce più niente, dice ci pensa Luana, fregatene, e comincia a leccarmi dappertutto, poi arriva ai piedi e me li bacia, mi ciuccia l’alluce e mi prende in bocca tutto il piede per un paio di minuti e dice adesso però mi devi pisciare sulla pancia. Forza, bastardo, pisciami addosso mi dice, avanti!Io sono terrorizzato e provo a calmarla, non ho da pisciare le dico, ma lei è assatanata, più la offendo e più le piace, non so più come fare per liberarmene.Poi, improvvisamente, rivestiamoci, mi dice, sei proprio un maiale incontentabile, non vorrai mica stare qui tutta la notte, lo sai che le bambine mi aspettano a casa, no? La prossima volta ce ne andiamo via un week-end, te lo prometto, vedrai che una scusa la trovo per quell’idiota di mio marito e allora… TI DISTRUGGOOOO!!!! Adesso però dobbiamo proprio andare.