Marta, la madre e la perversione (III parte)

E’ una signora di 40, mora, di carnagione scura, seno generoso e culo ancora sodo e tondeggiante che farebbe resuscitare anche un morto. Poso lo sguardo sul suo bel fondoschiena a mandolino e mi accorgo che non portava le mutandine. Ho capito dove aveva imparato la mia ragazza l’arte di provocare i ragazzi. Alta e ben fatta, era nata per scatenare violente passioni nei maschi come del resto la figlia. Incrocia lo sguardo di Marta che compiaciuta, intanto incominciava a masturbarsi. Doveva eccitarla parecchio vedere sua madre e il suo ragazzo in teneri e perversi atteggiamenti. Le mie mani si muovevano in modo sfrenato sul suo corpo e, soprattutto sul suo petto. Infilai le mie mani tra il suo reggi ricamato e le tette sode incitato dallo sguardo della mia ragazza. Lo sollevai fin sopra il suo seno per poi slacciarlo. Lo sfilai. Si girò verso di me mostrandomi ciò che la natura le aveva offerto e messo a disposizione. Il suo seno era ancora bello sodo nonostante la sua età (37 anni). “Non mi immaginavi così, vero?” Allora mi avvicinai e mentre parlava la baciai e tutta la mia lingua entrò nella sua, e con mio grande piacere lei baciò me. Incominciammo a pomiciare, e con una donna che va per i quaranta vi assicuro che è molto eccitante. La sua lingua calda mi fece una pulizia completa della bocca passando poi al mio corpo. Dopo un lungo e appassionante bacio lei inizio a massaggiarmi il pene prima i testicoli ma poi salì con la mano fin sopra la cappella ed iniziò a stuzzicarlo. In breve tempo lo prese in bocca. Si staccò da me. Spinse il pube contro di LUI prendendo pieno contatto con l’erezione, avvertita al primo contatto, e cominciò a tastarmi il sedere sodo con entrambe le mani. La palpavo dappertutto. I capezzoli erano ormai durissimi e la sua figa, poco aperta per la verità, calda e stranamente troppo bagnata. Il mio pene era quasi del tutto entrato nella sua vulva. Avvertii che il clitoride era molto sensibile, perché provava un sottile brivido appena lo sfioravo. Era oramai del tutto umido il mio pacco, pieno dei miei e dei suoi umori. Continuavamo a baciarci. Ebbi tutto ad un tratto la sensazione che i suoi seni schiacciati contro il mio petto scoppiassero. Mi accorsi che l’emozione ci aveva prosciugato tutta la saliva impedendoci di deglutire. Si staccò da quel bacio appassionante e guardò nuovamente in basso mentre il mio cazzo tentava di entrare sempre di più nella sua caverna. Il sesso liberato e ben in vista costituiva per lei uno spettacolo eccitante. Lo si leggeva sulla sua faccia. Lo prese nuovamente in mano e se lo portò alla bocca. Ne saggiò la punta con la lingua, che fece correre poi intorno al glande con un movimento rotatorio. Quando il pene fu ben bagnato, lo ingoiò fin dove poteva. Ne liberò successivamente la metà per poterlo masturbare. Sotto il peso di quei colpi, sentii cedere le ginocchia e fui presto sul punto di venire. Cercai di controllarmi, ma quella lingua così intrigante che scivolava! sulla punta del pene, quella mano che da sotto gli tormentava con delicatezza i testicoli, me lo impediva. Passò ad un’azione più decisa quando intuì, dall’espressione del mio viso, che l’orgasmo era vicino. Tirò con decisione finché il pene non liberò schizzi di sperma che bagnarono il suo viso. Un flusso copioso di sperma si liberò dallo scroto, traboccando dalla sua bocca, incapace di contenerlo tutto. Avrei voluto urlare dal piacere, ma riuscii soltanto ad emettere un sordo ruggito, che poco aveva d’umano.Pulì ben bene il mio cazzo da tutto quel liquido e con una spinta energica mi fece adagiare sul letto. Marta si spostò per lasciarci tutto lo spazio necessario per i nostri giochetti. Si mette su un fianco. Non riesco a vedere bene la sua vagina, mi sembra un po’ più sporgente di quella della mia ragazza. “Ho sempre avuto il complesso della vagina prosperosa, per meglio dire ho due grandi labbra tali da meritarsi la definizione e quindi risulta un po’ cicciotta.” mi dice con sensualità e senza pudore. Si avvicina con la testa verso il petto di Marta. Incomincia così un lento e sensuale giochetto con la lingua sulle tette della figlia. Marta sembra apprezzare tale attenzione. Adesso mi apre gentilmente le ginocchia, alzando una gamba, per esporre la sua rosea femminilita’ coperta di rugiada come per invitarmi a penetrarla. Non me lo feci dire due volte. Puntai il mio cazzo su quel bel buchetto che mi invitava a penetrarle, in men che non si dica, il mio cazzo stava stantuffando dentro di lei a ritmo forsennato. Intanto le stavo massaggiando le tette strizzandole dolcemente. Orgogliosa della sua conquista, godeva quei momenti di erotismo sfrenato con estrema lucidità. Continuavo a palparle le tette mentre Marta si era spostata e cominciava a tastarmi il sedere e, di tanto in tanto il pene quando usciva dalla figa umida e piena di umori della madre. Si meravigliò nel constatare che era ancora duro. Intensificò la sua azione. La madre intanto chiuse velocemente le sue gambe come se volesse imprigionarmelo. “Tienilo dentro per un pò! Mi piace sentirlo afflosciare dentro” Così feci. “Non vi siete dimenticati di me, vero?” disse Marta rivolta a tutti e due. “Arrivo subito, mio amore” le rispose la madre. Si staccò da me per occuparsi della figlia lasciata in disparte.Marta è ancora distesa sul letto dei suoi genitori mentre la madre scende dal letto. Marta apre oscenamente le gambe dando una vista meravigliosa alla madre. Chinandosi scompare dalla sua vista sotto la massa bionda dei suoi morbidi capelli che stanno ricadendo tra le sue gambe e sul suo ventre. Non mi aspetto nulla ma mi sorprende. La stà leccando nell’incavo dell’inguine, tra la coscia e la protuberanza della sua vagina, provocandole un solletico malizioso. E improvvisamente una lama di saliva li trafigge la ferita tenuta aperta dalle dita impietose. Rapida e biforcuta la succhia, la morde, la trattiene e la respinge. La madre si rialza senza fiato. “Fammi godere come si deve” disse Marta rivolta verso la madre. Si rialzò su letto e si mise nella posizione 69. “Ora si che si ragiona!!!” La sua testa tra le gambe della figlia e le gambe della madre aperte sul suo viso. Adesso e’ puro delirio. Si leccano, si abbracciano le natiche a vicenda, si scambiamo dita, bevono il piacere dalle loro coppe arroventate. E continuano sino a stillare le ultime gocce dal piacere in un lungo, cosi’ mai provato, fiero orgasmo. Marta si affloscia, esausta su di lei. Il loro odore, misto al sudore mi ferisce le narici per l’asprezza. La madre si gira nuovamente. Ora stringe forte i fianchi della figlia con le sue mani. Si baciano facendo colare un po’ dei loro umori trattenuti, credo, volontariamente per questo giochetto. Entrambi rimasero in preda al loro stordimento per qualche minuto senza parlare. Poi, passata la tempesta, i loro respiri tornarono alla normalità. Si staccano sudate e sfiancate per la folle acrobazia. La madre si rialza. “Mettiti in mezzo. Così finiamo il rullino” Eseguii gli ordini della madre pensando a cosa voleva dire quell’ultima frase. Avevo Marta tra il letto e me, mentre la stavo penetrando, ed intanto la madre ci abbracciava sopra tutti. Cadiamo sul fianco sfiniti per le 2 ore di passione sfrenata passate tutti insieme (io e Marta ne avevamo fatte altre due). Marta si rialza e si dirige sul mobile davanti al letto. “Possiamo dire di avere delle belle foto di famiglia!!!” “Come sarebbe a dire foto di famiglia?” “Non ti preoccupare tesorino, non le vedrà mai nessun altro all’infuori di noi tre.” disse la madre della mia ragazza. “E’ stata una sua idea ma mi è subito piaciuta. Domani sera potremmo rifarle per bene visto che siamo in tre. Ora sono panoramiche e basta!!!” L’indomani ci siamo rivisti tutti e tre mentre il marito era fuori per una cena di lavoro ma questa è un altro episodio.