Mia Moglie 2 (1° cap.)

1 – Fine del giocoEra prevedibile, prevedibilissimo.In un certo senso me l’aspettavo. Non poteva durare in eterno questa bellissima storia.Tutto era cominciato quasi un anno prima, al Dolly, durante il mio anniversario di matrimonio.Poi erano successe tante cose, tutte divertenti ed estremamente intriganti. Monica e Renzo si erano uniti a me e Rossana, ed ogni mercoledì si scopava in quattro, immancabilmente, senza che i rispettivi consorti di Monica e Renato scoprissero niente.Era impossibile che il giochetto potesse durare più di tanto, forse anche perché “ogni bel gioco dura poco”…Certo che comunque ci siamo divertiti… soprattutto quando il fesso di Renzo partito per il solito giretto nell’Est con la scusa della caccia, ci ha lasciato campo libero.Monica si era praticamente trapiantata a casa mia, e la si scopava ogni sera, alla faccia del marito che certamente stava scopando con qualche puttanella romena o slava.E’ stato bello, anzi bellissimo, ma purtroppo è accaduto quello che temevo.Una sera suonò il campanello, e dal videocitofono potei vedere Monica in lacrime.La feci entrare, già con un truce presentimento:”Cos’è successo?” le chiesi, stringendola alle mie braccia, mentre il pianto si faceva più forte.”Sa tutto… Renzo sa tutto e mi ha buttato fuori di casa…”Restai impietrito.Mille volte avevo pensato a quel momento, e per mille volte avevo fatto “spallucce”, ma ora la cosa mi preoccupava non poco, e purtroppo era solo l’inizio dei miei problemi.Rossana arrivò trafelata, e fece accomodare l’amica in salotto.Lì Monica si lasciò andare ad un pianto dirotto, e noi la stemmo ad osservare, aspettando che si calmasse un po’.Fu lei a cominciare il racconto di quanto successo, appena si ebbe ripresa:”Questa sera Renzo è rientrato. Era una furia.Mi ha preso per un braccio, mi ha scaraventato addosso un pacchetto di fotografie, e mi ha detto di andarmene, di andare a farmi continuamente a sbattere da te e da Renato…Ho tentato di dire qualcosa, ma lui mi ha colpito, e mi buttato fuori.”In tasca aveva due foto stropicciate, che aveva raccolto e me le porse:”Aveva una trentina di foto… Oh mio Dio, ed adesso?….Non mi ha lasciato nemmeno il tempo di prendere qualcosa” e si rimise a piangere.Osservai le foto.Erano delle foto derivanti da un video, ed era inequivocabilmente stato girato durante una nostra scopata del mercoledì.Ero venuto abbastanza bene, e il viso di Monica lasciava trasparire un certo godimento, mentre la stavo inculando. Certo, la qualità della foto era scarsa, ma il filmato dovrebbe essere stato migliore.Sorrisi a questo pensiero, noncurante delle lacrime di Monica.Rossana le si sedette accanto per rincuorarla, ed io pensai sul da farsi, anche perché non avevo nessuna idea di come Renzo si sarebbe comportato.”Ora che intenzioni hai?” chiese timidamente Rossana, solleticando anche la mia curiosità. Monica per tutta risposta si rimise a piangere più intensamente, e lì presi in mano la situazione:”Senti Monica… guarda di smetterla… In fin dei conti era una cosa prevedibile. Un giorno o l’altro questo doveva succedere… Quel fesso di Renzo se lo è meritato, e certamente questa sua reazione è comprensibile…” e nel dirlo continuavo a fissare le due foto che mi ritraevano mentre la stavo inculando in salotto, proprio dove ora eravamo seduti.”Ma cosa faccio adesso? Mia madre non ne vuole più sapere… Sono andata da lei, ma non mi ha nemmeno aperto. Renzo le ha fatto recapitare da un corriere tutta una serie di foto…””Bello stronzo…” aggiunsi “Comunque non piangiamo sul latte versato. Questa sera dormi qui, e domani voi due andate in ufficio da Renzo a vedere com’è la situazione. Okay?”Evidentemente la facevo troppo facile, ma bisogna per prima cosa fermare il pianto dirotto di Monica, poi volevo sondare la situazione, e non potevo farlo se non mandando in avanscoperta Rossana.”Non devi comportarti così, in fondo la sua reazione è comprensibile. Prova a pensare quante volte l’hai fatto becco, e con chi poi? Con i suoi migliori amici! Ma non ti preoccupare, se l’è meritata” continuai.”Ci ha messo alle calcagna un investigatore privato. Ci ha fatto seguire!””Deve essersi divertito… Ogni volta che venivi qui si scopava, mica si guardava la televisione” dissi io, tentando di sdrammatizzare.”Sì, certo…” riprese lei, abbozzando ad un minimo sorriso.Era indubbio che si fosse divertito, in quanto ogni mercoledì il menù prevedeva inevitabilmente delle esibizioni erotiche mica male! Mi alzai e mi diressi nel mio piccolo ufficio a fare il punto della situazione in santa pace.Giocherellavo con quelle due foto con le mani, e cercai di pensare a quando me le avessero scattate.Le foto ritraevano Monica con un’espressione godereccia, con gli occhi chiusi e le mani che stringevano i cuscini del divano, mentre io la stavo inculando da dietro.Inculando o era una pecorina?Decisi che era decisamente un’inculata. Mi piaceva immensamente il culo di Monica, e difficilmente, una volta messasi di spalle, mi lasciavo scappare l’occasione.Era accogliente, elastico, caldo.Quelle due chiappe sode, sempre abbronzate, piccoline, erano un bocconcino che mai avrei lasciato scappare. Era seccante quanto accaduto, e mi irritava particolarmente il fatto che una persona sconosciuta fosse riuscita a riprenderci, almeno a nostra insaputa…Certo non era stato difficile, dato che spesso e volentieri scopavamo in giro per le stanze, senza badare che le serrande fossero ben chiuse… La casa era abbastanza isolata dalle altre, e potevano, anzi pensavamo di muoverci come meglio credevamo.I pensieri ritornarono così a quando io e Renato prendemmo Monica dalla camera da letto, e sotto lo sguardo divertito di Rossana l’abbiamo portata fuori completamente nuda, stesa sul prato e presa in due contemporaneamente.Gridava divertita, noncurante che i vicini potessero sentire qualcosa.Vedere era impossibile, data l’alta siepe, per cui una volta bloccata, Renato si mise sotto si lei e la infilò in figa, mentre io mi occupavo naturalmente del suo bel culo.Ci rotolammo sull’erbetta, tenendo la donna in mezzo a noi, ridendo come bambini, mentre Rossana ci osservava dalla terrazza.Il lavoro dell’investigatore non era stato certamente difficile, anzi, era stato piacevole…Chissà cosa avrà insospettito quell’idiota di Renzo?Comunque ora dovevo pensare a sistemare Monica, e mi venne in mente la vecchia casa di Renato.Certo non era una bella soluzione, ma sicuramente era meglio che non si fermasse per ora in casa mia, dato che Renzo potrebbe capitarci in casa da un momento all’altro.Telefonai a Renato, e questi mi rispose con una bestemmia:”Cazzo Fabio, ci dormo io in quella casa!””Da quando?””Da quando? Da questa sera! Da quando un corriere è arrivato con una trentina di foto che mi ritraevano con Monica e con Rossana!Lucia mi ha letteralmente buttato giù dalle scale assieme alla mia roba!””Giù dalle scale?””Sì. Sono appena uscito dal Pronto Soccorso…”Risi, e gli dissi:”Mai sposare una donna più grande di te…””Ridi, ridi. Intanto ora sono sulla strada. Quella lì mi può rovinare, ed anzi, sono certo che lo farà!””Ho qui Monica… Cosa posso fare?””Ecco, ridi pure adesso!” e riattaccò.Forse la mettevo troppo sulla farsa, ma non riuscivo a drammatizzare più di tanto. Forse il fatto che mi ero già mentalmente preparato mi avvantaggiava, o forse ero un po’ pazzo.Non potevo dolermene più di tanto. Quanto stava accadendo era stato messo ampiamente in preventivo, ed il pensiero mai ci aveva fatto desistere dai nostri propositi.Ultimamente poi, ci eravamo lasciati andare un po’ troppo, perdendo alcune cautele indispensabili per degli amanti.Ci era andata comunque bene per quasi un anno, e non era una cosa da poco…Rimasi male però per il fatto che avesse riagganciato in quel modo, e pensai che fosse proprio ridotto male. In quel momento suonarono alla porta. Guardai l’orologio: le 20,15, e temetti che fosse Renzo.Per la prima volta provai un brivido di paura: come affrontarlo?Respirai, e cominciai a preparami il discorso: “è colpa tua, la lasciavi sempre sola… aveva bisogno di un uomo che la scopasse e non di uno che si scopava le straniere” oppure potevo dirgli francamente “guarda che scopava già da tempo con Renato”, ma certamente sarebbe stata una carognata che non rientrava nel mio stile.In quei pochi minuti, nella mia mente passarono un centinaio di frasi, la maggioranza delle quali assolutamente stupide.Aspettai che Rossana venisse a chiamarmi, ed invece entrò con un bustone in mano. Erano le foto, le stesse foto che aveva fatto recapitare a Lucia, la moglie di Renato, ed alla suocera.Presi la busta, ed andai in salotto dove le due donne mi aspettavano in trepidante silenzio.Una volta aperta, ne estrassi un pacco di foto tra il silenzio generale.”Ma quante ne ha fatto stampare?” mi domandai, tanto per rompere quel tremendo silenzio.Le foto furono sparse sul basso tavolino davanti a noi, e cominciammo ad osservarle una ad una.Le foto erano inequivocabili. Ci ritraevano in numerose posizioni, anche perché ho sempre avuto una grande fantasia nel campo erotico, e certamente quell’investigatore privato, non si è accontentato di una sola “spiata”, ma ha prolungato la sua indagine per qualche settimana.Ci ha ripreso con una telecamera, che in un primo momento pensai posta su un albero che c’era in giardino, mentre le foto che non erano tratte dalla videocamera, ci ritraevano in camera, in bagno, ed anche in auto! Era strano vederle lì, davanti a noi, e scoprire che qualcun altro osservava i nostri amplessi. Aveva potuto vedere anche, come legavamo a letto le due donne per infilargli in figa ed in culo i numerosi falli finti che oramai abbondavano.I giochini dei sexy shoop era l’ultima delle nostre trovate.Ci piaceva immensamente vedere come s’infilavano un grosso cazzone di lattice doppio. Un’estremità a Rossana, e l’altra a Monica, e stese, una di fronte all’altra, si scopavano assieme, mentre noi aspettavamo il nostro turno.Trovavamo le fiche talmente infuocate, che era un piacere affondarci dentro i nostri cazzi!Naturalmente anche questo nostro giochino era ampiamente documentato con le foto.Le foto erano degna delle migliori riviste hard.Lo dissi, e le sollevai per guardarle meglio.”Ma ti sembra il momento di fare certe battute?” mi apostrofò Rossana.Le guardai con aria seccata:”Statemi a sentire. Renzo le corna se l’è cercate.Monica ha scopato perché lo desiderava e perché gli piaceva, consapevole dei rischi.Questo doveva succedere ed è successo! Ora non facciamone un dramma.Anzi, ti devo dire che queste foto mi hanno eccitato…. Questa sera Monica dorme qua, poi domani ci pensiamo su con calma.Non sei la prima ad essere buttata fuori di casa, e non sei più nemmeno l’ultima! Lucia ha sbattuto giù per le scale Renato, e l’ha rotto un po’”Rossana rise forzatamente, mentre Monica stava riprendendosi e non piangeva più.Continuammo ad osservare le foto in silenzio, e mentre le osservavamo ci ritornavano in mente quei momenti di sesso sfrenato.Riuscì a capire che il “pedinamento” era cominciato un mese prima.Ne fui certo perché c’era una foto dove io mangiavo gli slip commestibili a Rossana, e quelle cose le avevo comprate e consumate appunto un mese prima.Riuscimmo così assieme, a mettere le foto in ordine cronologico.Il fottuto investigatore ci aveva ripreso per ben 4 mercoledì di seguito, ed erano stati 4 mercoledì infuocati.Uno di questi mercoledì poi, eravamo anche usciti per andare, come facevano qualche volta, in un club Privè, non per fare scambi od altro, ma per guardare ed eccitarsi come dannati, per poi dare libero sfogo alla vogliarepressa a casa. Mi ricordo bene quell’ultima volta.Vestite come invitate ad una sfilata di moda, tacchi alti, calze di seta, spacco, scollatura, sembravano battone d’alto bordo. Arrivate al parcheggio, per prima cosa ci avevano fatto un mezzo pompino, solo per eccitarci maggiormente, dopodiché, aperta la portiera, con la gente che parcheggiava lì vicino, si erano tolte le mutandine lentissimamente, ed erano scese dall’auto, facendo ben attenzione a far vedere ai presenti il fatto. Poi all’interno, tra le luci soffuse, ci infilavamo in tutti gli antri per fare i guardoni e vedere, osservare tutte quelle coppie che scopavano in piena libertà.Eravamo dei guardoni, solamente dei guardoni che volevano eccitarsi e trattenersi in attesa di una scopata mega una volta giunti a casa.Anche il solo fatto di trattenersi, di non gettarsi tra le braccia di altre persone, perfette sconosciute, e visti i precedenti sarebbe stato facilissimo per le nostre due donne, ci eccitava in maniera incredibile.Gli occhi delle due donne luccicavano, e le scoprivamo spesso leccarsi le labbra e mandarsi degli sguardi inequivocabili.Avevamo però deciso di non partecipare, di uscire dal locale a notte fonda, senza aver “toccato” nessun tipo di merce.Quella sera, appena saliti in macchina, le due donne si misero dietro, non volendo neppure minimamente toccarci, e si misero a masturbarsi vicendevolmente tra loro.Sentire i loro mugolii, i loro “siiii” sussurrati, conditi dalle loro proposte e fantasie più oscene, fecero in modo che i 50 chilometri di distanza da casa nostra divenissero 500!Arrivati a casa, io corsi su con Monica, mentre Renato si fermò davanti al garage con Rossana.Non avevo fatto in tempo neppure a mettere dentro la macchina, tanto ero eccitato…La mise seduta sul sedile anteriore, e lui rimastogli in piedi davanti si fece fare un pompino indemoniato.Probabilmente non ne poteva più.Ed ora, ecco le foto del pompino di Rossana a Renato lì, davanti ai miei occhi.Con un bello zoom, aveva immortalato Rossana con un enorme cazzo in bocca, seduta a gambe divaricate, mostrando le autoreggenti, mentre Renato la osservava dall’alto, reggendosi sulla portiera.Conoscevo bene l’enorme abilità di Rossana nel spompinare, e potevo ben immaginare l’enorme sborrata che deve essersi presa da Renato…Quando i due giunsero in camera, io avevo già spogliato Monica, e stavo assaporando ancora i suoi abbondanti umori.Rossana mi saltò addosso, e si mise a gambe aperte per avere la sua razione, mentre Renato riprendeva fiato e si godeva la scena.Scopammo come matti, dando sfogo a tutti i nostri sensi, dopo quelle ore di “castità” tra le tentazioni.Io e Renato dopo essere venuti, troppo velocemente data la situazione, ci demmo da fare con i cazzi di plastica, dopo averle immobilizzate al letto con gambe e braccia aperte, e lì ora c’era la foto delle due donne con i falli in figa ed in bocca, mentre io e Renato le osservavamo felici dal bordo del letto.Dopo averle fatte godere con quei falli, avendo preso fiato, le girammo, e passammo ai culi, che cominciavano ad essere una mia passione, e le sbattemmo selvaggiamente, facendole gridare dal piacere.Una bella serata, finita alle prime luci dell’alba con una bella pisciatina in compagnia, anche questa immortalata, male, da una fessura, ma fissata da una foto eloquente.Eravamo proprio io e Renato che pisciavamo addosso a quei due corpi distesi nel piatto della doccia.Peccato che non ha potuto sfruttare tutto il grandangolo a causa della serranda non del tutto abbassata, ma era bello intuire il getto d’oro, ed osservare quelle braccia alzate, quasi in segno di resa, delle due donne!Mi ricorderò sempre poi di quella doccia, fatta tutti assieme, dentro ad uno spazio troppo stretto, che non fece altro che resuscitare i nostri cazzi per la terza volta.Scopai Monica in piedi, sotto la doccia, alzandola tenendola per i glutei, e quando fui giunto quasi alla fine, la feci inginocchiare e le venni sul viso. Poca cosa… ero sfinito.Renato stava stantuffando sul tappeto Rossana, e lo sentii mugugnare nuovamente, mentre anche lui veniva per la terza volta.Che peccato però… Forse ora stava per finire tutto.Non viviamo in una grande città, e si sa, la gente mormora… ed il servizio fotografico era stato certamente esauriente. Anche troppo.Sistemammo Monica, che nel frattempo si era calmata, ed aveva osservato le foto anche con un certointeresse, in camera con nostra figlia Eva.A letto io e Rossana ci parlammo piano.Poteva succedere uno scandalo. I parenti, gli amici, i vicini… Se Renzo avesse voluto, avrebbe potuto tappezzare la città con quelle foto, e Renzo, pieno di soldi ma con poco cervello, poteva anche farlo!Rossana doveva andargli a parlare, anche perché era sospetto il fatto che Renzo non si fosse fatto vivo.Forse stava escogitando qualcosa, tramando qualche vendetta o chissà che altra cazzata!Comunque poi, bisognava trovare una sistemazione per Monica, andarle a prendere i vestiti, sistemarla, trovarle un lavoro.Certamente Renzo non le avrebbe lasciato un centesimo, ed aveva tutta la possibilità di non pagarle niente di alimenti, e questo era un serio problema.Monica faceva la tranquilla casalinga, vestita sempre all’ultima moda. In questo Renzo non si risparmiava. Era di manica larga e quando usciva con Monica gli piaceva sfoggiare quella sua donna sempre vestita a puntino.Ora però, la palla passava a me, che mi ritenevo ovviamente corresponsabile, s neon il responsabile maggiore di quanto accaduto.Ripresi le foto, mi misi ad osservarle attentamente, mentre Rossana lentamente si avvicinava al mio cazzo.Me lo prese in bocca, evidentemente anche lei, nonostante tutto, eccitata da tutta quella storia, o forse voleva solo rilassarsi o rilassarmi. Comunque sia, socchiusi gli occhi per gustarmi quel suo lavoretto.Le foto, l’estraneo che ci spiava da dietro le finestre. Magari era ancora lì, a spiarci, ad osservare quel magnifico e lento pompino che Rossana mi stava facendo.Osservai la finestra, ed istintivamente mi misi pure in posa, poi ritornai lentamente a riguardare quelle maledette foto.Allargai le gambe, agevolando il lavoro di Rossana che si era attaccata al mio cazzo come una forsennata, e stava aumentando il ritmo tintinnandomi i testicoli delicatamente.Venni proprio mentre stavo osservano una foto che ritraeva Monica con la faccia piena della mia sborra ed il mio cazzo appena sopra il suo naso. “Bella foto, meriterebbe un ingrandimento…”