Sul Tantra, il transatlantico da crociera più esclusivo del mediterraneo, la mattinata era passata con la seconda lezione di sesso, e già tra i partecipanti serpeggiava il demone della festa in maschera in programma per la sera stessa; inoltre amori, pettegolezzi, e piccole incomprensioni cominciavano ad emergere all’interno dei vari gruppetti formatisi inevitabilmente tra i passeggeri. Riuscirà la voglia di sesso sfrenato addolcire gli animi fungendo da collante ?Martedì 2 Novembre – Pomeriggio: Svaghi e DoveriMario si stava osservando il pene aspettando che Gabriella, la sua collega, uscisse dal bagno; avevano appena scopato ed ora arano pronti scendere per il pranzo. Si guardava il suo pene toccandosi i testicoli meditando alle volte che aveva eiaculato in quei due giorni e mezzo, e alla voglia sempre attuale e pressante che aveva tutte le mattine, che aveva avuto dopo l’inequivocabile lezione. Era di poco prima la penetrazione avuta con Gabriella; lei si era distesa supina accettando felice la lancia di Mario. E lui adesso si osservava attentamente il pene ripensando a quello più cospicuo di Giampiero che entrava tutto nella vagina di Franca, la brunetta tutta pelle e ossa. ” Ti ricordi di Franca ? ” le chiese entrando nel bagno” Chi ? La ragazza bruttina, quella del negozio ? ” chiese Gabriella intenta a passarsi l’olio sulla pelle appena rasata del pube e delle gambe.” Si lei, e ieri sera sono a rimasto guardarla mentre il grassone se la stava facendo alla pecorina … ” spiegò Mario, e Gabriella piegandosi davanti a lui chiese ” mi guardi se sono pulita dietro ? ” ” Ecco era piegata così come te adesso. Si vedeva tutta la figa e il culo, e il grassone che usciva completamente, distaccandosi di alcuni centimetri, per poi rituffarsi con precisione nel solco rosa che fra una botta e l’altra restava un attimo aperto, un buco profondo, aperto, quasi tondeggiante ” Mentre lo raccontava iniziò a passare il dito tra le natiche di Gabriella” Ehi, Mario non mi sfreguliare il culetto … altrimenti saltiamo il pranzo ” lo ammonì scherzosamente ” Figa aperta “, pensò eccitandosi, ed era l’ampiezza del buco precisamente che lo eccitava” Ehi, Mario la giornata sarà lunga ed è meglio che risparmi le cartucce ” riprese Gabriella” Sai comprendo benissimo l’oculatezza che si deve avere ora, per poter arrivare all’orgia di stasera, ma francamente non capisco perché ci si debba privare di questo piacere quotidiano nella vita di tutti i giorni. Per me non c’è nulla che mi freni a vivere la vita: la religione, l’etica mirano solo alla omologazione delle persone, ed io finché il tempo me lo permetterà sarò avidissimo di vita “Gabriella annuì con gli occhi e aggiunse ” Ma forse la vita non è tutta qui ! “Mario rise alla sua battuta” Non sono così imbecille da farmi bloccare da cazzate simili, e poi è molto facile inibire qualcosa o qualcuno con la violenza perché costruire è molto più difficile “Mario si alzò, la baciò sulle grandi labbra e disse ” Mi iscrivo alla gara di penetrazione. Nel caso, ti iscrivi con me? “” Si, per la ragazza sotto di me posso scegliere di portare qualcuna? “” Chi vuoi: e poi la ragazza sotto deve soddisfare solo te ! “” Va bene “Gabriella dopo aver recuperato il cuscino a tracolla fu pronta per uscire. I corridoi della nave, fatti di specchi colorati e riflettenti, erano una gioia per Gabriella che uscita prima di Mario, dalla cabina, si ritrovò a prendere l’ascensore assieme ad Alba la giovane amica della coppia romana. ” Ciao, mi sei sfuggita per un pelo oggi a lezione; era tutta la mattina che vedevo la tua miciotta umida e avevo solo voglia di buttarci dentro il naso ” ” Grazie per la scelta, ” disse Alba alzando il seno strizzandolo verso l’alto specchiata nel muro acqua marina ” non sono mai stata così bene, ” poi dopo un istante ” ma tu non sei con quel ragazzo moro … Mario mi sembra si chiami ? ” Alba si sentiva allegra e spensierata più del solito, Gabriella invece sembrava solo un po’ stanca ma altrettanto motivata.” Non stiamo insieme, è solo un mio collega con il quale sono venuta a fare questa vacanza, e con lui divido la stanza, capirai rimanere a dormire sola non piace. Anche se, abbracciati ad una ragazza si dorme meglio … “Risero entrambe entrando nell’ascensore dove trovarono il ragazzo addetto alla pulsantiera che le guardò con gli occhi carichi di malinconia per non poter cedere alla tentazione di toccarle, chiedere loro di partecipare ad un orgia. Portava solo il cappellino degli inservienti ed il suo pene era quasi turgido.Le due ragazze lasciato il corridoio guadagnarono la cabina che era deserta, mettendosi su di un lato; passando Alba sfiorò con una gamba il pene del ragazzo che spruzzò.” No, signore ” riuscì a balbettare nel breve istante dell’intervallo della corsa durante la quale le due donne si presero cura di lui soddisfacendolo completamente raccogliendo una quantità di sperma enorme che spalmarono su i loro seni.” Mi possono licenziare per una cosa del genere fatta in orario di lavoro …” tentò ancora di spiegarsi il ragazzo in preda al panico: la porta poteva aprisi al piano da un momento all’altro svelando definitivamente il suo piccolo segreto. ” Sono alla 25678 Deck B … e se interessa quando smonti … ” sussurrò Gabriella nell’orecchio del giovane sempre più imbarazzato” Potrei esserci anch’io ” le fece eco Alba uscendo flessuosa al fianco di Gabriella.” e, hai avuto qualcuno, a parte storie di sesso ? ” chiese Alba incuriosita dal ciondolo al collo di Gabriella.” Con l’ultimo ci siamo lasciati tre mesi fa ” rispose Gabriella “, era troppo poco romantico, non mi coccolava abbastanza e voleva sempre fare all’amore, anche quando non ne avevo voglia “Alba sgranò gli occhi e Gabriella proruppe ” Figurati Alba ” ad un tratto seria ed indispettita nel volto ” che una sera mi ha costretta a prenderglielo in bocca nel bagno di casa mia ed a succhiarglielo fino a sborrarmi in gola mentre tutta la famiglia ci aspettava in tavola impaziente “” E cosa ci trovi di tanto strano ” ribatté prontamente Alba con un lampo d’eccitazione negli occhi, ” Beata te che avevi un uomo così focoso, il mio ex era una schiappa a letto, un vero tradizionalista, due botte e via, spesso non riuscivo neanche a provare un orgasmo soddisfacente ” salutò con un gesto del capo Daniela Guarnieri e aggiunse “, spesso mi capitava di dovermi soddisfare da sola con un bel vibratore “Il pomeriggio a partire dal pranzo, era da prevedersi, sarebbe stato movimentato. La festante comitiva non poteva non che dar luogo a un atmosfera perennemente mutevole. Non passavano cinque minuti senza che risuonasse una allegra risata, non ne passavano altri cinque senza che venisse acclamata la siluette di una signora; e Cinzia non era neppure lì da dieci minuti, quando la sala da pranzo, per spaziosa che fosse, le diede l’impressione di esser più che semi affollata: un gruppo di donne, facevano circolo intorno a Valeria Malvezzi, e John Weaver rientrò con il patron Ramson Quincy e Roberto. La comparsa di quest’ultimo fu per Cinzia qualcosa di più di una sorpresa momentanea. Le era impossibile dimenticare di aver sentito il desiderio dentro di sé che l’arrivo dei loro comuni amici li avrebbe inevitabilmente portati a ritrovarsi assai presto insieme in un orgia. Il loro ultimo incontro era stato molto importante in quanto aveva rivelato gli intenti di lui, e Cinzia ne aveva tratto una eccitante certezza; ora però, osservandolo in volto, temette che in lui ci fosse tuttora quella stessa malaugurata persuasione che l’aveva indotto, la sera prima, a scopare da solo con Daniela escludendola. Pareva, in effetti, che non intendesse avvicinarlesi quel tanto da consentire una conversazione.Cinzia si sforzò di esser calma e di lasciare che le cose seguissero il loro corso; si sforzò, inoltre, di soffermarsi su questo punto fino a portarlo alla sua razionale conseguenza ” Certo, se in entrambi c’è voglia di scopare, i nostri desideri non tarderanno a concretizzarsi. Non siamo due ragazzi capricciosi, sviati dalle distrazioni di ogni istante, che prendono uno scossone per ogni figa o cazzo visto in giro ” ” Cinzia “, chiamò Manuela sempre appostata alla balaustra della terrazza interna che dava sulla sala da ballo, ” ma quella non è Silvia Tomirotti, ne sono sicura! La riconosco dalle chiappe un po’ abbondanti! Se ne sta sotto il colonnato in compagnia di un tizio dall’uccello piccolo e dalla testa nera di riccioli. Li ho visti venire dalla palestra un attimo fa. Stanno parlando animatamente, sembra. Ma lui chi è? Su, vieni qui e aiutami. Cazzo!… Ora mi ricordo. È quel Marco che stamattina si voleva fare la hostess “” No “, replicò subito Cinzia, ” non può essere quel Marco, te l’assicuro. Alla stronza piacciono gli uccelli grossi “Mentre parlava, notò che Flavio il figlio dell’ingegner Lauzi la stava guardando, e tale consapevolezza le diede un senso di fastidio e d’interesse: si rammaricò di aver fatto la figura della cafona, anche se quel che aveva detto era così semplice, e soprattutto vero.Manuela, seccata che Cinzia non la ritenesse capace di riconoscere un uomo, cominciò a parlare animatamente delle fattezze fisiche dell’uomo, ad affermare con maggior decisione che quello era Marco, e a chiamare di nuovo Cinzia perché venisse e constatasse lei stessa; ma Cinzia non intendeva muoversi, e si sforzava di tenere d’occhio Roberto. Tornò, comunque, ad avvertire un profondo disagio quando notò due o tre ragazze giovani scambiarsi sorrisi maliziosi e sguardi saputi come se fossero convinte di essere al corrente della storia tra lei, Roberto e Daniela. Era evidente che anche le chiacchiere concernenti lei, Silvia Tomirotti e Roberto, si erano diffuse; e la breve pausa che succedette parve confermare che ora si sarebbero diffuse ancora di più.” Ma vieni, Cinzia! “, gridò Manuela, ” vieni e guarda un po’ tu! Se non ti sbrighi, sarà troppo tardi. Stanno dividendosi, lei si è inginocchiata, gli lo ha preso in bocca! Lui s’è stravaccato sul divanetto. Non riconoscere Marco, figuriamoci! … Sembra che tu abbia scordato proprio tutto di ieri pomeriggio.Per contentare Manuela e forse per godersi la scena della fellatio, Cinzia si accostò lentamente alla balaustra. Fece giusto in tempo ad accertarsi che era proprio Marco, prima che egli sparisse nella zona coperta dalla balaustra, mentre Silvia Tomirotti si allontanava dal lato opposto con il prezioso carico in bocca; e dissimulando la sorpresa che non poteva non provare di fronte al gesto così bello e amichevole tra due persone così diverse, disse con calma ” Sì, decisamente è Marco ” E cercò di tornare alla sua seggiola dopo aver ritrovato il proprio autocontrollo.Manuela la bloccò per le spalle e dopo averle dato una profonda occhiata s’inginocchiò di fronte a lei infilandole la lingua tra le grandi labbra ” lasciati andare, non vedi che qui tutti scopano ” le disse intuendo che il problema che c’era tra lei e Roberto doveva essere strettamente legato alla figlia “, si vede che c’è una bella intesa tra te e tua figlia ” le disse per darle tutto il suo apporto morale.” Grazie ” rispose Cinzia guardando in viso Manuela facendole capire che aveva inteso appieno l’interessamento.” Siete due persone responsabili e maggiorenni, anche perché altrimenti non sareste qui, ed è ipocrita pensare che la vostra intimità sia morbosa o sbagliata! Io la trovo molto dolce e quel Roberto dovrebbe smetterla d’essere così pieno di sé e soprattutto dovrebbe smetterla di giudicare gli altri “Cinzia non le poté rispondere perché Manuela le aveva preso tra le labbra il clitoride succhiandolo con aviditàL’ora del pettegolezzoL’ora del pranzo arrivò e il gruppo di donne capitanate da Beatrice Carminati si mosse per i tavoli; e John Weaver, dopo averle accompagnate col dovuto garbo di un gentiluomo, fece una smorfia, brontolò perché il suo pene era gonfio ed ogni alito di vento gli ricordava quanta femmina c’era in quella nave, e poi attaccò:” Be’, Manuela, ho fatto qualcosa per te che ti farà piacere. Sono stato a bureau, e ho prenotato un posto in prima fila per l’orgia di sta sera, quella dei pirati. Sono un bravo marito, no? So che ti piacciono le buone compagnie; e nelle prime file c’è posto per tutti noi. Ho già invitato Flavio. A Cinzia, sono certo, non spiacerà unirsi a noi. Tutti noi amiamo il sesso. Non ho fatto bene, bambina mia ? “Le due donne si staccarono prima che giungesse l’irreparabile e dopo pochi colpi di lingua desistettero dall’intento di abbandonarsi ad un sessantanove poco prima di pranzo. Con la consueta sincerità, Cinzia stava giusto dichiarandosi perfettamente disponibile, sempre che Daniela e gli altri gradissero l’idea della serata, quando Manuela la interruppe con foga esclamando:” Cazzo, John Weaver! come puoi pensare a una cosa simile? Prenotare per domani sera! Hai dimenticato che domani sera abbiamo un impegno per il condom game? e che siamo stati espressamente invitati come coppia vincitrice uscente dall’anno passato. Come puoi essere così sbadato? “” Bhe! Bhe! “, ribatté John Weaver, ” Il latte di micia ti ha dato alla testa? Qualcosa che è più forte del whisky ? L’orgia è sta sera, il condom game è per domani. Ti sei sbagliata bambina mia “A quella notizia Cinzia si sentì rivivere: vide che Roberto, vicino al figlio dell’ingegner Lauzi, era tutto orecchi, che guardava e ascoltava con la più profonda attenzione; e che udendo le ultime parole di John Weaver, il suo sguardo indagatore passò da lui a lei, Cinzia.” John vai ad invitare anche l’ingegnere e sua figlia ” chiese al marito con serietà alludendo al fatto che la presenza di Cinzia e Roberto doveva essere necessaria.John Weaver e Manuela continuavano a parlare, ciascuno nel suo proprio stile; lui, tra il serio e il faceto, insistendo sul progetto della serata orgiastica; e lei, sempre protesa a spiegarli la necessità di invitare madre e figlia assieme per abituare Roberto “, la crociera è appena cominciata ed è bene che quello stronzo si abitui all’idea che tutti scopiamo con chi vogliamo anche tra madre e figlia ” queste ultime parole furono sussurrate per evitare che Cinzia sentisse. John continuando la pantomima dissimulando la serietà della parole dalla moglie e con i tempi giusti si preparò ad arruolare Roberto.Cinzia, comunque accorta, le fu veramente grata per la cortesia; e, inoltre, ugualmente contenta per l’opportunità che le si offriva di dire, in tono deciso:” Se dipendesse unicamente da me Beatrice, l’orgia che si terrà sta sera, non dovrebbe mai finire perché non provo alcun piacere nel passare le serate a girarmi i pollici ” finì alludendo a Roberto e ovviamente alla figlia.Ecco, l’aveva detto; ma quando tacque, si sentì tremare: si rendeva conto che le sue parole erano state ascoltate da troppi, e non osava neppure tentare di osservarne l’effetto.A questo punto intervenne Beatrice Carminati.” Faremmo meglio a progettare meglio la cosa, e tu John potresti ritornare al bureau per prenotare anche per le due ragazzine veneziane. Sarebbe un peccato separarci ” Presto si misero d’accordo sulla serata; tutti, tranne Manuela, che non volle rinunciare al vantaggio di stuzzicare ancora Cinzia ripetendo che lei sarebbe andata a tavola non prima d’averle fatto sentire ancora una volta la lingua sul campanellino, anche se nessun altro avesse voluto aspettarle.John Weaver lasciò sua moglie e si avvicinò al loro tavolo probabilmente allo scopo di trovare posto accanto ad Daniela.” Ieri, non sei rimasta abbastanza a lungo sulla pista da ballo “, disse, ” per gustarne fino in fondo il momento magico “” Oh, no! Scopare in piedi non mi attrae per nulla. Non mi piace dover rimanere in bilico su i piedi “” Lo so, ma ieri si è visto che ti è piaciuto ” ribatté John Di solito le penetrazioni in movimento non l’interessavano ” ma col tempo cambiano molte cose ” pensò Daniela” Come si fa a dire di no per una scopata, anche se in piedi; però non sono poi tanto cambiata “, esclamò quindi Daniela, e non aggiunse altro, temendo di venire fraintesa. Lui tacque per qualche istante, poi, come cedendo a un impulso improvviso, disse: ” Invece ieri sera è stato bellissimo con le ambientazioni da fondo marino, e Justine è sempre più brava ! “A Daniela non restò che affidarsi all’immaginazione e chiedersi se si sarebbe fermato lì o avrebbe raccontato ancora: era chiaro che l’avrebbe subissata di domande, perché era sicura che sapeva di lei e del patron, e quindi fu costretta a passare bruscamente ad altri argomenti assecondando Alba che, smaniosa di parlare dell’orgia prevista per la sera, prese a esortare gli altri a non perdere tempo e a raggiungerli al tavolo. Così dovettero sedersi. Cinzia disse di essere perfettamente pronta, e cercò di averne l’aria; ma pensava che se Alba avesse potuto sentire quale riluttanza aveva nell’abbandonare il caldo l’abbraccio di Manuela, nello sforzo di abbandonare quella vagina, si sarebbe dedicata solo a Roberto.La comitiva dopo pranzo si sciolse. Gli uomini avevano preso i loro impegni con il club del tiro a segno e la palestra, e per le signore c’erano varie attività mondane, sicché Cinzia, finché rimase in loro compagnia, non ebbe più modo di incontrare Roberto. Fu invitata da Alba ad andare con lei al centro di bellezza e lei accettò di buon grado perché per il momento si sentiva incapace di affrontare altre prove ed aveva solo voglia di stare assieme ad altre donne. Passò insieme a Manuela e ad Alba due ore sotto il casco dell’estetista, per prepararsi alla serata ascoltando quasi unicamente gli animati progetti di Alba per l’orgia, l’elenco delle persone invitate e la descrizione particolareggiata e continuamente perfezionata di tutte le elaborate posizioni che avrebbero fatto in quel ricevimento. Cinzia ascoltava, e intanto si tormentava con una domanda senza fine: Roberto si era innamorato di sua figlia ? Le altre due erano sicure di si, ma lei di no! Perché allora non ci scopava e basta ? L’ansia che la consumava non aveva tregua, fosse anche per cinque minuti. Era ormai convinta che fosse solo una infatuazione, conseguenza naturale dell’attrazione fisica: sua figlia, ancora giovane, era ubriacata dalla potenza del sesso. Ma questo non giustificava in alcun modo quella sottile e impalpabile riluttanza che Roberto aveva nei suoi confronti. Proprio perché erano solo faccende di sesso, che l’uomo non doveva avere delle preferenze, e siccome non credeva al loro flirt affettivo voleva che la figlia si dedicasse anche ad altri!Si svegliò dalle silenziose riflessioni solo per far sapere ad Alba che Silvia Tomirotti era stata vista fare un pompino di nascosto Marco prima di pranzo; si era decisa a raccontare la cosa solo per distrazione.L’imponderabile fogaIl solarium spandeva la luce invernale di novembre attraverso la cupola di vetro; l’aria era calda e molte donne avevano preso posto sui lettini disposti intorno alla piscina ancora vuota di gente. Gabriella aveva preso un buon libro con l’intenzione di leggerlo per quell’unica ora di sole pomeridiano, dalle tre e mezza alle quattro, per riposarsi in previsione dell’orgia in costume da pirati alla quale si era piacevolmente iscritta assieme ad Alba, e voleva quindi essere tonica per quell’occasione.Aveva appena letto il primo capitolo quando vide arrivare Mario con una delle sue solite erezioni; era chiaro che la voleva penetrare animato da una certa foga. Quel ragazzo le piaceva perché non faceva troppe smancerie e decideva sempre per lei posizioni e tempi ” è un ragazzo d’oro, dolce, con lui mai una lite, e soprattutto non è banale ! E quando c’è da scopare dirige sempre lui il gioco ! ” a questo pensò senza che lui le chiedesse niente aprendo le gambe e alzando le ginocchia con le mani dietro la testa aspettando vogliosa. Non si tolse neanche i sandali, e la chiave elettronica della stanza era sempre appesa al collo poggiata tra i seni, il resto del corpo nudo fremeva; con un filo di voce rotta dall’emozione lo salutò” Ciao, fai piano che comincio adesso a sentire un po’ di umidità ” ” Ti ho vista aprirti subito. Quanto sei bella, sei una donna eccezionale, lo sai ? ” le disse lui dolcemente mettendosi davanti alle sue gambe sempre sollevate dirigendo il pene con la sinistra per guidarlo verso la vagina. Il glande toccò le piccole labbra e Gabriella istintivamente tirò ancora di più le gambe verso il torace per fare posto a Mario nella penetrazione, e protendendo il collo, tenuto alto dalle mani intrecciate dietro la nuca, si inebriò cercando di catturare ogni istante della penetrazione: si scioglieva a guardare il pene entrare in una donna. Per un attimo vide il glande scomparire fra le sua gambe e all’immagine si sostituì il tocco e quindi alla penetrazione; Mario teneva le gambe ai lati del lettino e aveva preso a reggersi con le mani poggiate all’altezza dei seni di Gabriella lungo la struttura di legno. Lei appena sentì la spinta del pene si aggrappò a sua volta con le braccia alla spalliera reclinabile della sdraio proprio all’altezza della testa che tornò a guardare in alto scossa dai colpi pelvici. Appena lui prese il ritmo giusto Gabriella iniziò ad esternare il suo godimento in silenzio, la bocca spalancata in un urlo muto, le labbra tirate sui denti in una smorfia delicata di donna appagata, che Mario amava moltissimo. Ogni tanto scuoteva la testa, la alzava per guardare e guardarsi sempre reggendosi alla spalliera scossa dalla mascolina irruenza di Mario che fattosi ancora più sotto le teneva il bacino alzato per agevolare di più i suoi movimenti.Gabriella dopo il primo orgasmo continuava con piccole spinte del bacino, tipo danza del ventre, per farlo ondeggiare di lato per farsi strofinare meglio il pene tesissimo e ligneo arandola in profondità con il glande teso battendo in alto come per uscirle dalla pancia ed in basso come per perforarle il retto. Il viso di lei era la quintessenza della felicità, e Mario sentendosi ancora lontano dall’orgasmo la volle di spalle per penetrala alla pecorina: si sfilò e lei guardandolo teneramente le fece capire che avrebbe gradito tanto averlo nel retto. S’accomodò in ginocchio sul lettino reggendosi forte all’intelaiatura di legno implorandolo di fare in fretta perché non voleva perdere l’immutabilità della monta; era la stessa sensazione che provava di notte quando si svegliava cambiando posizione: voleva subito riprendere sonno.Per chi si fosse messo dietro di loro poteva ammirare il magnifico profilo del sedere di Gabriella inginocchiata, curve flessuose, linee conturbanti: poteva ammirare i luoghi sacri del piacere sessuale. La vagina gonfia e umida gocciolava copiosa sul telo da piscina, allegra compagna dell’ano dilatato dal fallo violaceo di Mario, primo nella prospettiva, teso e virilmente proteso nella penetrazione. Ad ogni affondo i testicoli pelosi ballavano sotto la spinta ritmica di Mario, l’uno scuro di peli e l’altra perfettamente rasata e eroticamente eccitante alla vista di uomini e donne. La stessa penetrazione aveva radunato degli spettatori che rapiti dal fascino della prestazione si masturbavano allegramente, solo due ragazze si erano fuse in un sessantanove calmo e rilassato.Ogni tanto Gabriella quando poteva, quando cioè il trasporto erotico non le offuscava le percezioni visive si voltava verso Mario per spiargli il viso, scorgere qualcosa della penetrazione, per altro impossibile dalla sua posizione. Lui tenendole le mani sui lombi assecondava i suoi gemiti di piacere procurando di far strusciare il glande nei punti più sensibili del retto.Gabriella voleva vedere, voleva qualcuna che le leccasse la vagina madida di umori che si perdevano sul suo telo nero con un bel disegno comprato proprio l’anno prima. Il retto le stava trasmettendo al cervello un infinità di sensazioni piacevolissime che la stavano velocemente traghettando verso l’apice dell’orgasmo anale, e in preda alle convulsioni rischiò di cadere perdendo aderenza in una mano. Scivolò ma non volle perdere il ritmò con la penetrazione e leggermente di sbieco chiese a Mario di intensificare i colpi. Cadde ancora decidendo così di rimanere sdraiata a pancia in giù, e Mario le fu subito sopra sfoderando gli ultimi colpi che lo fecero eiaculare; due fiotti che si persero nell’intestino mentre il terzo fu sparso da lui presosi a masturbare sulle natiche di Gabriella che lei convulsamente stringeva in preda all’orgasmo e che riapriva tendendole con le mani. Sentiva e percepiva il suo ano dilatato, la sua vagina rigonfia e aperta, e quando Mario rientrò dentro di lei ebbe l’ultimo sprazzo, l’ultima ondata di piacere vibrante donatole da quel pene che tornava a riprendere possesso del suo corpo. Quando il glande cominciò a rimpicciolire Mario si sfilò dall’ano e Gabriella ancora ansimante lo ringraziò ” Mario mille di queste sorprese “La piccola folla che si era radunata batté loro le mani entusiasti seguiti da due solerti inservienti filippine accorse ad accudire Mario e Gabriella” Ciao Kora ” la salutò Gabriella” Brava signora ” la gratificò la filippina prima di buttarsi a raccogliere lo sperma dall’ano ancora dilatato.
Ardori e DoveriValeria Malvezzi, s’era presa un ora di pausa dopo il pranzo ritirandosi nella sua cuccetta dove s’era buttata direttamente sul letto, sognando di fare l’amore con Camille Bursch. Quando si svegliò, si trascinò in bagno per fare una doccia dove vi rimase a lungo sotto il getto caldo. Si insaponò tra le gambe e dappertutto aprendosi il sedere con una mano, per infilarsi un dito bagnato di schiuma nell’ano, per pulirlo alla perfezione. Adorava farsi leccare e penetrare, e voleva che ano e vagina fossero perfettamente puliti per i suoi partner. Adesso immaginava Ramson Quincy nudo sotto la doccia, immaginava il sue pene teso, le sue labbra carnose sui suoi seni. Si stava nuovamente eccitando per cui decise di buttarsi nel lavoro, e la prima cosa da fare era chiamare Silvia Tomirotti per il posto di Terza Dama.” Sobrietà ? ” pensò sbuffando davanti allo specchio che la ritraeva in figura intera; era un termine che non l’apparteneva perché sinonimo di staticità, noia. Valeria Malvezzi era una donna iperattiva e non le bastava mai una giornata intera per tutto ciò che voleva fare, sesso incluso, come non le bastava mai una nottata per le troppe ore di sonno che le sottraevano tempo al sesso, alla vita. Quelle stessa crociera non le bastava per viaggiare all’infinito nella sua fantasia e per realizzare i suoi sogni.Dopo essersi asciugata i corti capelli neri, si mise una collanina d’oro ed dei sandali con il tacco alto che completarono l’opera di vestizione. Si specchiò, e sorrise alla vista del risultato: collo lungo, braccia, spalle e seno nudi e lisci, seguiti da due gambe lunghissime sorreggevano un bacino anch’esso privo di qualsiasi vestiario: era esattamente l’effetto arrapante che voleva. Guardò l’orologio sospirando. ” l’appuntamento ” si ricordò quasi con affanno intuendo che il godimento che s’era procurata prima del sonnellino non era stato sufficiente a calmarla, tanto che le aveva procurato l’effetto opposto, ed ora si sentiva di nuovo troppo umida. Mancavano appena venti minuti all’appuntamento con Silvia Tomirotti, e quindi si sforzò di pensare a quello che avrebbe potuto fare per calmare i suoi bollori mantenendo una eccitazione controllata. Il suo sogno era vivere il sesso intensamente, farsi coccolare da una eccitazione, da una fantasia facendo nuove amicizie, trascorrere tempo con loro, vivere tra loro… Avere amici un po’ dovunque era la sua aspirazione maggiore “, che bello! Altre persone, altre culture! ” Per questo le piaceva aggregare persone, farle conoscere, sgobbare per realizzare i suoi sogni reconditi, perché la noia era inconcepibile per lei! “, Sorseggiare un drink è un momento magico di relax che va totalmente assaporato e non ingoiato … ” amava ripetersi e ripetere a quanti le contestavano una vita troppo frenetica.Alla fine prese una decisione, doveva farsi una a tutti i costi, dopo aver visto la Tomirotti, una bella scopata ! Cercò febbrilmente il cerca persone e si preparò ad uscire proprio mentre sentì bussare alla porta. Aprì e respirando a fondo sperando che fosse Ramson Quincy al quale non si sarebbe mai risparmiata, l’avrebbe fatto anche lì sulla porta. Invece era Camille Bursch dalle gambe perfette che terminavano con un paio di scarpe con i tacchi alti, e dal collo guarnito da una fascia nera, con un cuoricino d’oro appeso.” Sei fantastica, ” le disse senza fiato. Camille Bursch sorrise radiosa, e lentamente si girò per farsi ammirare dimentica delle cose che aveva da riferirle; quindi si mise le mani ai fianchi, con le gambe allargate imitando la voce di una ragazzina, le chiese ” Mi guardi con aria scopabile ? ” S’abbracciarono baciandosi profondamente, e spingendo i loro corpi uno contro l’altro.Al termine del lungo bacio, Valeria disse ” Si, ma abbiamo da fare e poi adesso ho voglia di maschio “” Stai scherzando? Vorresti buttarti su di un letto e scoparti uno stallone fino allo sfinimento senza di me, magari adesso e subito ? ” Si baciarono sulla bocca, con le lingue che duellavano.” Ti ricordi quello che ci aspetta oggi pomeriggio ? ” le chiese Valeria sussurrandole in un orecchio, mentre le mani vagavano dappertutto sui i loro corpi.” Certo, è per questo che sono venuta ” Disse con un gemito Camille mentre accarezzava il sedere di Valeria” Beh ragazzina, sei veramente deliziosa. Avrò il mio daffare stasera per tenerti per me. Però ora fai venire Silvia Tomirotti nel mio ufficio “SolariumAd uno degli ingressi che davano nella piscina coperta, Roberto intento a leggere una rivista camminando, non s’avvide che davanti a lui c’era una delle tante persone che affollavano la piccola hall nella quale convergevano ben tre ascensori e due scale. Era pieno pomeriggio, e le lezioni erano perlopiù terminate tanto che la maggior parte dei croceristi affollava la piscina, il solarium, la palestra aspettando e progettando la serata di gala con i pirati. Anche Roberto aveva la mente rivolta a quell’avvenimento, e un po’ spaventato e preoccupato per la testata che aveva dato alla persona di fronte a lui smise per un attimo di fare progetti per quella sera. Alzò la testa per scusarsi con il cuore in gola per lo spavento perché aveva sentito un sinistro rumore d’ossa quando riconobbe Daniela Guarnieri.” Hey, Daniela! Non ti ho più vista dopo pranzo. Vieni a farti qualcosa al bar? “, le chiese stringendosi a lei, e in particolare poggiando il membro sull’addome della ragazza. ” E’ che sono rimasta sola: Gabriella sta scopando con Mario in piscina, la mamma è in giro con Manuela, ed io non riesco a fare un sonnellino per tenermi su per questa sera e sono un po’ triste. Ho bisogno al più presto di parlare con qualcuno “, rispose Daniela mostrando attraverso la vetrata il lettino su cui Gabriella e Mario stavano regalandosi una stupenda penetrazione.” Ho tentato di recuperarti … “, riprese.” Mi hai beccato per un pelo … “, scherzò Roberto sfregando l’inguine arboreo sulla pelle levigata della ragazza ” Ma dimmi, dimmi tutto, cosa posso fare per te? ” recitò sollecito” Sono disperata, non me ne va bene una “, rispose Daniela quasi seriamente” Perché c’è qualcosa che non va ? ” rispose Roberto senza la pretesa d’essere spiritoso” Tutto, guarda, proprio tutto “” Ma, no, dai! Non prendertela… “, Roberto cercò di tranquillizzarla capendo che Daniela aveva perso la sua giovialità” Come faccio a non prendermela, capitano tutte a me ” recriminò la ragazza scoppiando a piangere.Roberto si rese conto che non poteva ascoltarla ancora per molto, nella hall rumorosa piena di gente che accedeva alla piscina, e stare fermi vicino ad un posacenere a piantana ascoltando le angustie d’una amica non era molto elegante. In un attimo gli vennero in mente i momenti vissuti la sera prima in compagnia del capitano, sua moglie e il patron della crociera; momenti indimenticabili per una ragazzina innamorata del sesso. Ricordava d’averci messo tutto sé stesso, perché proprio là, durante l’orgia, guardando i suoi occhi, era riuscito ad innamorarsi di lei. Riaccompagnandola alla sua cabina, quella notte, le aveva più volte fatto capire che né era profondamente attratto, ma lei le aveva risposto che la loro amicizia era già così bella, e che approfondire il loro rapporto la spaventava: temeva di perderlo. Quel pomeriggio, comunque, lei era disposta a parlargli, e subito Roberto si rese conto che non si trattava d’una bambinata, nonostante le mille paure che, nello stesso tempo l’affliggevano. Deciso come non mai, le disse ” Su, non piangere, andiamo al bar a prenderci qualcosa “E nel pronunciare quelle parole si rese conto del rischio d’essere frainteso, dopo le sue velate proposte d’un approccio sentimentale; scrutò i suoi occhi leggermente velati di lacrime che sembrarono asciugarsi, accompagnando una pacata risposta d’assenso ” Ok, facciamo presto, però così ci prendiamo il posto migliore “Roberto non si rendeva conto di ciò che gli stava succedendo: la ragazza, della quale era attratto e che aveva conosciuto nel posto dove l’anima era addolcita dal sesso, le chiedeva di rimanere con lui da sola nella riservatezza d’un tête a tête .” Va bene qui ” disse Roberto col cuore in gola. ” SSSS! “, esclamò lei. Roberto non s’era reso conto di trovarsi nel bel mezzo d’una affollata sala da the” Qui va bene “, gli disse sottovoce.Roberto la guardò ed era bellissima, come sempre: indossava solo una fascia turchese al collo guarnita con una fila di minuscoli brillantini; i lunghi capelli erano appuntati sulla nuca ed il suo profumo quello di sempre, quello della sera prima.Daniela iniziò a parlare mentre Roberto non le staccava gli occhi di dosso; notò che aveva ancora gli occhi gonfi, e in quel momento iniziò ad ascoltarla.” Sai, penso che mia madre straveda per te “, le disse.” Ma va! “, rispose Roberto. ” T’ha forse detto qualcosa lei, qualcuno, o è pura immaginazione? ” chiese Roberto ora preoccupato” No, no. Me lo sento. Ultimamente è diversa: parla poco, è sempre nervosa quando ti vede “” Bhe, sarà per qualche cosa che le ho detto, o pensa che io le abbia fatto, non credi? ” si confessò ripensando allo scambio di pareri che aveva avuto quella mattina con Cinzia.” E’ diversa anche a letto. Pensa solo a se stessa e molto spesso mi tratta come una concorrente, come se io le portassi via gli uomini o le donne … “A quel punto a Roberto si rizzarono i capelli: Daniela che gli parlava dei problemi tra lei e sua madre … Cosa fare? Cercare di sviare l’argomento? Approfondirlo? Si rese conto che ormai si trovava nel bel mezzo della questione e non aveva scelta.” In che senso ti tratta come una concorrente ? “” Nel senso che mi evita quando ha per le mani qualcuno e si indigna quando non vado alle orge con lei … ” rispose sempre sotto voce Daniela” Non è mai stato così? “” Siamo qui da neanche tre giorni, che sono poi i primi, e solo da poco che facciamo una vita sessuale comune, ma tra madre e figlia non ci dovrebbero essere queste cazzo di rivalità ! “” Cosa starà succedendo? “, riprese Roberto, pensando già a come dirimere la faccenda” Si vuole vedere con te! Te l’ho già detto! “” Ma no. Vedrai che è qualche problema temporaneo “” Ma quale problema temporaneo, è da ieri a pranzo che va avanti così ! “Roberto cominciò ad intuire la possibile via d’uscita, anzi la possibile risoluzione del problema perché sentiva che qualcosa si stava smuovendo nel verso giusto, e il suo pene cominciò a svegliarsi, così, come se niente fosse: d’altra parte quella mattina Cinzia gli aveva fatto un pompino durante la lezione e a lui piacevano entrambe. E quante altre volte aveva visto la sera prima durante l’orgia madre e figlia farlo con gli altri croceristi, come del resto lui e tutti quanti affollavano quella nave. ” Sai che da quando ti conosco, che lei si profuma molto di più quando ti vede e ti desidera … la sua figa è più umida … più buona “, esclamò cercando di riguadagnarsi l’attenzione di Roberto. ” Davvero? “, rispose lui ” Ma non le hai mai fatto capire ? “” Come faccio? Ho paura che mi giudichi una sua rivale e non ho il coraggio di dirgli che tu mi piaci … “La notizia arrivò istantanea e si fece apprezzare da entrambi, d’altra parte, in quei tre giorni non erano mai arrivati a parlare d’amore. Roberto cercò di risponderle senza farle pensare che le faceva da partner sessuale solo per diventare la sua compagna sentimentale; voleva saltarle addosso questo si, come gli sarebbe piaciuto conoscerla sotto altri aspetti. Non pensò alla sua fidanzata ufficiale che adesso gli sembrava lontana mille miglia e il suo pene cominciò a tendersi come non gli era mai successo prima pensando a Daniela. ” Anche tu, mi piaci in quel senso … ” le rispose conciso, tanto che risultò un po’ enigmatico non sapendo più come nasconderle la sua ansia amorosa.” Sento spesso parlare dell’intesa sessuale monogama nella coppia “, riprese Daniela , ” ma io, sinceramente, non so nemmeno cosa sia. E’ sempre andata così: io mi innamoravo di qualcuno e tranquillamente, d’altronde si vede, mi sentivo attratta sessualmente anche da altri. Ma la mia passione era sempre sinceramente rivolta soltanto al mio ‘Lui’. Adesso per esempio, vorrei farlo con tutti e con tutte in questa nave … ma sei tu che mi piaci come amico, come fidanzato … “Mentre Daniela parlava, Roberto la guardava negli occhi sconvolto da un erezione che portava il suo pene a sfiorare la tovaglia del tavolino, e ad un certo punto Daniela s’accorse della sua erezione.Gli domandò decisa ” Roberto, lo facciamo? In tre anche con la mamma “” Come? “, risposi Roberto, con l’aria di chi non aveva capito” Guarda in che condizioni ci ritroviamo “, disse Daniela, ” lei ti vuole solo scopare assieme a me ! Ed io non sto più nella pelle al pensiero di farlo a tre … Poi gli diciamo che siamo innamorati … “Ponte riservato al personaleSilvia Tomirotti arrivò nell’ufficio di Valeria Malvezzi a metà pomeriggio. Era una cosa esclusiva, con molte richieste per il ruolo di ‘Terza Dama’: aveva avuto fortuna ad entrare nelle grazie della regina della crociera come futura procuratrice di amplessi e donna ombra di Valeria Malvezzi. Un mese di sesso, orge, tecniche per l’amplesso migliore al fianco della prima donna della crociera se si escludeva Corinna Georgir, la moglie del capitano. L’ufficio non era grande, e mentre aspettava l’arrivo della donna, guardava, attraverso la vetrata, la piscina, dove sguazzavano una decina di ragazze e ragazzi, e lungo i bordi altre donne e uomini sdraiati a leggere o a fare sesso.” Buongiorno Silvia, e benvenuta. Io sono Valeria Malvezzi “Si voltò al suono della voce, e rimase stupita dalla sua bellezza malgrado l’avesse già vista innumerevoli volte sul palco della sala dove si tenevano le lezioni. Camminava verso di lei con una vestaglia azzurrina lunga e trasparente, che le svolazzava intorno con la leggerezza di una piuma. Ai piedi portava degli elegantissimi sandali di legno chiaro con i tacchi alti, le unghie dei piedi laccate di rosso, ovviamente per il resto, era nuda.I suoi seni erano perfettamente formati e rotondi come dei piccoli meloni, con capezzoli piccoli e rosa. Il suo pube era ovviamente completamente depilato, e una sottile sfumatura della pelle più scura le saliva verso l’alto, a partire dalla sommità della fessura. Il sedere era rotondo e sollevato, le sue gambe erano lunghe e slanciate, e si muoveva con la grazia di una ballerina.” Spero che tu ti sia abituata al nostro aspetto e abitudini, ” disse Valeria Malvezzi ” ma devi sapere che noi consideriamo la bellezza ed i nostri corpi in piena e totale libertà. Incoraggiamo i partecipanti ad esprimersi al meglio attraverso il corpo, a conoscerlo ed a trarne piacere. Perché solo così gli altri vorranno conoscere quello del vicino e trarne piacere ” Si fermò di fronte a lei e allungò il braccio per accarezzarle lievemente il monte di Venere.” Sei bellissima, Silvia ” ” Grazie, ” riuscì appena a dire, ancora sbigottita dalla sua bellezza e dalle voci che correvano sulle sue preferenze sessuali. Valeria Malvezzi abbassò la mano sul collo, sulla spalla e sul suo braccio, e con il suo tocco lieve le trasmise una scarica elettrica.” Forse ti ripeterò ciò che in questi giorni è già stato già tema di lezione, però se sei intenzionata a farmi da ‘Terza Dama’, questa settimana ti faremo esercitare a lungo, Silvia. Entro Domenica sarai in grado di camminare sulle passerelle insegnando alle altre come si vive. Sono sicura che in poco tempo tutti potranno ammirare il tuo bellissimo e splendido corpo in tutte le orge e le riviste della nave “” Lo spero, ” dissi Silvia con un sorriso teso. La prese per mano e la portò alla vetrata che dava sulla piscina.” Il lavoro sarà pesante, ma ci sarà tempo anche per divertirci. La discoteca con la piste per ballare e quelle per scopare; la piscina qui sotto, e ci sono altre bellissime sorprese che renderanno il tuo soggiorno, il soggiorno di tutti, molto piacevole. Non bisogna lasciare che lo stress del lavoro accumulato durante l’anno ci turbi più del dovuto durante queste vacanze: bisogna imparare a controllarlo e a divertirsi quando si può. C’è anche un bel programma di ginnastica e massaggi, e naturalmente bisogna incoraggiare i partecipanti a rilassarsi attraverso il sesso: spero che tu e le altre ragazze del mio seguito vi masturbiate regolarmente, perché vorremmo che lo si facesse spesso. Se si preferisce usare dei giocattoli, ne abbiamo di tutte le forma e dimensioni, basta chiedere alle hostess. Perché godere da sola o far godere il tuo partner, la tua partner crea una luce speciale nel viso, e ti fa apparire ancora più bella. Hai già potuto appurare che la maggior parte della ragazze hanno scoperto il sesso saffico, e quelle che non lo conoscevano, hanno subito recuperato con curiosità e slancio. Quindi, il motto è, e dovrà essere: fatti tante amiche e amici divertendoti perché quando si arriva al sesso, la nostra regola è godere e far godere “Silvia guardò verso la piscina: si vedeva una donna, più o meno della sua età, che galleggiava nuda distesa su un materassino mentre un’altra era appesa all’estremità del delfino gonfiabile, tra le gambe della prima, e le accarezzava la vagina distrattamente. Hai bordi invece, su un lettino c’era una coppia che copulava ” Era la Gabriella con Mario ” li riconobbe Silvia sentendo che il desiderio cominciava a prenderla. ” La conosco, l’ho già vista a lezione, e noto che la conosci anche tu … bene, bene la conoscenza tra i vari croceristi è d’obbligo ” disse Valeria Malvezzi che si era accorta del profumo che cominciava ad emanare Silvia Tomirotti, e la vista di quella piscina affollata di corpi nudi le aveva fatto tornare alla mente le avventure avute in quei pochi giorni appena trascorsi e cominciò a desiderare una ragazza, per giocarci un po’ con lei.Valeria Malvezzi le grattò i capelli. ” Vedrai che nel mio staff starai benissimo, ” disse con un sorriso dolce; poi le si avvicinò baciandola lievemente sulle labbra. Il profumo della pelle e dei capelli, ed il sapore delizioso delle sue labbra fecero tremare le gambe di Silvia accelerandole i battiti del cuore. ” Ora lascia che Camille Bursch, la mia assistente, ti mostri il tuo ufficio ” Valeria Malvezzi si voltò ed andò verso la sua scrivania, sfilandosi la vestaglia trasparente rimanendo completamente nuda. Mentre camminava Silvia le guardò il bellissimo sedere, senza alcuna linea di abbronzatura, e Valeria Malvezzi sapendo forse che la stava guardando, aprì leggermente le gambe mentre si chinava sulla scrivania per usare l’interfono, regalandole un’occhiata sulla sua vagina che si mostrava attraverso le gambe. Un attimo dopo, una ragazza francese aprì la porta e sorrise a Silvia.” Ciao Silvia, io sono Camille Bursch ” Allungò la mano, ed lei la strinse ricambiando il gesto di saluto. ” Devo aiutarti a sistemarti ” le diceva mentre la portava fuori, udendo le ultime raccomandazioni di Valeria Malvezzi ” Divertitevi voi due! “Camille Bursch era biondina molto carina sui venticinque anni, con occhi blu ed un sorriso simpatico, non indossava ovviamente nulla ostentando dei seni piccoli ma ben formati, ed anche il suo sedere non mostrava segni bianchi dovuti all’abbronzatura. I piedi, dalle unghie tinte di rosso, danzavano su i sandali dal tacco alto sballottando eroticamente il sedere sodo che si muoveva elastico. Guidò Silvia Tomirotti attraverso i corridoi di servizio della nave giungendo in un ampio locale con uffici da entrambi i lati. ” Allora, cosa ne pensi? ” chiese, dopo aver chiuso la porta dell’ufficio assegnato a Silvia Tomirotti, e rimasero sole nella stanza. ” E’ fantastico! ” disse Silvia, intendendo quanto aveva visto finora. C’era un ampia scrivania vicina ad un letto matrimoniale con lenzuola di raso rosse, ed uno specchio sul soffitto.” E’ adatto a due e più persone, ” disse Camille Bursch, alludendo al letto” Ottimo! ” confermò Silvia Tomirotti, che andata alla vetrata della stanza, scoprì che era rivolta verso la piscina e aprendola sentirono ridere le persone impegnate nel bagno. ” Sembra che tutte si divertano un mondo, ” commentò Silvia Tomirotti alludendo alla persone radunate in piscina, poi notando che non c’erano tende chiese ” E per la privacy? “” Non ce n’è bisogno, ” rispose Camille Bursch sorridendo ” Valeria Malvezzi preferisce che sia così, per rompere ogni inibizione. Fa parte del training ” La ragazza francese si portò dietro Silvia Tomirotti prendendole la mano incrociando le dita con le sue.” Serve anche per creare delle situazioni veramente erotiche, anche fra il personale di servizio “” Cosa vuoi dire? ” Chiese Silvia Tomirotti, godendosi l’intimità del suo tocco e la fragranza del suo corpo, così vicino al suo.” Beh, si può camminare sul corridoio che passa davanti a tutte le stanze, gli uffici e vedere tutto quello che accade dentro. Credimi, accadono sempre un sacco di cose! ” Sorrise e stringendole la mano.” Interessante, ” avallò Silvia Tomirotti che aveva sempre avuto una vena di voyeurismo, e le elettrizzava il pensiero di vedere le altre ragazze in certe situazioni; spesso s’era masturbata pensando ad orge improvvisate nella azienda: intervalli mensa innaffiati di sperma e liquidi vaginali.” Se la porta a vetri è chiusa, ” disse Camille Bursch interrompendo i suoi pensieri, ” puoi guardare tutto quello che vuoi, ma se la porta è aperta è un invito ad entrare e partecipare ai giochi “” E tu lo fai? ” chiese ingenuamente Silvia Tomirotti” Naturalmente, stupidina, ” disse sorridendo ” Cosa ci può essere di più divertente? “Appoggiò un dito al mento, e facendo finta di pensarci su ” Cosa ne pensi di fare sesso con la cioccolata? “” Wow, sei proprio il mio tipo di ragazza! ” disse Camille Bursch, ed entrambe risero stringendosi la mano.” Non vedo l’ora di fare qualche conoscenza buttandomi a pesce in qualche ammucchiata ” disse sentendo che la vagina si bagnava all’idea di vedere cosa accadeva nel dietro le quinte della nave” Sì, ma prima c’è la discoteca, e questa sera dovrai fare delle interviste alle donne della nave: cosa preferiscono di più. Leccare, scopare … prenderlo davanti o di dietro. Comunque sul tavolo hai tutte le istruzioni ” disse Camille Bursch.” Mi sembra che Valeria Malvezzi m’abbia detto che dovrà essere un appuntamento fisso “” E’ da lì che partono tutti i divertimenti, e quindi noi dobbiamo aiutare il pubblico a scopare meglio. Tutti vanno caricati al massimo e per avviare l’ambiente lo staff deve girare tra i gruppi animando i giochi, dando il buon esempio … insomma bisogna essere più affamate di loro “Poi le prese entrambe le mani e disse “, Devo andare alla riunione del sei con le hostess filippine, leggi pure l’incartamento sulla scrivania “” Devi proprio andare? ” Disse sporgendo le labbra per mettere il broncio.” Vorrei rimanere con te, ma devo fare il mio lavoro, e anche tu ne hai … ” le disse, stringendosi a lei; guardandola negli occhi, leccò con la punta della lingua le sue labbra, ancora imbronciate: a Silvia Tomirotti mancarono le gambe.” Vorrei rimanere con te a giocare, a leccarci un po’ … ma ci vedremo a cena e poi … ” ripeté Camille Bursch.Silvia Tomirotti ebbe un giramento di testa, e avrebbe voluto correre da lei e metterle la faccia tra le sue gambe, per assaggiare quello che le stava offrendo; ma prima che potesse muoversi era uscita. ” Che tensione erotica! ” sbuffò quasi esausta; le gambe non la sorreggevano più, e si buttò sul letto ficcandosi letteralmente due dita dentro la vagina bagnata e pizzicandosi un capezzolo con l’altra mano. Aveva sempre amato masturbarsi pensando ad una ragazza, come la sua collega Valeria Roversi, perché amava molto il rapporto orale, e per lei il sessantanove saffico era il preferito. Iniziò a farsi un ditalino velocissimo, finché venne dimenandosi sul letto, e quando aprì gli occhi, guardando in alto verso lo specchio sopra il letto, desiderò d’essere penetrata virilmente. La vista del suo viso trasformato dall’orgasmo, la sua schiena arcuata e le mani che si muovevano velocissime le scatenò un’altra ondata di piacere. Non vedeva l’ora di vedere nello specchio, lei e Camille Bursch che si leccavamo sodomizzate a turno da Ramson Quincy. Quel pensiero l’eccitò ancora di più, e venne con un terzo orgasmo. Ormai era tutta sudata, ed aveva goduto da sola come poche volte; Portò le dita alla bocca, per assaggiare i suoi succhi perché come ogni donna sapeva che quello era il modo migliore di concludere una masturbazione! Lentamente si trasferì alla scrivania e iniziò a leggere la documentazione lasciatale da Camille Bursch.
Sala da théRoberto quasi non s’accorse che Daniela, nel frattempo, s’era abbassata sul suo inguine ingoiando il suo pene, turgido come non mai, pompandolo con movimenti lenti, ma profondi, facendo attenzione a non toccarlo con i denti aiutandosi con la lingua. Come il primo giorno, Daniela, si stava abbandonando a quelle delicate effusioni che l’avevano presentata così bene sin dal primo momento. Roberto ora come allora godeva delle sonore vibrazioni che le labbra di Daniela emanavano ogni volta che, con la sua bocca, arrivava al culmine del tragitto prima di ridiscenderne, e Lui l’accompagnava stringendo la sua testa con le mani, e simultaneamente tentava di controllare l’irrigidimento di tutti i muscoli del suo corpo.”Tu non passi inosservato: con quei muscoli e quegli occhi profondi quando mi chiedi di raccontarti le mie avventure. Oggi non sei passato per il solito giro in piscina così ho pensato di venire a cercarti ” sussurrò Daniela mentre le mani continuavano massaggiare i testicoli. ” Anche, tu quando … ah! ” tentò di replicare Roberto ” Non fare il timido, che t’avverto quando mi porti questa sera al ballo dei pirati; tu ed io e la mamma te lo stacco a morsi. Ce l’hai il coraggio per rifiutarti? Potrei fare un bello spuntino … ” scherzò Daniela stringendo con forza il pene per tutta la sua circonferenza. Roberto era in completa estasi ” Come si fa a non far godere una donna così? ” pensò poco prima di chiedersi come proseguire, una volta cambiata posizione; pensò di stenderla sul lettino della piscina, divaricarle le gambe verso l’alto e scoparla fino a farla venire, oppure metterla supina, penetrarle la vagina e un dito nell’ano.” Andiamo in piscina, o su i divanetti del ponte vicino alla palestra … ” ansimò Roberto ” Ah! Ti vuoi imboscare … hai paura che la mamma ci scopra!? Vi ho visti assieme a lezione … é stato bellissimo sditalinarsi guardandovi, e vi ho sentiti discutere persino su di me. Però è meglio farlo assieme perché con la mamma è da poco che ci faccio sesso … e non voglio che lei sia trascurata. Insieme scopriremo il senso della vita… ” Daniela parlava e paradossalmente non finiva mai di pomparlo, apparentemente senza l’intenzione di fermarsi, e Roberto non aveva il coraggio di interromperla. Più la guardava e più era estasiato da quella vena romantica e sognatrice che prorompeva dalla personalità di Daniela, che finalmente davanti a tutti gli uomini e le donne dei suoi sogni, stava decidendo con quale di loro coronare il suo romantico sogno d’amore. Amore e non sesso, perché si poteva essere contemporaneamente innamorati di Daniela e della passione per la carnalità totale; desiderava proteggere quel connubio, facendo in modo che il cuore geloso ottenesse l’estasi dell’amore e, al contempo il corpo generoso doveva avere la sua soddisfazione quotidiana. Poteva avere l’amore di Daniela tutto per sé. Ma né lui né lei avrebbero dovuto mai sacrificarsi ad una vita sessuale monogama; “, sarebbe stato così bello … ” pensò ” se adesso sborrassi, nella sua bocca … ” Non ebbe neanche il tempo di annunciarle l’evento che avvenne in maniera strepitosa, inondandole la bocca: fu qualcosa di eccezionale. Daniela, poco prima che Roberto eiaculasse, con il sesto senso di cui sono provviste le donne, aveva stretto con violenza due dita alla base del fallo. Il pollice e l’indice stretti in un determinato punto, tra i testicoli e l’imbocco del pene, provocarono a Roberto un piacere indescrivibile: lo sperma sembrò duplicare, triplicare la sua quantità. Daniela, completamente ignara dello sguardo di sua madre, non vedeva l’ora di potersi buttare nell’orgia della sera: nonostante il pompino appena fatto a Roberto, l’intensità delle emozioni erano tali che l’esuberanza d’un attimo non le bastava; attese ancora qualche secondo, poi diede l’ultimo bacio al glande infuocato e si distese a carponi sul divanetto poggiando la testa sulle gambe di Roberto: sentiva la vagina gocciolare sulla stoffa rossa. Si mise leggermente in ginocchio allargando, con un sospiro di piacere, quel tanto i glutei pregustando quello che sarebbe accaduto nel dopo cena. Roberto raggiunse con una mano i glutei rosa e la guardò.” Cosa c’è? ” chiese Daniela: stava con la testa sollevata ed appoggiata alla vicina colonna, le mani ora dietro la nuca. Roberto scosse la testa e allungò le gambe per dissimulare la sorpresa, e tenendo strette le gambe per farle vedere meglio il pene parzialmente eretto: ruotò su se stesso dando le spalle a Cinzia che si diresse verso il solarium. Quando s’accorse che a Daniela era sfuggita la presenza della madre, rise piano.S’alzarono avviandosi verso il solarium, non avevano consumato nulla al bar, tranne che la loro passione “, festeggiamo il nostro incontro con una scopata ” aveva proposto Roberto ” Si, ” aveva risposto Daniela ” andiamo al solarium che magari incontriamo la mamma ” Arrivarono nel luogo dell’incontro con una emozione nel petto che li soffocava o quasi. La piscina, sembrava rispettare un cliché di sensualità e tensione che si poteva pensare obbligatori visto lo scopo che s’erano prefissi. Girarono intorno ad un gruppo di sdraio occupate da un campanello fragoroso di ragazze, e trovarono Cinzia in compagnia di John Weaver seduto su una sedia prendisole. Meeting e ricordiValeria non pensava che fosse così difficile riuscire a fermarsi da quando s’aveva scoperto le meravigliose spirali del vero piacere puro. Eppure, prima d’incontrare Renato Quglietti che allora non si faceva ancora chiamare Ramson Quincy, Valeria s’era sempre reputata una ragazza piuttosto distaccata dal sesso aperto e senza freni. Le era sempre piaciuto fare l’amore, certo, ma solo in certe occasioni, con la persona che amava e in situazioni in cui tutto doveva essere perfetto; una perfezione che le impediva di tornare a casa e scopare con il suo uomo così, solo per il semplice gusto di fare del sesso. Quei ricordi qualche volta le pesavano perché sentiva d’essersi persa molto della sua gioventù, momenti ormai andati che inevitabilmente giacevano vuoti nella sua memoria. Sospirò, e come faceva quando si sentiva un po’ triste si mise a rievocare la sera in cui scoprì finalmente la vera natura del sesso. Era stata invitata a casa di un suo amico fotografo, per una cena in piedi alla quale partecipava anche un regista pubblicitario ed un produttore che avrebbero potuto darle una mano per un ipotetico ruolo d’attrice. L’ascensore si chiuse dietro di lei e la cabina partì verso il settore riservato al personale; aveva appena parlato a Silvia Tomirotti, ed ora stava andando ad una riunione con Ramson Quincy e la direzione coreografica per lo spettacolo dei pirati in programma quella sera stessa. Le fu fatto di pensare ancora a quella sera che per lei significò molto, e alla stupida alterigia che da ragazzina usava per bloccare sul nascere le avance degli uomini che poteva conoscere alle feste o alle riunioni di lavoro. Il ricordo di quella sera era al contempo entusiasmante e triste; felice perché fin dall’inizio fu tutto diverso, deprimente perché si vergognava di non aver capito da sola che l’essere eccessivamente zelanti non le poteva che nuocere. Ciò che la mise subito a suo agio fu l’incenso; la casa, una splendida casa in stile giapponese era invasa dal profumo d’incenso e muschio che la rese immediatamente vulnerabile. Tirò su con il naso istintivamente quasi a ricercare qualche vago ricordo nella asettica aria condizionata della nave. Quel profumo, infatti, era incredibilmente simile all’odore della pelle di un uomo accaldato, in particolare a Valeria ricordava quel misto di profumi che si spandevano nell’aria dopo un amplesso. Anche adesso per lei era indescrivibile a parole: sperma, saliva, umori vaginali e sudori maschili, femminili. Sentire quel profumo, quindi, la catapultò immediatamente in una situazione di sana promiscuità con gli ospiti iniziandole a dare continue forti emozioni.Appena entrata nella stanza adibita a sala riunioni salutò i presenti e si sedette al fianco di Justine, addetta alle luci e musiche, e di fronte a Luca Sartori il coreografo; Ramson Quincy era in piedi davanti allo schema delle piste da ballo appeso alla parete. Guardò Justine, le ricordava un soffio di vento che appena, appena scuoteva le tende di un mercato africano, impregnate di sole e di spezie, di quella terra nuda che riceveva gli ultimi raggi di luce prima del cielo nero, immenso, adornato a stelle. Era incantata dai suoi capelli ricci neri e lucidi da sembrare bagnati, da ipotetiche gocce che cadevano ad una ad una sul suo viso, sul collo, e scivolano sul suo seno. La sua pelle, le spalle lucenti, le gambe lisce, rigate di gocce che il vento faceva correre giù fino ai piedi. ” Ciao, Justine “” Salut, Vale ” rispose in francese la ragazza di origini marocchine.Ramson Quincy dopo averla salutata a sua volta prese ad illustrare i punti all’ordine del giorno con quella sua solita aria da manager ben lontana da quella più romantica di sette anni prima seduti su un tappeto di stuoia di cocco; tutti rigorosamente senza scarpe. Fu quel particolare che allora destò in Ramson Quincy attenzione nei confronti di Valeria, che dopo averla accuratamente studiata, si complimentò con lei per la perfezione delle sue caviglie proponendole di massaggiarle i piedi secondo le antiche tecniche orientali che discendono dallo hiatsu.” Valeria, tu con le hostess devi presidiare le zone E e C dove si potrebbero avere affollamenti eccessivi … Valeria mi senti ? ” la richiamò Ramson Quincy ” Si, si scusa ” rispose la donna che adesso come allora era in uno stato di ubriachezza strana; era come se le parole degli altri le arrivassero dritte allo stomaco, lì da dove solitamente nasceva in lei l’eccitazione e l’orgasmo. Ogni intervento, anche se non riferito direttamente al sesso, le faceva desiderare sempre più di potere essere quantomeno toccata. Palpata allora, penetrata adesso, ed ora come allora ne aveva l’occasione. ” Justine, m’ha detto Kora che ha raccolto qualche lamentela per le luci stroboscopiche troppo forti che disturbavano i turisti intenti a scopare … ” stava relazionando sempre con la mente a quella sera, quando, così inebriata l’avevano fatta sdraiare liberandola degli indumenti più stretti. Allora Ramson Quincy aveva cominciato a massaggiarla recitando litanie incomprensibili che ancora di più agiva su i suoi sensi, quasi fosse un grimaldello. Fu felice di aver lasciato la parola a Justine perché aveva la mente completamente rivolta agli avvenimenti di quella sera; ricordava d’essere rimasta con la canottiera e minigonna arricciolata sulla vita, al centro di una stanza con tre uomini uniti in un canto ipnotico, dove presto anche gli altri avrebbero aiutato Ramson Quincy a massaggiarle i piedi. E così fu: improvvisamente le mani di Matteo, il regista, si unirono a quelle di Ramson Quincy, non limitandosi alle caviglie ed ai piedi ma salendo dolcemente e sapientemente fino all’interno delle cosce a pochi centimetri dalla sua vagina particolarmente umida di umori. Chiuse gli occhi e abbassata una mano tra le gambe iniziò a masturbarsi mentre la riunione andava avanti. Incredibile, come allora non voleva aprire gli occhi perché capiva d’essere nel bel mezzo d’un orgia. Il regista infatti le stava già ripetutamente toccando i seni soffermandosi sui capezzoli stringendoli e piantandoci le unghie fino in fondo; mentre Ramson Quincy le stava facendo strisciare le piante dei piedi contro il pene eretto dal glande veramente grosso. Le dita si muovevano sapienti, e complice il temporaneo spegnimento delle luci per visionare dei lucidi, Valeria si accomodò meglio sulla sedia intenzionata come allora ad non fermarsi. La sua mente rievocava il piacere che quella sera stava provando per la prima volta: il sesso giocoso, cedimento alle voglie altrui, la celebrazione, l’esaltazione del suo corpo, i sensi in subbuglio. ” Ed era bello ” urlòLa luce si riaccese e Ramson Quincy chiese trafelato ” Vale, stai bene “” Si, scopami … anzi scopatemi … ne ho bisogno ” gemette Valeria Luca Sartori, un poco imbarazzato, prese la sua testa e la appoggiò tra le sue gambe cercando di indirizzarla verso il suo pene non molto lungo ma veramente molto largo. Valeria l’aveva già visto altre volte e provò a prenderlo tutto in bocca con una gran voglia di sentirlo pulsare spruzzandole in gola lo sperma. Ramson Quincy, aiutato dalle secrezioni vaginali, dilatava la vulva inserendo con delicatezza ma decisione le dita della propria mano una dopo l’altra. La cabina di Ramson Quincy era abbastanza in disordine, e sopra il letto campeggiava la sua figura massiccia piegata sull’esile corpo di Valeria dal sedere proteso verso il pube di lui. ” Stai bene, ora ” le disse Ramson Quincy tirando, staccandosi da lei ansante per il coito appena avuto.” Si, ora si ” rispose la donna prendendo in bocca il fallo per raccogliere le tracce di sperma unite alle sue secrezioni vaginali; un lungo risucchio e poi riemerse con gli occhi color nocciola a cercare il viso del suo partner ” ho ripensato a quella sera … ” alluse con un velo di tristezza.” Bhe, capisco che per te deve essere una gioia pensare a quella sera da Mauro … ” commentò con superficialità perché intuiva che i motivi dovevano essere altri, e forse ne conosceva il motivo: l’esclusione dalla tavola del capitano.” Eh, la fate facile voi uomini, e prima, cosa facevo prima ? ” chiese con veemenza Ramson Quincy s’accese una sigaretta e rispose polemico ” come si possono rimpiangere cose che prima non si conoscevano ? “” Ecco, la superficialità fatta persona … mi sono persa almeno dieci anni di sicurezza sessuale, sempre tormentata da continui digiuni forzati e volontari … ” stava ora dicendo stizzita Valeria” Volontari appunto ! ” sbottò Ramson Quincy entrando nel bagnoValeria scoppiò a piangere ” Neanche quella sera hai fatto le cose per bene ” gli rinfacciò urlando dalla camera” Come ? ! ” rispose incredulo Ramson Quincy dopo un attimo sapientemente studiato” Ah, non lo sai ? ” polemizzò aspramente la donna “, non hai ancora capito cosa mancasse quella sera ? “L’uomo tacque e la lasciò sfogare” Una donna, mancava una donna ! ” urlò con quanta voce avesse in corpo “, m’avete fatto sentire una femmina completa senza un’altra donna, ed ora sono sbattuta fuori dalle cene che contano perché dicono che io sono lesbica ! Bastava che quella sera oltre al battesimo del cazzo avessi avuto anche quello della figa ! “Ramson Quincy si frizionò la peluria del pube facendo assorbire una macchia di sperma, e si preparò ad uscire; Valeria trasalì ” Dove vai ” gli chiese allarmata” Ho del lavoro da svolgere ” rispose duro l’uomo e sbatté la porta Valeria cadde in ginocchio. Quell’uomo l’amava e molte volte capiva d’essere ingiusta con lui.Relazioni socialiL’angolo della piscina dove Cinzia, ricercatrice biologica a tempo pieno, s’era sistemata, era oltre il trampolino; Daniela e Roberto la trovarono intenta a leggere un fascicolo fitto di numeri e grafici.” Ciao ” le disse Daniela lasciandosi cadere nella sdraio di fronte a quella di Cinzia, allungando le gambe dopo aver scalciato via i sandali; Roberto invece fece un cenno veloce con la mano guardando Cinzia che continuò a leggere attentamente il foglio ancora per alcuni secondi; poi dopo aver poggiato i fascicolo sulle gambe si rilassò contro lo schienale della sdraio e s’accese una sigaretta.” Siete pronti per stasera ? ” chiese loro Cinzia guardandoli attraverso il fumo; Roberto aveva sette anni più di sua figlia, quindi ventisei anni, ma sembrava più giovane, soprattutto con i capelli tagliati e la barba fatta, due cose che avrebbe dovuto fare già da qualche giorno. In compenso non era mai trasandato: in genere aveva sempre cura della pulizia, soprattutto quella dei genitali, come quel pomeriggio.” Puoi dirlo forte. Come ci organizziamo ? “” Quello che volete, aspettavo voi per decidere. Comunque vi ricordo che abbiamo già un invito da John e compagnia ” rispose loro guardando le gambe allungate di Daniela: le ginocchia erano divaricate parecchio e le grandi labbra mostravano l’umidore dell’interno … Cinzia sorrise e scosse la testa, alzandosi in piedi. ” Potremmo fare qualcosina prima di cena … ” azzardò Daniela” Non ci pensare nemmeno. Devo fare una doccia ed ho una fame nera ” rispose Cinzia direttamente alla figlia chinandosi per raccogliere le scarpe, con l’evidente intenzione di punzecchiare soprattutto Roberto. ” Non si comincerà prima delle undici … ” si lamentò Daniela” Ne riparliamo dopo cena. Vi offro qualcosa al bar, così potete cominciare a pensare al costume da indossare stasera ” disse loro preparandosi ad uscire dal solarium. Passò nella sala vicino dove si stavano già distribuendo gli aperitivi, scelse un martini per lei e due pirata verdi per i giovani, e quindi tornò subito da loro.Con un sospiro di sollievo camminò volentieri sgranchendosi le gambe facendo una piccola smorfia nel vedere i segni che le aveva lasciato sulla pelle l’asciugamano di spugna disteso sul lettino. S’infilò nel locale già popolato di avventori e ne uscì dopo dieci minuti. Era un ambiente grande e caldo che lei considerava il cuore della nave e per il quale aveva accuratamente valutato ogni pezzo, dai mobili alle stampe e ai giochi di specchi. Ma la parte della nave che più le piaceva era la discoteca, una parte in stile Nautilus e l’altra che ricordava il fondo marino; occupava il ponte della piscina dal quale si potevano vedere attraverso la luminosissima vetrata, tanto l’alba che il tramonto, che isolava la piscina, e la discoteca dalla temperatura rigida dell’esterno; Cinzia si soffermò su una delle tre terrazze della discoteca dalle quali si dominava lo specchio d’acqua.Tornò a sedersi al tavolo della piscina dove l’aspettavano Daniela e Roberto ” Ecco qui ” disse sedendosi e sorridendo ai due ragazzi ” Allora com’è andata oggi ? “” Molto bene … ma questa sera ci sarà da divertirsi … ” rispose RobertoCinzia lo guardò, interessata: ne sapeva abbastanza di lui e di sua figlia per sapere cos’era successo, senza contare il fatto che li aveva visti alla sala da the.” Come ? ” rispose senza sbilanciarsi troppo” Con l’arrembaggio, attaccando la nave, il forziere ” rispose giocherellando con i peli del pube ” Io, e Daniela faremo l’assalto alla nave con il forziere “” Contro chi ? ” chiese Cinzia alzando una gamba per socchiudere deliberatamente la vagina davanti a gli occhi di Roberto.” La nave di un ricco mercante, al punto che tutti i pirati cercheranno di raggiungerla e conquistarla ” rispose Daniela” Dobbiamo? ” insinuò Cinzia per capire fino a che punto l’avrebbero accettata” Io, te e Roberto ” le rispose finendo la bibita e sedendosi meglio per avvicinarsi alla madre” Questa è nuova … come mai? ” incalzò Cinzia che aveva percepito il disagio dei due giovani.” Il gioco è quello di andare sulle tracce di un galeone spagnolo affondato; chiaramente è una caccia al tesoro, e dovremo cercare il galeone per vincere il primo premio ” le rispose Roberto.” Quale delle due cose è più importante? ” domandò sibillina Cinzia che voleva sentirsi dire dalla figlia che lei non era accettata in squadra solo per il numero.” Per il gioco e il galeone… ma soprattutto per noi tre … ” rispose Daniela. Cinzia si strinse nelle spalle e sorseggiò lentamente dal bicchiere ” C’è qualcosa che devo sapere, c’è qualcosa che ti preoccupa? “” Ci siamo messi insieme e non voglio finire su tutte le bocche. Ho voglia di scopare senza nessun condizionamento, ed anche Roberto. Tu che ne dici? Ti va l’idea? ” sparò di botto Daniela” Se mi va? Sistemiamoci per la cena e andiamo ” le rispose sorridendo “, però Roberto mi devi promettere che le smancerie da innamorati le lasci per quando sarete da soli … per il resto, ed anche tu Daniela, non fatemi fare brutte figure perché la gelosia sessuale è la peggior malattia dell’uomo ”
I due camionisti
11 Maggio 2021
