Che Famiglia

Nonostante fosse vicina ai cinquanta era ancora una donna molto sensuale, capace di lasciarsi andare in una situazione molto delicata. Se qualcuno avesse sentito cosa stavamo combinando, mi sarei trovato con le ossa rotte in mezzo ad una strada. Ma invece di sentire urli e strilli mi sembrava di percepire una vocina flebile che alternava bisbigli a risatine soffocate. Appurato che non poteva essere la mia coscienza, ho cercato di capire da dove provenissero tali rumori e soprattutto mi interessava capire se fossero collegati con le scintille che poco prima avevamo fatto io e la sig. Marina. Che notte infinitamente lunga!…. Seguo il chiacchiericcio. Mi ritrovo sul terrazzino comune alla camera dove per l’occasione dormono le due figlie. La finestra è aperta per l’afa dunque posso scrutare, senza rischiare di essere visto, l’intera camera per capire i motivi di quell’euforia notturna. Qui ho ricevo un’ulteriore botta alle coronarie perché vedo Luana e Federica distese su uno dei due letti. Stanno sfogliando quello che in distanza mi sembra una rivista porno. Ridono compiaciute ad ogni pagina che sfogliano, quindi tutte le mie paure di essere stato scoperto sono infondate. Mi rilasso e mi accorgo che Federica è completamente nuda. Le vedo le due tette enormi che preme su una spalla di Luana e le gambe sode intrecciate che mi impediscono di vederle la figa. Di Luana invece vedo solo la schiena che termina in due chiappette secche in mezzo alle quali corre un leggero slip che non è in grado di contenere il pelo scuro. All’improvviso Federica si alza, le tette le ballonzolano in una danza da urlo, sono sode, grosse. Gli occhi mi scendono al pube. La sua giovane passera invece di mostrarmi un cespuglietto biondo, mostra inequivocabilmente il segno della spacca. E’ depilata completamente. Federica si avvicina alla sorella, dopo aver preso degli oggetti da un cassetto, che nel frattempo si è liberata degli slip e si è messa a cosce aperte. Il suo ciuffo di peli non è eccessivamente abbondante, anzi dà qualche anno in più ad un corpo ancora acerbo che mostra due tettine piccole con due grossi capezzoli scuri. Il mio cazzo si è ripreso dalle precedenti fatiche e gradisce molto lo spettacolino malizioso al quale sto assistendo. Luana si porta una mano sulla clito e io riesco ad intravedere lo schiudersi del taglio della spacca. Federica è lì vicino che ride compiaciuta mentre armeggia con un tubetto. E’ crema che usa per spalmare la figa della sorella, lo fa con delicatezza e Luana gode quei tocchi delicati. Con due dita di una mano tende la pelle intorno alle grandi labbra e con l’altra mano usa in modo deciso un piccolo rasoio. La depila tutta lasciando solo un piccolo bottoncino nero al di sopra della clito. Luana è rossa in viso ma non credo che sia per la vergogna ma per la forte eccitazione che l’ha assalita. Infatti torna con una mano a toccarsi, inizia una masturbazione molto veloce prima che Federica la interrompa schiaffeggiandole una mano. Ridono. Alla mano di Luana si sostituisce quella di Federica che con l’indice e l’anulare le allarga le labbra, mentre il medio percorre il taglio in tutta la sua lunghezza. “Mhhhh… Oh Siiiii! Dai sorellina non ti fermare”Luana gode visibilmente, le si stampa sul viso un sorriso angelico e le sue mani volano beate verso le grandi montagne della sorella. Come inizio di una bella lesbicata tra sorelle non è niente male, non posso fare a meno di portarmi una mano sul tarello duro per sfogare l’eccitazione. Luana è supina con lo sguardo rivolto al soffitto, si contorce ad ogni colpetto di bocca della sorella. Posso solo immaginare il lavorio costante della linguetta di Federica che, in posizione ottima per una pecorina, mi mostra i suoi buchi calvi contornati dallo splendido culo. Stupendo, decido di irrompere dentro come una bandito che urla “Ferme tutte e due, ora ci penso io a Voi!!”Ma Federica si alza. Lascia per qualche secondo la fregna lucida della sorella. Si siede sul viso di Luana che subito accoglie, con la linguetta avida, il culone. Potrebbe soffocare sotto al peso di così tanta carne, ma non sembra soffrire, anzi. Con le mani le tiene divaricate le gambe così da avere più spazio per farle delle leccate piene che dall’ano arrivano quasi alla clito. Gli umori sono tanto copiosi che posso vederli. “Ahhhhh! Mi sto bagnando, sono un lagooooo!”.Federica intanto si tormenta i capezzoli e si butta nuovamente tra le gambe della sorella per chiudere un 69 che mi provoca giramenti di testa. E’ la prima volta che vedo due donne scatenarsi insieme in quel modo. Fortunatamente qualche mezzora prima ho già sborrato due volte perché altrimenti non resisterei a questo spettacolino rubato. A terminare il loro incrocio è arrivato per entrambe un lungo respiro che le ha lasciate contente e con le labbra della bocca lucenti. Si sono sussurrate qualcosa prima di coricarsi ognuna nel rispettivo letto. I loro corpi adesso riposano tranquilli, posso vedere il movimento dei loro seni mentre il ritmo dei loro respiri rallenta. Che belle, una nelle braccia dell’altra mi hanno fatto perdere la testa. Così sono tornato nella mia camera per terminare la sega e ho scaricato il mio coito su un fazzoletto trovato in un cassettino. Vi ho scritto sopra: “Siete state stupende”In silenzio sono entrato nella loro camera per depositare su un comodino il mio messaggio appiccicoso, pensando che all’indomani avrei ricevuto una loro risposta….. A mezzogiorno del giorno seguente ho trovato, tra i miei vestiti, un barattolino con dentro un foglietto e un ciuffetto nero. Per tutta la giornata non ho fatto altro che pensare alla nottata che mi attendeva. Sia la sig. Marina che le figlie si sono comportate come se nulla fosse mai accaduto e come se non dovesse neppure capitare. Io ha fatto un po’ fatica a sostenere la conversazione con il sig. Gianni, sapendo di averlo fatto becco e di essere in procinto di sbatterle anche le figlie. Ciò nonostante è filato tutto liscio fino dopo cena quando il sig. Piero ha fatto le valige ed è partito per un viaggio di lavoro che lo avrebbe tenuto lontano per tutta la giornata seguente. Due secondi dopo la sua uscita è iniziato il casino. La sig. Marina mi ha preso in disparte per invitarmi a passare qualche ora nella sua stanza e subito dopo Federica mi si è avvicinata per farmi sapere che il loro show sarebbe iniziato alle 2 di notte. Volevano essere sicure che la “vecchia” dormisse. Si annunciava così una notte molto lunga, forse più lunga della precedente in quanto dovevo accontentare la padrona di casa in tempo per potermi concedere alle sue figlie molto appetitose. Ci siamo ritirati tutti molto presto nelle nostre camere. Io ero il solo a sapere tutta la tresca che quella notte si sarebbe verificata. Per il primo appuntamento sono sgattaiolato silenziosamente verso la camera matrimoniale e senza chiedere permesso sono entrato e mi sono diretto sul letto….La “vecchia” è lì seduta che legge un giallo, indossa la stessa camicia da notte della notte prima ed ha lo stesso sguardo tanto seducente quanto inquietante che mi ha stregato. Mi sorride, posa il libro e mi accarezza il volto con la mano morbida e materna. Io mi chino sui suoi piedi, le passo leggermente la punta della mia lingua inumidita sulle piante e poi inizio, dalle caviglie, una lenta risalita. E’ straordinariamente morbida, dolce e profumata. La stuzzico dietro il ginocchio e mi sembra di sentire già il profumo della sua intimità. Alzo lo sguardo verso i suoi occhi. Sono chiusi, il volto è rilassato e sorridente e le spalline della camicia da notte sono cadute. Guardo i suoi capezzoli, sono grandi e turgidi come quelli di Luana. Sono scuri, protesi verso me, hanno l’aureola piccola e scura. Le sue labbra si dischiudono leggermente, torno con la testa tra le sue gambe, sotto la camicia. Risalgo lentamente le cosce solleticandola con la lingua. Il mio naso si scontra con i suoi slip e subito le sue mani si posano sui miei capelli. C’è un odore molto più intenso della notte precedente, è urina mista ad umori. E’ incredibilmente forte, quasi da perdere i sensi. Mi piace da morire pensare che poco prima che arrivassi si sia fatta un ditalino e le sia uscita un po’ di pipì. Le dico “sei una gran maiala”. Ride. Fermo le sue mani che vorrebbero togliere gli slip, adoro mordicchiare il tessuto profumato delle mutandine. Sono tanto sottili che non nascondono i rilievi della   sua carne sempre più calda. Lecco violentemente a piena lingua il tessuto che ormai è fradicio e muovo il viso in modo che il naso e il mento sfreghino il più possibile il suo sesso. Sposto gli slip, le succhio la vulva aperta e mielosa che arde. Freme tutta e dalla bocca le esce un grido. Ci inginocchiamo sul letto. La aiuto a togliersi la camicia, lei mi toglie i boxer. Le impedisco di togliersi gli slip perché voglio chiavarla sentendo il loro profumo. Glieli scosto nuovamente per infilarle due dita dritte dentro la figa. Si lascia sditalinare contenta mentre mi esplora la bocca e mi spettina i capelli. Mi affonda le sue unghie nella carne del pene e stringe forte la cappella fino a farmi male. Mi fa sdraiare e mi prende in bocca prima la cappella poi tutto il cazzo. “Vieni qua, fammi una pompa mentre ti lecco la fica!” – le chiedo, ma non si avvicina. Si siede in modo che il mio alluce possa prima solleticarle l’ano e poi penetrarla in figa. Le sue labbra si chiudono attorno alla mia carne e scorrono su e giù gonfiando e sgonfiando le guance. E’ un lavorio lento che mi fa ad occhi chiusi, sembra che le piaccia parecchio succhiare il cazzo. La sua esperienza mi impedisce di sborrarle in bocca. Mi interrompe sul nascere le prime contrazioni alla base del cazzo. Capito che sono vicino al coito, si gira e mostrandomi le spalle si impala da sola. Si muove molto lentamente per non farmi venire subito, ma il cazzo mi sembra che scivoli nella sabbia da tanto è diventato sensibile. Non lo controllo più. Il culo si apre e si chiude, ha ancora legato ad una coscia gli slip. Le vedo le grandi labbra completamente spalancate e tutta la tenera carne interna che avvolge l’uccello nel suo movimento. Mi passa la lingua tra le dita dei piedi e mi prende in bocca l’alluce che ho usato per penetrarla. E’ delizioso. Veniamo. Ha la figa rosso fuoco e la clito che scoppia. Le infilo nuovamente dentro due dita, adesso c’è pure la mia sborra a renderla umida. La pulisco con gli slip. Ci baciamo. E’ la nostra ultima l’ultima notte. Mi regala i suoi slip e mi sussurra “avvolgili sul cazzo quando ti vuoi masturbare ed io non ci sono”. Sono stanco ma devo tornare velocemente in camera mia. Mi pulisco come posso e mi cambio….. Alle 2 ho trovato Federica che mi attendeva sul terrazzino delle camere. Era vestita con una magliettina che le copriva appena le natiche e che evidenziava le punte dei suoi capezzoli. Mi ha fatto entrare e sedere su un letto. Poi mi ha spiegato che sarei potuto rimanere solo se avessi rispettato alcune regole. Tra queste non avrei dovuto penetrare Luana in vagina perché era vergine e voleva restarla, e avrei dovuto usare il preservativo. Fatte le conoscenze, Federica ha fatto sdraiare la sorella e ha dato inizio alle danze…. Federica toglie con delicatezza il completino di pizzo nero alla sorella, la accarezza e le rimbocca il lenzuolo. Si avvicina a me, è lei la regista. Mi sorride e si china tra le mie gambe. Mi scosta l’elastico degli slip e ride divertita perché ho il pisello ancora moscio. Nudo, mi sdraio e lei mi insapona i coglioni e tutta la base del cazzo. Ha una mano leggera che con molto garbo non tralascia neppure un pelo. E’ una carezza che mi dà un primo scossone. Mi bacia la carne che ancora nasconde il glande e si gira mettendomi il suo culo davanti alla faccia. Le sue chiappe enormi, di un bianco eccitante, si muovono davanti ai miei occhi. L’ano ha una rosetta molto grande, più scura della carne che c’è intorno. Più giù ci sono le due labbra rosa, depilate, che lasciano intravedere il colore più intenso della vagina. Mi protendo verso quello spettacolo ma Federica mi consiglia di non muovermi per evitare che nel turbinio dei sensi mi possa tagliare il bigolo o qualche altro pendaglio. E’ una tortura sentire la sua mano che tende la mia pelle per radermi e non potermi lanciare su quelle forme sode. L’uccello mi si indurisce a dovere e Federica se ne accorge perché la sua mano me lo tiene, per lavorare meglio con il rasoio, e la sua bocca è lì vicina. Tanto vicina che si muove su e giù sulla cappella nelle pause. Ecco il momento giusto per il mio attacco. Con le mani le immobilizzo le cosce e, allargando al massimo la mia bocca, mi tuffo sulle sua liscia intimità. La mia lingua sprofonda felice nella fessura calda e profumata dai suoi umori. Si dimena ridendo ma non mollo la presa, le sue tette si agitano sul mio ventre, sono enormi. La lascio andare solo perché le voglio togliere la maglietta. Il mio obiettivo sono le sue tette. “Cazzo hai delle tette stupende, le voglio mangiare! ” – le dico.”Prendimele, sono la tua troia!” – mi risponde ansimando.Le trovo, perdo la faccia tra quelle montagne sode, le schiaccio i capezzoli finché non sento che sono eretti. Sono piccoli, rosa e con una aureola molto grande, non come quelli di Luana. Ha terminato la rasatura, sono curioso di vedere il risultato e poi c’è sempre Luana che, sul letto a fianco, masturbandosi   non ha distolto lo sguardo per un momento. Il mio pisello sembrerebbe tornato ai 10 anni, quando iniziavo a farmi i primi interminabili rasponi, se non fosse per la cappella gonfia di desiderio. Così liscio scivola che è un piacere, tra le tette. Ad ogni affondo c’è la sua lingua che aspetta il glande per rinfrescarlo e lubrificarlo. Federica si alza per avvicinarsi a Luana. Le alza il lenzuolo, le passa un dito sulla spacca depilata e lo porta alla bocca per assaporare il miele. Prende per mano Luana e si dirigono verso me. Le appoggia la sua mano sul mio cazzo e la fa chinare su di me. Sembra al primo bocchino della sua carriera, ha un tocco incerto, freddo. Si limita ad aprire la sua bocca sulle mie morbide palle spennate. Torna Federica a insegnarle il giusto movimento. La bacia, vedo le loro lingue unirsi e scendere, sotto la guida di Federica, verso il cazzo. Ne risulta un eccitantissimo bocchino a due. Solo quando Luana ha il giusto ritmo, Federica si mette dietro al culo della sorella. “Mhhhh, siiiiiiiii, continua ti prego!”Ad ogni lappata di Federica corrisponde un sospiro di Luana che interrompe il massaggio della sua lingua su di me. Maggiore è il lavorio di Federica su Luana e più intenso divento quello di   Luana sul mio cazzo ormai alla frutta. “Dai! Dai! Succhiami troia, muoviti….. Ti voglio schizzare tutto in bocca… TROIAAA!Le prendo la testa per ridurre i guizzi della linguetta di Luana sui miei punti più sensibili. Non la contengo più, mi passa la sua bocca calda ovunque , raccoglie perfino le prime tracce di sborra che sono apparse sul glande. Si ferma per assaporarle, sembra piacerle. “Vieni qua, dammi le tue tette” – urlo.La fermo, le metto le mani sui seni alla ricerca dei capezzoli che sono tra le grinfie di Federica. Ci calmiamo tutti. Federica mi   mette il preservativo e ordina a Luana di mettersi a culo in aria. Le passa con una mano l’olio solare sull’ano. Si siede quasi sulla nuca di Luana e appoggia il suo mento a pochi centimetri dallo sfintere della sorella. Con le mani tende la carne attorno alla rosetta della sorella e mi sorride. Le punto dolcemente la cappella e mi fermo perché Luana sente dolore. Federica aggiunge altro olio solare anche attorno al preservativo ed appena allarga la rosetta il cazzo entra morbidamente. Luana emette suoni incomprensibili mentre Federica sghignazza divertita e si mette a leccarmi le palle e a pizzicare la clito della sorella. E’ il: “” di Luana che mi dà il coraggio di continuare l’inculata con ritmi da scopata. Scivolo dentro e fuori che è un   piacere sia per il mio uccello, che ha trovato un nido caldo e stretto, che per la carne viola e tesa della sua rosetta. Stacco una mano dai fianchi di Luana per cercare la sua figa vergine ma i denti di Federica mi fanno capire che è meglio cambiare aria. Così cerco il suo bel culone e senza chiedere permesso le infilo il dito medio nel suo ano. La faccio saltare ma invece di ritrarsi allarga maggiormente le cosce. Le infilo in figa il collo del barattolo di olio. Per ricambiarmi mi prende in bocca un coglione e mi slingua il bordo del preservativo. La carne di Luana è bollente e stretta. Mi procura spasmi continui come se mi stesse facendo un bocchino. E’ fantastico sentire e vedere le pareti del suo culo che, carnose e strette, rapiscono il cazzo in un viaggio che pare senza ritorno. All’improvviso scoppio, non conto i fiotti di sborra che si spengono nel cappuccetto. Dalla foga improvvisa e annebbiante la mia mano pistona senza ritegno i buchi di Federica che viene contorcendosi. Quello che ha dell’incredibile è che Luana, che per tutto il tempo dell’inculata diceva cose prive di senso e che aveva una cascata di umori che le colavano dalla spacca, non sia venuta. E’ lì davanti a noi che, con le cosce oscenamente spalancate, si sditalina. Solo dopo qualche istante viene. La figa è larga, rossa , la clito è gonfia da paura e il cerchietto del culo sembra in fiamme. Io e Federica ci troviamo a contenderci la clito, le nostre lingue si incrociano, si scontrano. Ci baciamo, ci mordiamo per arrivare per primi ad alleviare la voglia di Luana. Ci contendiamo le sue secrezioni, le sue grandi labbra morbide, il suo imene grondante. Per la gioia di Luana abbiamo continuato così per molto tempo….. Purtroppo ho scoperto tardi il calore e l’ingordigia che le donne di quella famiglia avevano da trasmettermi. Da quella volta non le ho più riviste. Spesso le penso, ecco perché ho deciso di raccontarvi la nostra avventura così breve ma intensa.