Mia Moglie 2 (2° cap.)

2 – Il problema si complicaE’ difficile lavorare serenamente, quando a casa stanno succedendo delle cose importanti.La mattina seguente Rossana e Monica sarebbero andate da Renzo a sentire com’era la situazione.Fu una mattinata interminabile, e quando a mezzogiorno corsi a casa, trovai le due donne ad attendermi.Il clima era pesante, e gli sguardi non mi facevano presagire nulla di buono.”Com’è andata?” chiesi deciso.”Non bene” rispose Rossana.”Racconta….”Monica abbassò gli occhi., e Rossana continuò:”Siamo andate all’ufficio di Renzo, e devo dire che credevo di trovarlo incazzato, e ne temevamo le reazioni.Ci ha accolto molto freddamente, ci ha fatto accomodare tranquillamente, poi mi ha chiesto cosa volessi.Io ho chiesto a lui che intenzioni avesse con Monica.Lui ha cominciato una filippica contro di lei, offendendola in tutti i modi.A casa non la rivuole più. Vuole il divorzio, subito, e senza che lei chieda nulla, altrimenti è disposto a rendere pubblica la faccenda.Vuole, dato che noi siamo corresponsabili della vicenda, che la manteniamo noi, che ci pensiamo noi a lei.Oramai non è più una cosa che lo riguarda, e non vuole più nessun tipo di grattacapi.Per altri aspetti della situazione, mi ha consigliato di rivolgermi al suo avvocato.Non la vuole più vedere ne sentire. Per lui è morta. Ora è un problema nostro.Non l’ha nemmeno mai guardata…Gli ho chiesto se potevamo recuperare almeno le cose di Monica.Si è messo a ridere. I vestiti e tutte le cose che aveva le ha distrutte ieri notte in giardino. Ha fatto un gran falò, ed ha bruciato tutto quello che ha trovato, compreso i gioielli.Ha detto che la storia l’ha talmente disgustato, che ha bruciato e buttato via tutto, compreso i gioielli che le aveva regalato.Se solo tenta di far valere qualche sua ragione in tribunale ce la farà pagare.”Non c’era da dubitarne… Era capace di rovinarsi per sputtanarci… Non aveva un cervello molto fino. Aveva il naso per gli affari, ma per il resto era una frana.”Ma da cosa ha capito che Monica lo tradiva?”Rossana fece un sorriso, poi rispose:”La vedeva troppo felice ultimamente… e da qui ha sospettato qualcosa.La vedeva rilassata, tranquilla. Ha detto che da un po’ di tempo non rompeva più i coglioni, così ha pensato che doveva esserci sotto qualcosa.Ha preso un investigatore, il quale non ha faticato molto a scoprire il tutto.Inutile che ti dica che è incazzatissimo con te e Renato.Mi ha anche dato una copia del materiale filmato dell’investigatore, così, tanto per gentilezza. Ha detto che potremmo usarlo per altre schifezze… Oddio… vedessi quante parolacce, aggettivi che ci ha riversato contro!””Sei stata brava a presentarti davanti a lui dopotutto” ammisi, vedendomi pentito di non averla accompagnata.Fece segno di sì, e riprese:”Mi ha dato della puttana alla pari di Monica… comunque qualcuno doveva andarci.Non ho ottenuto nulla…Peccato”.La osservai in silenzio, temendo che mi nascondesse qualcosa. La osservai, non riesco ancora oggi a capire perché, ma non riuscivo a staccargli gli occhi da addosso, sentivo che aveva ancora qualcosa da dirmi.Lei ad un tratto sotto il peso del mio sguardo fisso su di lei, abbassò gli occhi e disse:”Mi ha messo le mani addosso…”Restai di sasso, e lei continuò:”Ad un certo punto si è alzato, mi si è avvicinato e mi ha mostrato altre foto, dove venivo ripresa solo io, in varie posizioni.Mi ha detto che le foto erano belle, che facevo denotare una certa capacità nel fare la puttana, che lo eccitavano e che indubbiamente essere un’amica di sua moglie mi aveva fatto fare esperienza.Ha tentato di allargarmi le gambe, ed io ho reagito tentando di colpirlo con uno schiaffo.Lui ha schivato il colpo. Allora io mi sono alzata ed ho tentato di uscire dall’ufficio, ma lui mi ha preso di peso e mi ha scaraventata sopra la scrivania.Ho fatto volare tutte le carte per aria, ma sono stata bloccata, terrorizzata.L’ho visto chiudere a chiave la porta ed avvicinarsi con fare minaccioso, slacciandosi i pantaloni.Mi ha detto di non fare tante storie, che un cazzo in più o in meno ad una baldracca come me non avrebbe pesato, e che se non gli dimostravo le mie indubbie capacità, avrebbe fatto recapitare quelle foto ai miei genitori e a tutti quelli che mi conoscono.Le avrebbe fatte recapitare anche agli assistenti sociali, affinché vedessero in che bordello viveva Eva…”Restai di sasso e senza parole.”Monica ha tentato di alzarsi per venire a difendermi, ma lui l’ha colpita con un manrovescio e l’ha scaraventata in un angolo”.Osservai attentamente Monica, e potei notare un ematoma sotto l’occhio destro.”Ha sbattuto la testa addosso al muro ed è stata immobile, a gambe aperte, intontita dal colpo.Renzo vedendola così, si è chinato e le ha strappato le mutande dicendo che quelle erano l’unico paio che ancora possedeva, dato che le altre le aveva bruciate, e che una puttana come lei poteva benissimo girare senza.Dopodiché si è avvicinato a me, che ero rimasta immobilizzata sopra la scrivania. Mi ha allargato le gambe e mi ha toccato…””Bastardo…””Mi ha introdotto delle dita, con violenza, offendendomi, dandomi della baldracca, puttana, troia e via di seguito.Poi mi ha preso per i capelli, mi ha fatto inginocchiare, e mi ha messo il cazzo davanti alla bocca, e mostrandomi una foto che mi ritraeva attaccata al cazzo di Renato, mi ha chiesto di fare la stessa cosa. Ho dovuto succhiarglielo e farmi sborrare in faccia…”Rimasi ammutolito.Guardai Monica, che era rannicchiata sulla sedia con la testa bassa. Sembrava uno straccio.Rossana mi guardava, come alla ricerca di un qualcosa che io sembravo non essere in grado di dargli.”Gli spacco la faccia!” fu l’unica cosa che mi uscì dalla bocca.”Non fare nulla” mi ripose Rossana “Non possiamo permetterci che quelle foto finiscano in giro. Già le ha la madre di Monica e la moglie di Renato… Se le fanno girare ancora un po’, tutta la città saprà cosa accadeva dentro qui. Ci mancherebbe poi che ci mettesse il naso l’assistente sociale. Lo sai come sono no?”Certamente che lo sapevo, e supponevo pure che quell’esperienza forse non era risultata sgradita.Ero al corrente che quando quelle arpie puntavano una famiglia non la mollavano più, ed io non volevo nessuna seccatura.La nostra bambina il mercoledì continuava a dormire dalla sua amica, cosa che poi noi contraccambiavamo la sera dopo, e mai ha potuto vedere, sentire, intuire. Era una regola che non ammetteva deroghe!Renzo era da quel punto di vista, molto pericoloso, perché non era in grado di capire quello che poteva provocare.Va bene, gli avevo mandato a catafascio l’unione con Monica, ma questa era già una cosa finita da tempo!Non solo perché lei già lo cornificava con Renato, ma perché lui da molto tempo prima scopava nelle varie repubbliche dell’Est, con qualche capatina nel sud America, quindi, non mi ritenevo molto in colpa.Poi, eravamo tutti maggiorenni e vaccinati. Monica si era dimostrata una gran scopatrice, ed era certamente sprecata con Renzo…Ora però ero in una brutta situazione.Se quelle foto avessero fatto il giro delle mie conoscenze… Certo, avrei potuto denunciarlo, e portarlo davanti ad un giudice per violazione della privacy… ma dopo quanti anni?Lui certo poteva permettersi di affrontare una causa con i migliori legali della città, e protrarla per anni ed anni fino all’ultimo livello di giudizio.Io no, non potevo permetterlo.Per il lavoro, per la famiglia, per tutto.Ero preoccupato, ma per nulla pentito di quello che avevo fatto. In qualche modo me ne sarei tirato fuori.”Poi, è successo dell’altro?””Quando ha finito, è andato vicina a Monica, e si è asciugato l’uccello coi i suoi capelli, continuando ad ingiuriarla.Monica era come inebetita. Piangeva.Io mi sono avvicinata e l’ho aiutata a rialzarsi, mentre lui si risistemava e tornava a sedersi dietro la scrivania.Sorrideva tranquillo, guardando ancora quelle maledette fotografie.Ce le ha gettate addosso, dicendo che se non le raccoglievamo, avrebbe chiamato a raccoglierle la sua impiegata, che ci conosce benissimo….Io stavo cominciando a raccoglierle, ma lui mi ha ordinato di togliermi le mutandine, e di raccogliere il tutto strisciando per terra, e mostrandogli le mie parti intime…””Bastardo…. E tu, cos’hai fatto?””Cosa vuoi che abbia fatto? Mi sono tolta le mutandine, ho raccolto la gonna sui fianchi, ed ho cominciato a gattonare come un bambino per raccogliere le foto, badando bene a fargli vedere quello che voleva. Non volevo farmi vedere sottomessa, e devo dire che ho eseguito il lavoro molto bene, dondolando il culo, e mettendomi bene in posa.Non volevo che credesse di umiliarmi. Ad un certo punto mi sono messa seduta, ed osservandolo, mi sono toccata. Ti confesso che, forse per colpa della situazione, del fatto che voleva umiliarmi, ero pure bagnata.Renzo è restato senza parole.Dopo un po’ mi sono alzata, gli ho messo per bene le foto sulla scrivania, e gli ho chiesto se era soddisfatto del servizio di pulizia.Non mi ha neanche risposto, rimanendo a bocca aperta.Ho aiutato Monica a rialzarsi, e siamo uscite velocemente”.Guardai Rossana, che sembrava non aver minimamente risentito di quel fatto. Anzi, aveva reagito con la sua solita grinta, dopo un attimo di smarrimento, ed aveva tenuto testa a Renzo.Abbassai lo sguardo sulla bistecca, e cominciai a mangiare nel silenzio più totale della cucina. La sera decisi che era meglio distrarre le mie due donne.Decisi di non cercare più Renato. Volevo che fosse lui eventualmente a farsi vivo.Giunsi a casa con la baby-sitter, e convinsi le due donne a cambiarsi per una serata tranquilla.Monica era già in pigiama alle 18,00 di sera.Non era praticamente uscita dalla cameretta che Rossana aveva preparato per lei, per darle un po’ di riservatezza.Rossana le aveva anche dato un po’ dei suoi vestiti, in quanto Monica non possedeva più nulla. Non un paio di mutande (l’ultimo glielo aveva strappato Renzo alla mattina), un paio di calze, niente di niente.Aveva solo gli indumenti che indossava la sera precedente. Una mini in jeans, un paio di collant color carne che non aveva indossato la mattina, una maglietta rossa ed un reggiseno, un paio di scarpe nere senza tacco.Nulla più.Entrai nella sua cameretta, e con fare deciso gli dissi:”Basta piangere sul latte versato! Questa sera festeggiamo la nostra ospite! Si va a mangiare fuori, poi andiamo a ballare!”Lei non ne voleva sapere, ma poi cedette, anche dietro l’insistenza di quella meravigliosa donna che è mia moglie.In breve si prepararono, mentre Eva già stava buttando all’aria la casa, entusiasta della novità della baby sitter.Cenetta in un posto tranquillo in collina, poi buttai là una proposta davvero “pesante”:”Andiamo al “Dolly Club”? Così, alla faccia di quel pezzo di merda di Renzo!” Il Dolly era il club dove tutto era iniziato, dove si era esibita, suo malgrado, prima Rossana poi tutte e due…Mi aspettavo una sfuriata, invece Rossana, sempre tempista rispose:”Sarebbe una meravigliosa idea… Che ne dici Monica? Lo facciamo schiattare tuo marito?Non dobbiamo minimamente preoccuparci di quell’individuo. Andiamo?”Monica mi guardò seria, con quell’ematoma mal nascosto sotto il trucco, ma mi sorrise.Pagai il conto e ci avviammo velocemente verso l’uscita.Arrivammo che avevano appena aperto, ma ci mettemmo comodi a sorseggiare una bibita.Mancavano quasi due ore all’inizio degli spettacoli veramente hard, ma noi non avevamo fretta, anzi…Era passato quasi un anno dalla prima esibizione di Rossana, e di cose ne erano accadute tante, ed ora eravamo lì ancora, nel luogo del “delitto”, con una strana eccitazione che ci percorreva tutti e tre.L’arrivo di una bottiglia di spumante, mi fece capire che ci avevano riconosciuti. Evidentemente, anche se il tempo era passato, avevamo lasciato un segno. Questo fatto mise in moto la mia immaginazione, e visto che la mia prima provocazione era andata a buon fine, decisi di spingermi più avanti: “Che ne dite di uno spettacolino per pochi intimi?””Cosa vuoi dire?” chiese Rossana.”Ci sono pochi clienti. Potremmo organizzare un qualcosina, così tanto per risvegliare il morale…””Sei pazzo”.”Io ho chiesto…”Sorprendentemente fu Monica che si alzò, si accomodò accanto a me, e si gettò voracemente sulla mia patta dei pantaloni.In breve mi trovai con il cazzo nella sua bocca, mentre stavo tranquillamente sorseggiando lo spumante offertoci. Rossana stette immobile ad osservare l’amica che armeggiava con il mio cazzo.La manovra fu in breve scoperta dai pochi giovani avventori, che subito cominciarono a predisporsi attorno a noi, sfruttando l’oscurità.Si misero tutt’intorno, e man mano che Monica lavorava il mio cazzo, loro si avvicinavano, lentamente ma inesorabilmente.Dopo 5 minuti di lavoro, potevo vedere una quindicina di persone attorno al nostro tavolo, oramai anche loro ben visibili.Estrassi il cazzo dalla bocca di Monica. Non volevo venire così, subito, senza dare nulla a Rossana.La guardai, e la chiamai nel divanetto dove eravamo appollaiati io e Monica.Rossana si alzò e docile, riprese il lavoro dell’amica.Monica si distese a gambe aperte, ed aprendole poté far vedere a tutti le lunghe gambe coperte da due favolose autoreggenti nere, allegramente lasciate scoperte da un maxi spacco del vestito rosso.Cominciò a massaggiarsi ed a toccarsi, poi si ributtò su di me scansando in malo modo Rossana.”Piano, piano…” mormorai.”Ti voglio… sborrami in bocca, come Renzo ha sborrato in bocca a tua moglie…” biascicò tra un succhiotto e l’altro.Rossana si era ricomposta, e si arrese. Lasciò il campo all’amica, che dopo una giornata infernale, era scoppiata, e sprizzava voglia di vendetta da tutti i pori della pelle.Io non resistevo più, e dopo poco le riempii la bocca tra gli applausi del pubblico.Monica leccò ed ingoiò tutto, poi stette distesa, forse timorosa di voltarsi, e di guardare a sua volta quelle persone a lei sconosciute.Queste erano oramai a pochi centimetri da noi.Un ragazzo mi guardò sbalordito, e con gli occhi aspettava solo un cenno d’assenso.Pensai che una volta fatto 90 si poteva tentare di fare 91…Feci quel cenno, e subito tre ragazzi presero di peso Monica e la distesero in un divano vicino.Subito però intervennero i camerieri che consigliarono al gruppo di portarsi nei camerini dietro le quinte.La risollevarono, e fu uno bello spettacolo vederla riversa su quelle braccia, con la gonna aperta, con le gambe lunghissime che ballonzolavano mentre la trasportavano fuori da occhi indiscreti…Qualcuno si avvicinò a Rossana, ma li bloccai:”Lei no!”Desistettero, ma subito corsero dietro al gruppetto.Rossana mi sorrise incredula:”Deve essere impazzita… Cosa vuole fare? Scoparseli tutti?””Credo di sì, e credo che ci riuscirà. A tanta di quella rabbia in corpo… Ma ora alzati, voglio andare a vederla…”Mi feci accompagnare da un cameriere nella stanza dove si erano infilati una decina di ragazzi e Monica.L’avevano stesa su un letto, e la stavano denudandola.Un cameriere molto intelligentemente stava già distribuendo gratuitamente i preservativi.In breve Monica fu nuda, con una ventina di mani che la toccavano, e con i cazzi che le rimbalzavano sul viso, tutti in attesa d’infilarglielo in bocca.Era indemoniata. Si attaccava ad ogni cazzo come fosse l’ultimo cazzo disponibile, e lo mollava solo quando un altro, che di solito sbatteva contro il suo naso, le dava fastidio.La visuale era però pessima, ed il cameriere se ne accorse.Ci fece un cenno e lo seguimmo.Ci portò in una stanza adiacente, dove da un piccolo specchio magico, potevamo osservare tutto molto meglio, essendo il pavimento più alto.Osservavamo, sopra le teste dei ragazzi, le evoluzioni sessuali di Monica.Ora la stavano scopando, mentre lei si agitava, stringeva e succhiava cazzi a tutta velocità.Quelle immagini mi eccitarono, ed una volta uscito il cameriere, allungai le mani su Rossana, e scoprii, senza però sorprendermi, che era tutta un lago d’umori.La misi alla pecorina, appoggiata al fino specchio, e scostandole le mutandine la penetrai da dietro. Lei continuava ad osservare la sua amica che si stava oramai facendo sborrare addosso da quei ragazzi, mentre io le davo dei tremendi colpi, strizzandole da sotto i seni.La passai la mano sulle cosce, sentendo la seta della calze. Era una cosa che mi faceva impazzire.Aumentai i colpi, spingendo con violenza, quasi a farle male.La girai, e lì, in piedi, sempre appoggiandosi allo specchio per meglio osservare quella selva di corpi, ritornai a scoparla, finché le venni dentro.Estrasse il cazzo, e si inginocchiò per asciugarlo, e strinsi i denti dall’immenso piacere che stavo provando.Dall’altra parte del vetro, Monica era una maschera di sperma.La stavano inculando alla grande, mentre gli ultimi ragazzi stavano masturbandosi per potergli sborrare addosso.Ci ricomponemmo, poi restammo a vedere le ultime evoluzioni dei ragazzi, che avevano oramai finito “le cartucce”, mentre Monica sembrava oramai esausta.Qualcuno cercò pure di tornare all’attacco, ma fu fermato dall’ineguagliabile cameriere, che sicuramente sapeva il fatto suo.Quando anche l’ultimo avventore ebbe scaricato il suo uccello, questa volta nella figa larga e calda di Monica, questi li accompagnò fuori.Rientrò, si avvicinò a Monica, la accarezzo lievemente, poi velocemente estrasse a sua volta il suo cazzo e chiese la sua parte.Monica, assolutamente stravolta, sporca e distrutta, aprì ancora una volta la bocca.Vedemmo il ragazzo prenderla per la testa, e spingergli il cazzo fino in gola, noncurante delle evidenti proteste di lei.Dopo un po’ Monica smise di agitare le braccia, e si attaccò ai glutei del cameriere, assecondando i suoi lunghi e duri colpi in gola.Fu l’ultima dose, per il momento, di sperma che dovette ingoiare.Il ragazzo si voltò, ci salutò attraverso lo specchio ed uscì.Noi allora andammo a raggiungere Monica. Era un macello!Stesa sulla schiena, con le gambe allargate, era tutta imbrattata di sborra, ed ansimava dolorante.”Come stai?” chiesi.”Magnifico… Mi sono fatta scopare alla faccia di Renzo… Magnifico…. Mi duole tutto…. Magnifico…”Non potei esimermi dal toccarle il meraviglioso culo. Era infuocato e riempito di sborra.Gli infilai due dita, che entrarono senza problemi, e gli divaricai leggermente l’ano, che non fece alcuna resistenza.Il calore e l’odore che emanava era inebriante.Le tastai anche la fica, ed era bollente, dilatata, praticamente affogata in mezzo ai propri umori.Le mie dita erano diventate appiccicose, ed io gliele infilai in bocca.Lei tranquillamente, senza nemmeno aprire gli occhi, me li pulì per bene, non dimenticandosi di passarsi varie volte la lingua sulle labbra.Per fortuna avevano usato i preservativi… ma avevano avuto l’accortezza di levarseli per riempire la sua pelle di sborra.Era tutta appiccicosa, e dovemmo aiutarla ad alzarsi.La dovetti trascinare quasi di peso al bagno, affinché Rossana l’aiutasse a lavarsi un po’.Non riusciva nemmeno a camminare. Trascinandola verso il bagno, lasciammo una scia mista di sborra, umori e sudore.Io raccolsi quello che restava dei vestiti. Le avevano strappato tutto.Si era salvate solo le scarpe, mentre il vestito aveva una spallina strappata.”La prossima volta dobbiamo portare un cambio” dissi io, vedendole tornare.Monica cadde distesa sul letto, incapace di qualsiasi movimento.La osservai, nuda e sfinita, ma con un sorriso incredibilmente soddisfatto. Forse quella era stata la sua risposta alle minacce di Renzo….