Tutti in famiglia

Erano circa le 22,30 e sua madre Luana gli aveva appena dato la buona notte, Serena era a letto già da un po’ e lui aveva deciso di farsi una doccia prima di coricarsi a sua volta. Entrò in bagno aprì l’acqua e si spogliò, quando fu completamente nudo prima di mettersi sotto il getto fumante si guardò allo specchio e ciò che vide gli piacque parecchio; aveva solo 18 anni ma fisicamente era ben muscoloso, alto 1,85, occhi verde scuro, capelli castani, i lineamenti del viso definiti ma non duri e soprattutto concentrò il suo sguardo su quello che aveva tra le gambe. Aveva veramente un cazzo di dimensioni non comuni, se lo era misurato e il responso del metro era stato eclatante: 24 cm di lunghezza e 6 di diametro!!   Come tutti i superdotati si compiaceva di aver un simile attrezzo e passava parecchio a guardarselo e soppesarlo in mano e infatti lo stava facendo anche in quel momento facendo scorrere la mano delicatamente dalla cappella alle palle. Naturalmente, così sollecitato, il pisello aveva cominciato ad indurirsi e mentre continuava nella sua azione si mise sotto l’acqua ormai deciso a trasformare quell’azione in una vera e propria sega; ma fu in quel preciso momento che sua madre entrò in bagno e Marco si rese conto di non aver chiuso la porta, e mentre Luana esclamava “oh scusa piccolo, non pensavo ci fossi ancora tu in bagno”Lui si rese anche conto che era in piena erezione, avvampò e balbettò   “ecco io…… mi sono di.. dimenticato di chi…chiudere la po.. po.. porta”   Cercando goffamente di nascondere il randello che gli si era formato tra le gambe   “scu..scusa mamma”   continuò, e si voltò dando le spalle a sua madre.   Dal canto suo Luana era rimasta impietrita sulla porta, non tanto per il fatto di aver visto suo figlio nudo ma per il fatto che lo aveva visto come mai prima, con il cazzo duro in tutto il suo splendore ed istintivamente aveva pensato: “Mamma mia, il mio bambino ha un uccello che farebbe la felicità di qualsiasi donna” “su, su non ti vergognerai mica della tua mamma no? Ti ricordo che quello che hai è tutto merito mio” – Ebbe il coraggio di dirgli guardandolo in faccia e non senza malizia (che la sorprese e la turbò) ridendo proseguì:”e poi è normale che alla tua età tu abbia delle erezioni, anche se a dire il vero con il pisello che ti ritrovi non passano certo inosservate”.   Marco ebbe un attimo di sbandamento “Cazzo, ma mia madre sta parlando del mio uccello!!” – pensò e quel pensiero invece di imbarazzarlo ancor di più di quanto già non fosse, gli causò una strana fitta all’inguine.”Senti ormai che sono qui, vuoi che ti lavi la schiena?” – le disse lei, l’imbarazzo riprese il sopravvento.”v.. va bene” – rispose balbettante e confuso Marco.Nel frattempo Luana si era avvicinata al box della doccia mentre lui era sempre di spalle, aveva già in mano una spugna.”Passami la saponetta e fatti un po’ indietro altrimenti mi bagno tutta” – le chiese lei;   lui eseguì come un automa in preda ad un misto di imbarazzo ed eccitazione e sentì sulla schiena il contatto della ruvida spugna e del vellutato contatto dell’altra mano sulle spalle, ebbe un tremito improvviso e il cazzo gli sussultò fra le gambe   “Marco non avrai mica freddo? Perché tremi?”   disse Luana mentre gli massaggiava delicatamente la schiena e le spalle e pensando che quel porcellino del figlio non aveva assolutamente freddo, ma si stava eccitando sotto al pensiero della mamma e colta da un irrefrenabile impulso si scostò di lato per cercare di vedere l’antenna di quell’eccitazione che stranamente stava provando a sua volta.Lo vide in tutta la sua enormità, sussultante e in un’erezione esplosiva e di nuovo impreparata allo spettacolo senza rendersene conto strinse la spugna.   Quel movimento non passò inosservato a Marco che girò leggermente il capo verso lo specchio e finalmente vide sua madre rendendosi conto per la prima volta che era seminuda; indossava una vestaglietta corta di pizzo completamente aperta sul davanti che metteva in mostra le sue fantastiche tette.Luana aveva 45anni ed era una donna davvero notevole, bruna naturale occhi chiari un fisico perfetto, il seno grosso era leggermente appesantito ma ancora perfetto nella sua imponenza, insomma era come pensò in quel momento Marco – proprio una gran gnocca – quasi pentendosi di aver osato pensare a lei in quei termini “No mamma è che sono un po’ imbarazzato dalla situazione” – disse lui.”Ma va la sciocchino che non c’è niente di cui vergognarsi con la tua mamma, sei un ragazzo sano e normale anche se alla tua età non si riesce a tenere a bada l’istinto” – le rispose lei senza staccare gli occhi dalla verga.   “E poi tu in particolare non puoi proprio nascondere l’eccitazione con cazzo che ti ritrovi” – disse lei ridacchiando.”Wow!! Mia madre sta parlando del mio cazzo” – pensò lui mentre sentiva che stava per scaricare le palle che quasi gli facevano male dall’eccitazione, volse lo sguardo di nuovo verso lo specchio e vide che lei gli sorrideva e in quel momento accadde ciò che non avrebbe mai creduto, sentì la mano di sua madre che si faceva strada tra il braccio e il fianco sinistro e improvvisamente gli impugnò l’uccello.”Senti qui che bastone che si ritrova il mio bambino”.Così facendo si era avvicinata verso di lui premendogli il seno contro la schiena. Iniziò lentamente a muovere la mano sulla sua verga. Mentre Marco si doveva appoggiare con le mani alla parete del bagno per non cadere dall’eccitazione.In breve tempo, la bravura della madre fece esplodere l’orgasmo di Marco che sgorgò in una violente sborrata, Luana avvertendo la contrazione strinse ancora di più il bastone di carne, chiuse gli occhi e mandò un lieve gemito e mentre gli ultimi schizzi di sperma imbrattavano le piastrelle cercò faticosamente di ricomporsi.”Santo cielo Marco hai proprio gli ormoni impazziti se basta toccarti per farti venire” – disse con il tono più naturale possibile e controvoglia lasciò la presa di quello che stava diventando l’oggetto del suo desiderio. Io…. io… è… che…..”   Marco non riusciva a parlare preso dal godimento e dallo sgomento di quello che stava accadendo perché in un barlume di lucidità si era reso conto che desiderava prepotentemente sua madre, lei gli aveva preso in mano il cazzo e lui aveva capito che quella donna era quella che desiderava più di ogni altra. Il suo cazzo era ancora duro.”Dai dai è successo quello che succede quando uno alla tua età è pieno di vitalità, del resto è anche un po’ colpa mia che ti ho provocato” – ruppe il silenzio Luana, e sfilandosi la vestaglietta rimanendo completamente nuda.”Da amore adesso esci che devo farmi il bagno”.”Mamma sei una delle donne più belle e desiderabili che abbia mai visto” – disse Marco, oramai libero da molte inibizioni.” Grazie piccolo per il complimento, ma adesso però porta via il tuo uccellone e fila a letto che hai visto la tua mamma nuda anche troppo” – ma lo disse controvoglia perché sapeva che quello che stava accadendo lì in quel bagno non doveva spingersi troppo in là, altrimenti quel senso normale di sbagliato che provava, avrebbe lasciato posto al desiderio di proibito e alla morbosità che non sarebbe riuscita a controllare.   “Ok mamma, allora buonanotte ci vediamo domattina”   “Lo voglio, lo desidero, e soprattutto voglio il suo enorme cazzo!!” – pensò lei mentre Marco usciva dal bagno, ed appena chiusa la porta si appoggiò al muro sgomenta, chiuse gli occhi e pianse masturbandosi furiosamente.Marco nel frattempo era giunto in camera e chiusa la porta si gettò sul letto, era ancora nudo e con il cazzo dritto come un automa cominciò a menarselo come un forsennato con un’unica prepotente immagine negli occhi, sua madre nuda con il suo uccello in mano.”Che figa sei mamma, che tettone, che bel culo…….”   sborrò prepotentemente di nuovo con uno schizzo che gli arrivò fino in faccia, spossato, ancora incredulo e incapace anche solo di ripulirsi si addormentò.L’indomani mattina, Marco era oramai arrivato allo scooter parcheggiato nel cortile della scuola, mise i libri nel bauletto, indossò il casco e mentre stava per mettere in moto sentì alle sue spalle la voce cristallina di sua sorella Serena, quella voce che lo aveva ridestato in quel momento dalla trance in cui si trovava disse da lontano “Maaarcoooo, te ne vai senza dare un passaggio alla tua sorellina??””Si però sbrigati che voglio tornare a casa presto” rispose lui voltandosi, la vide avvicinarsi e l’osservò, Serena aveva un anno in meno di lui era una biondina tutto pepe sempre pronta a ridere e a scherzare con tutti, cosa che le faceva avere un discreto successo con tutti i ragazzi della scuola anche perché fisicamente era certo degna di nota; non tanto alta ma con un corpo ben fatto, le gambe tornite e proporzionate messe in risalto dalle mini che indossava 12 mesi all’anno, il seno (non certo come sua madre) abbondante e tonico con quei capezzoli sempre turgidi che premevano sulle camicette o le T-shirt, gli occhi chiari e i capelli biondi di sua madre, ma tutto sommato assomigliava più a suo padre. Marco aveva un ottimo rapporto con Serena, si confidavano tutto, parlavano di tutto tra di loro dagli amorazzi ai problemi sul sesso o sui dubbi e le domande tipiche dell’età, insomma erano più complici e amici che fratelli. Serena dal canto suo adorava suo fratello, lo vedeva come il ragazzo ideale e soprattutto da un pò di tempo lo desiderava anche sessualmente senza provare nessun senso di colpa per quell’istinto incestuoso ma d’altronde lei era fatta così, sempre pronta a bersi la vita in tutto e per tutto.Serena era arrivata allo scooter, abbracciò come al solito suo fratello (gli voleva veramente un bene dell’anima, ed era assolutamente ricambiata), si misero in sella e mentre lui partiva lei disse “Marco, hai presente Milena, quella della 4a C   “la mangiacazzi?” chiese lui “daaaai….” “ma la chiamano tutti così…… e poi è vero, ha fatto pompe a metà dei maschi della scuola” provocandolo lei continuò “a siiiii? anche a te?” “lo sai che se fosse successo te lo avrei raccontato” “mmmmm…… si, è vero” “e allora, cosa mi devi raccontare di lei?” “bè stamattina gli ho detto che ti ho visto l’uccello   che ce l’hai enorme…..” e rise, lui rischiando di sbandare girò la testa e sbottò :”cazzo Lucy, ma lo racconti a tutti?””no, no stai tranquillo anche se sarebbe una bella pubblicità per te….è che non ho saputo resistere dalla curiosità di vedere che espressione avrebbe fatto nel raccontarglielo” “e allora…..??” disse Marco comunque incuriosito “e allora avresti dovuto vedere la sua faccia, all’inizio non mi credeva ma poi voleva sapere tutti i particolari, ha chiuso gli occhi come se lo vedesse……. è proprio una gran porca!!” “vedi allora che il soprannome è giusto?” “si è vero ma tu non vorrai mica……..” “bè in effetti con la voglia che ho e le occasioni così scarse….” “se ci provi te lo stacco, grosso o non grosso” e mentre lo diceva allungò le mani che fino a quel momento erano state aggrappate ai fianchi di lui, e afferrò la patta di Marco stringendo, lui protestò “oh, piano scema che mi fai male, e poi sei tu che hai dato inizio alla cosa” ormai per entrambe pareva una cosa naturale, per lui che sua sorella gli toccasse l’uccello, per lei toccarlo, ma inevitabilmente a lui si drizzò immediatamente, Serena lo sentì crescere fra le sue mani ed esclamò “Marchinoo, sei un gran maialinooo…..” “ecco…..io….non so cosa farci, non riesco a controllarlo” Giunti a casa, le i disse: “adesso è meglio che ti controlli, non vorrai mica entrare in casa e che la mamma ti veda così no?””senti, non è che dopo pranzo fai un salto in camera mia?” – le chiese serio, ripensando a sua madre.”a fare che……., vuoi farmi assistere di nuovo ad uno spettacolino erotico?” -lei rispose ridendo e si rese conto che la cosa non le sarebbe dispiaciuta.”dai cretina, devo raccontarti una cosa importante…..” “ok scusa, va bene verso le cinque? prima ho quella maledetta ricerca da finire per domani”.Marco, mentre entrambe si apprestavano a varcare l’uscio di casa che Serena aveva aperto aveva messo lo zainetto davanti per nascondere il gonfiore le rispose “perfetto, ti aspetto allora ma adesso andiamo a mangiare perchè ho una gran fame””ciao mà” trillò Serena vedendo sua madre ferma davanti alla porta di cucina “ciao mà” confermò Marco, ma lui la guardò fermando l’attenzione sulle sue tette prorompenti che premevano la maglietta che lui e Serena le avevano regalato quando erano andati al concerto di Vasco, la scritta “Rewind” sul davanti allargata dalle tette sembrava in 3D!! A Luana non sfuggì quell’occhiata insistente di suo figlio – santo cielo allora è proprio vero, io lo provocato e adesso lui mi desidera, e io riuscirò a stargli lontana? – pensò e un brivido le percorse la schiena, riuscì comunque a dire:”ragazzi quante volte vi ho detto che non mi piace quel diminutivo, io sono la mamma e basta, adesso a lavarsi le mani e poi a tavola…””ok…… mà” risposero in coro e ridendo scapparono dal corridoio, Luana rise a sua volta e si chiese come mai Marco tenesse lo zainetto in quel modo. Marco era sdraiato sul letto a pancia in giù con addosso un paio di bermuda al ginocchio (le uniche che riuscivano in qualche modo a nascondere il suo randello) quando senti bussare alla porta “Marco, sono io posso?””entra pure…..” Serena entrò, indossava solo una camicia che aveva “fregato” a suo padre, sul davanti era sbottonata fino al terzo bottone e lasciava intravedere il solco delle tette libere dal reggiseno che non indossava, e lasciava scoperte interamente le gambe fino all’inguine; Marco le diede un occhiata come se si accorgesse solo allora che sua sorella era decisamente carina, inoltre quell’aria sbarazzina del viso e quella mise la rendevano decisamente provocante allora le disse “Lucy, ma lo sai che sei una gran passera?” lei provò un brivido di piacere si gettò sul letto accanto a lui, gli schioccò un bacio.”grazie sei un amore….e anche tu non sei male, la mamma ha lavorato bene con noi due””è proprio di questo che ti volevo parlare” e senza perdere un secondo le raccontò tutto d’un fiato tutto quello che era successo la sera prima omettendo quello che lui aveva provato e che provava adesso per sua madre. Serena a bocca aperta esclamò “sul serio te lo ha preso in mano e ti ha masturbato?” “si, e io ho sborrato come una fontana” “cazzo Marco, non riesci proprio a trattenere quella bestia?” disse sentendo uno strano disagio, nel frattempo lui si era messo di fianco e il rivivere quella situazione glielo aveva fatto rizzare di nuovo, Serena che inconsapevolmente aveva diretto lo sguardo proprio lì se ne accorse dato che la cappella violacea faceva capolino dai bermuda e il rigonfiamento degli stessi era evidente “ce l’hai di nuovo duro, e lo sai che non puoi nasconderlo,…. è…. bè lo sai com’è!” lui pose una mano sull’uccello stringendolo dicendo “porca troia, non so cosa farci Lucy è più forte di me, e poi sono costretto a spararmi dei gran segoni, e poi scusa non credo che capiti a tutti i ragazzi di aver fatta una sega dalla propria madre, pensandoci mi diventa subito duro e…” Serena provò una fitta fortissima di gelosia rendendosi conto che ormai si era innamorata di suo fratello, e l’idea che sua madre facesse un effetto così su di lui le fece venire uno strano panico.”merda, se la mamma fa questi giochetti con lui vuol dire che se lo vuole fare, e io come posso competere con lei? ” – pensò, era ancora una bambina ma in quel momento aveva preso il sopravvento l’istinto della donna che vedeva minacciato l’oggetto del suo desiderio senza minimamente pensare che ciò avveniva nell’ambito di una famiglia tra madre, figlio e figlia e non nei normali canoni dei sentimenti e dei desideri tra le persone. I suoi pensieri turbinavano e quello che la scosse di più fu la consapevolezza che suo fratello non sarebbe stato capace di tirarsi indietro se sua madre aveva in mente di – scoparselo, si scoparselo, sbatterselo, cavalcarlo…… – la rabbia le montò improvvisamente e decise che sarebbe passata all’attacco e in quel momento di folle perversione che la attanagliava scompariva la ragazzina sbarazzina di sempre e nasceva una donna nel pieno del suo istinto sessuale. “però non è giustoooo…..” – guardando negli occhi suo fratello disse con un tono da gattona.”che cosa?” rispose Marco avvertendo il cambiamento in lei “che la mamma ti abbia fatto sborrare e io no!” “che cazzo stai dicendo?” – rispose lui. Serena ormai era partita in quarta, intrufolò la mano nei bermuda e gli impugnò l’uccello e cominciò dolcemente a menarglielo, era la prima volta che lo faceva (certo sapeva tutto sulle pratiche di sesso, guardando i filmini porno con le sue amiche ma non aveva mai sperimentato dal vero), ma l’istinto, l’eccitazione che la stava facendo bagnare tra le gambe unitamente al piacere che provava nel sentire quell’enorme cazzo in mano, la faceva sembrare una veterana; e poi quel cazzo era del ragazzo che desiderava più di ogni altro, suo fratello! “co…. cosa.. faaaa….i” balbettò Marco incapace di sottrarsi al piacere che provava “o cazzo ” pensò – ieri sera mia madre e adesso mia sorella…..- mentre lei gli si era avvicinando premendo le sue tette su di lui continuò bofonchiando “è… è…. mmmm” “bellissimo?” suggerì Serena sospirando nel suo orecchio aumentando il ritmo e sfregandosi sconciamente contro di lui “mmmm……..” “che cazzone che hai Marco, è bellissimo, durissimo……..” quelle parole lo fecero venire immediatamente e schizzò nei bermuda impiastricciando la mano di sua sorella “com’è calda,…..è bollente” si guardarono negli occhi e lei continuò con atteggiamento sconcio continuando a tenere la mano lì dove era “sono stata brava?” “merda ma mi hai fatto una sega…..” “e allora? non puoi negare alla tua sorellina di sentire cosa si prova nel sentir sborrare un uccello, e poi lo ha fatto anche la mamma no?”.”Hai ragione sorellina”.In quel momento entra nella stanza la mamma, che trova i due figli sdraiati sul letto, con la mano di Serena che avvolgeva ancora il cazzo di Marco, tutta sporca di sperma.Diventò rossa in un attimo, Serena lasciò immediatamente il cazzo di Marco e si rialzò in piedi, mentre marco rimase immobile, dall’emozione, con il cazzo ancora in tiro.La situazione era molto imbarazzante, Marco si ritrovava con sua sorella e sua madre nella stesa stessa stanza, era per lui un’occasione irripetibile per farsele finalmente tutte e due, ora che ogni barriera era caduta.Noto che la madre era bellissima, con una minigonna nera e delle scarpe altissime che rendevano ancora più eccitanti le sue gambe avvolte in calze velate nere.” Vogliamo continuare” – disse con non sa ancora quale coraggio.” Co …..cosa?” – rispose arrossendo la madre.”vieni qua!” – disse lui con voce perentoria.” A questo punto è inutile che vi nascondete, siete solo due troie e come tali vi tratterò!” – urlò”Marco,… ma come…” – tentò di ribattere Serena, mentre la madre come ipnotizzata si avvicinava al figlio.”Stai zitta puttana!” – replicò secco Marco, invitandola a portarsi dietro la madre e a slacciarle la camicetta, a quel punto anche Serena si arrese, rendendosi conto che la sua passera era completamente bagnata.Si avvicinò alla madre e cominciò a passare le sue mani sul collo, facendole scendere lentamente sul solco delle tette ed aprendo uno ad uno i bottoni della camicetta di seta. Ad un certo punto aprì tutta la camicetta e…”Cazzo che tette!” – disse Marco afferrandosi il bastone tra le mani.”succhiagliele” ordinò alla sorella.”Ma….” – cercò di replicare sia lei che la madre.”zitte troie, oltre al mio cazzo avrete anche altro oggi…obbedite in silenzio!”Serena passò davanti alla madre, che la guardava con un sorriso languido e malizioso, le tolse il reggiseno e cominciò ad accarezzarle una tetta avvicinandosi piano piano con la mano sul capezzolo. Oramai erano tutte e due in preda ad un’eccitazione incredibile, si erano completamente lasciate andare.”succhiamele come quando eri piccola! Vieni anche tu piccolo, prendimi l’altra tetta! – disse la madre.Marco si alzò dal letto e si avventò sul capezzolo sinistro mentre Serena aveva ingoiato l’altro.”siii…. siiii…. vi prego continuate, fate venire la vostra mammina….” – urlò”ohhhh mamma che bello!” disse Serena, mentre con una mano iniziò a masturbare Marco.”Ahh …. Sto per schizzare…!” – disse Marco poco dopo.”siiii… vengo” -rispose la madre.Dopo pochi istanti urlarono tutte e tre di gioia venendo contemporaneamente.Dopo poco, la madre guardò i suoi piccoli e ricomponendosi disse loro che da quel momento potevano abusare di lei quando e come volevano.