Mia Moglie 2 (6° cap.)

6 – Al Blu end RedNon tardarono molto a tornare.Io ero disteso sul divano, ancora in mutande a godermi quell’attimo di pace, assolutamente estasiato dagli avvenimenti che avevo potuto vivere.Non ero mai stato un conquistatore di donne, mai avevo avuto problemi di “abbondanza”, ed ora mi trovavo con seri problemi si “tenuta” atletica.Ero letteralmente sfinito, e chiedevo solo di infilarmi a letto, per riposare, magari assieme a loro due, e chissà, da cosa nasce cosa, magari ci scappava qualcosa. Ma con calma, con le dovute cautele…Loro non erano del mio stesso avviso, anzi appena entrate mi informarono che io potevo benissimo restare disteso sul divano, che loro avevano altri progetti per la serata.Non ne avevano abbastanza?No. Con una certa rabbia, constatai che il programmino che avevo ideato io alla mattina, e che per motivi di “resistenza” aveva pensato di sospendere, volevano portarlo a termine loro.”Siete delle pazze scatenate….””Noi vogliamo andare al “Blu and Red””Cazzo… era un locale ad un centinaio di chilometri, esclusivo, con scambi di coppie e spettacoli hard.”Maria ci ha detto che questa sera c’è una serata per le donne, con spogliarelli maschili integrali” mi informò Rossana, mentre era già in camera per vestirsi a tutto punto.”Ma viene anche Maria?” chiesi.”Se riesce a sganciarsi da Gianni, ci aspetta all’ingresso del casello autostradale.”Azzardai una richiesta:”Posso venire anch’io?””Non ci pensare nemmeno” mi rispose secca la mia padroncina bionda.Rimasi a bocca aperta.”Ma che cazzo state facendo? Ed io?”Rossana uscì dalla camera, e mezza nuda mi si avvicinò:”Mi sembra che tu ti sia divertito abbastanza vero? Ieri due fichette, ed oggi tre… Ora tocca a noi… Il conto non è equo sennò!”Mi spinse leggermente, ed io caddi a sedere sul divano.Porca miseria! Si stavano vestendo come due puttane d’alto bordo per andare in un locale dove sicuramente, conoscendole, e visto l’andazzo di quel fine settimana, non avrebbero solamente ballato.”Fatemi venire con voi!” protestai come un bambino.Rossana rise sonoramente, mentre s’infilava in camera, con la porta aperta un paio di calze marroni autoreggenti.Erano le calze che le preferivo vederle addosso.Stavano bene addosso a quelle sue belle gambe, robuste e bianchissime.Aveva indossato un reggiseno imbottito bianco, in modo che i suoi due seni, già belli evidenti (portava una terza piena), risaltassero di più.S’infilò un vestito abbastanza lungo, ma con un mega spacco laterale.Lo conoscevo bene quel vestito. Bastava che si agitasse un po’, e lo spacco metteva in mostra il ricamo delle autoreggenti.Mi piaceva scoparla con addosso quel vestito e con quelle calze. Era una cosa nel complesso molto pratica…S’infilò nel bagno per le ultime ritoccatine, lasciandomi in silenzio ed in mutande.Non potevo lamentarmi più di tanto… mi avevano fatto divertire con Maria, e credo proprio che non avessi nessun diritto di rifiutare a loro di uscire.Mi rodeva il fegato però….Restai imbambolato in salotto, e quando le vidi uscire la depressione aumentò. Erano agghindate a tutto punto, e in modo tale che il messaggio era inequivocabile.Monica indossava una minigonna microscopica, con un giubbettino in jeans che le lasciava scoperto l’ombelico. Sotto non indossava il reggiseno, ed i piccoli seni s’intravedevano abbondantemente, dato che il giubbino era abbottonato da un solo bottone.Vedendomi a bocca aperta, Monica si avvicinò, si girò e si chinò, mostrandomi il suo meraviglioso piccolo sedere libero da ogni altro indumento.Sobbalzai. Allungai la mano ed accarezzai quella pelle vellutata e scura.Il cazzo stava dando segni di risveglio… incredibile… continuavano ad eccitarmi.Mi alzai deciso, ma Monica si scansò e corse da Rossana.”Vengo anch’io. Non potete uscire così, e lasciarmi in questo stato….”Rossana osservò il rigonfiamento nelle mutande, poi disse:”Ti chiediamo solo questa serata… Quante volte ti ho lasciato divertire io?Ora non fare storie, se per una volta ti chiedo di lasciarci a divertire noi donne!”Perché non vai al Dolly?””Al Dolly? Da solo? Come un vecchio depravato solitario?Eppoi non sei stata a dire che dovevamo fare tutto assieme?””E’ vero. Però è anche vero che tu ti sei trastullato con tre donne. Ora tocca a me, o credi che non sappia fare di conto?””Ma vai a farti sbattere senza il sottoscritto?””Può anche succedere. Se trovo l’occasione mi toglierò lo sfizio….””Puttana!” ringhiai “Grazie a te, anche di più” rispose con un sorriso malizioso.La discussione aveva avuto l’effetto di eccitarmi di più, e Monica se ne accorse:”Poverino… siamo proprio delle cattivone…” e si avvicinò, infilando la sua mano destra nelle mie mutande, estraendone il cazzo.Mi fece sedere, sempre tenendolo per mano, poi con una mossa fulminea me la ritrovai seduta sulle gambe, ed il cazzo si ritrovò dentro la sua figa.Si mosse lentamente, sinuosamente, ondeggiando il bacino per meglio sentire il mio cazzo dentro il suo corpo, il tutto sotto gli occhi di Rossana, che sembrava non gli interessasse nulla.La puttana però, dopo pochi movimenti si alzò, lasciandomi con il cazzo più duro di prima, e bagnato dai suoi umori.”Ma che cazzo fai?… Non vorrai lasciarmi così, vero?””Perché no?” rispose ridendo Monica.”Non ce la faccio… io vi seguo!””Con che macchina vieni?”Era naturale che Rossana prendesse la mia, ed io così sarei rimasto con la Panda… Bella figura presentarsi al Blu end Red in Panda…”Dai, non fare lo stupidone. Ti garantisco che non le sciupiamo le tue belle passere… Poi magari quando torniamo ti facciamo fare un giro…”Quel linguaggio da bassa lega, volgare, da vera e propria puttana, aveva avuto l’obiettivo di farmi incazzare ed arrapare maggiormente.Mai Rossana si era comportata così, mai aveva usato quel linguaggio!Mi baciò sulla guancia e mi sussurrò: “E’ un gesto carino lasciarci sole. Almeno per una volta…Maria era infoiata come una bestia…Tranquillizzati, starò attenta.”Con passo deciso uscirono.Rimasi solo ed in mutande, roso dal fatto che per la prima volta le due donne mi avevano escluso dai loro giochetti.Che cosa potevo fare?Questa situazione mi aveva fatto perdere anche i contatti con i miei amici, e poi alle 22,00 era improbabile trovare qualcuno per uscire.E per andare dove?Dove potevo andare, se il pensiero era fissato su Rossana e Monica, che probabilmente si stavano dando in pasto a dei baldi sconosciuti in un locale dove niente era vietato?Avevo il cazzo e la testa che mi scoppiavano!Non resistetti più.Mi cambiai alla svelta, e Panda o non Panda, partii in volata verso il Blu end Red.La vecchia utilitaria s’infilò sull’autostrada rombando come una fuoriserie, e non le detti modo di prendere fiato.Pigiai sull’acceleratore come un pazzo.Rossana aveva un’auto di cilindrata molto maggiore, ed anche una mezz’ora di vantaggio. Quando arrivai, il parcheggiatore mi osservò con sufficienza. Avrà pensato che ero il solito segone solitario, che voleva tentare di spendere qualche centone con qualche puttanone del locale.Pagai il parcheggio, guardandomi attorno alla ricerca della mia auto.La vidi subito…Alla cassa mi avvisarono che quella sera il locale faceva intrattenimento femminile.”Non importa. Ho delle amiche dentro” risposiMi toccò pagare una tariffa piena, dato che ero single…. Cazzo, e pensare che dentro non avevo una, ma tre donne che poche ore prima erano attaccate al mio cazzo!Entrai dopo aver sborsato una cifra niente male.Dovevo ora stare attento a non farmi vedere. Se Rossana mi scopriva sarebbe stata capace di farmela pagare cara.Girai tutt’intorno al salone, tenendomi sempre nell’ombra.Sul palco tre baldi ragazzotti, di cui uno di colore, stavano facendo uno strip mica male.Dovetti ammettere che avevano dei fisici veramente atletici, ed io pensai miseramente alla mia pancetta ed alla mia statura non certo eccelsa.Il locale non aveva la ressa. Ci saranno state una cinquantina di donne e qualche maschio che come me si teneva nella penombra.In giro per i tavoli, camerieri pettoruti, muscolosi, seminudi, che si facevano palpeggiare allegramente dalle clienti.Solo su un angolo c’erano delle ragazze scosciate, già accaparrate dai segoni solitari.Ad un tratto le vidi.Erano scatenate, e le vedevo gridare assieme alle altre donne presenti, delle oscenità incredibili.I tre ragazzi passavano per i tavoli, lasciandosi tastare, e quando fecero volare anche l’ultimo, minuscolo pezzo di stoffa che copriva i loro cazzi, la baraonda fu totale.Stavo assistendo a delle scene molto più volgari dei spettacoli hard del Dolly!Signore, vestite a tutto punto, magari serene e tranquille madri di famiglia, morigerate, alla vista di quei cazzoni, si buttavano a capofitto, scompigliandosi la messa in piega!Le grida erano assordanti, e quasi coprivano la musica.Ad un tratto Maria, in piena baraonda, montò sopra il tavolo, e richiamò l’attenzione di uno dei ballerini.Il ragazzo si avvicinò, e lei si alzò la minigonna, mostrando a tutti che non portava le mutandine.Il giovane, si trovò la figa davanti al naso, ed era una bella figa, di una signora molto attraente.Non si fece pregare, e ci infilò il viso.Fu l’apoteosi.Porca miseria… anche Maria ora si metteva a dare spettacolo? Potevo ben dire di conoscere tre donne, le quali ad ogni locale che entravano davano spettacolo!Ora anche Maria, certamente eccitata dal pomeriggio passato assieme, e scatenata dai racconti delle due sue amiche, era là in piedi su un tavolino con la testa di uno sconosciuto in mezzo alle gambe.Se solo ci fosse stata nel locale una sua conoscente, una cliente della sua merceria?Povero Gianni…. Lui che avrebbe scopato il mondo intero, ma non lo faceva solo per paura, ora si trovava con una moglie, senza paura, che sembrava volersi scopare lei il mondo intero.Il ragazzo però non aveva molto tempo da stare fermo in mezzo alle sue gambe, e danzando, si allontanò poco dopo.Lei ci rimase male, e aiutata da Monica scese non senza imprecare.Ma il fatto di aver attirato l’attenzione in modo così plateale, fece sì che subito le tre donne fossero circondate da alcuni uomini.Lo spettacolo continuava in mezzo ad una certa baraonda, ed io faticavo a tenere sotto controllo le tre.Vidi che tre uomini si sedettero accanto alle donne, ed uno dopo pochi istanti, aveva già la lingua in bocca a Monica.Mi spostai per osservare meglio, e potei così scoprire che oltre alla lingua, aveva una mano dentro il giubbino in jeans. I piccoli seni di Monica erano ora presa di quell’uomo che io non conoscevo.Monica ricambiò focosamente l’approccio, e si attaccò nuovamente alla bocca dell’uomo, tirandolo a se per i capelli.Rossana invece, gambe accavallate, continuava ad osservare lo spettacolo quasi distaccata.La cosa sembrava andare per le lunghe.Mi allontanai per prendermi una birra, schivando al banco tre o quattro scosciate in cerca di segoni.Quando, con birrone in mano, tornai al mio posto d’osservazione, le tre s’erano alzate ed erano sparite. Cazzo!!!Mi guardai attorno alla loro ricerca, ma non riuscii a vederle.I tre uomini stavano discutendo animatamente, evidentemente eccitati da quelle conoscenze.Litigavano tra di loro. Cos’era accaduto in quei cinque minuti duranti i quali mi ero allontanato?Vidi che cominciarono a tirare fuori dei soldi, dopodiché chiamarono un cameriere.Parlottarono con lui, dopodiché questi fece loro segno di seguirli.Li seguii a debita distanza.I tre s’infilarono lungo un corridoio posto dietro il bancone del bar, ed io feci altrettanto, ma fui subito bloccato da un buttafuori.”Dove crede di andare?” mi chiese.”Senti amico” dissi ” voglio seguire quei tre signori. Cosa c’è qui dietro” Come se non lo potessi immaginare.”Uffici. Ci sono solo uffici” e così dicendo mi spinse fuori.Aspettai il ritorno del cameriere, e lo bloccai subito.”Un centone se mi porti dove hai portato quei tre miei amici”.”Li conosce?””Di vista. Conosco invece le tre donne che hanno adocchiato”.Il ragazzo intascò il centone, poi mi disse:”Le tre donne sono in una camera. I tre uomini sono in uno stanzino da dove si può vedere cosa capita dentro.E’ una cosa per lo scambio di coppia…””Benissimo” dissi io ” accompagnami da loro”Passai davanti al buttafuori, con uno sorriso beffardo, poi mi infilai nello stanzino.I tre mi squadrarono in malo modo.”Non preoccupatevi” dissi io “Voglio solo dare un’occhiata….”Mi avvicinai allo specchio, noncurante dei borbottii dei tre, che naturalmente non gradivano la mia intrusione, e vidi che le mie tre donne erano distese sul lettone.Che esibizioniste stavano diventando!Possibile che la dolce e timida Rossana nel giro di pochi mesi, fosse diventata un’amante dell’esibizionismo?Non le era bastato l’esibizione davanti a Loris? O forse quella cosa l’aveva gasata ancora di più?Monica era distesa sul letto, e si stava toccando la figa, agevolata dalla minigonna e dalla mancanza delle mutandine.Maria si mise a giocare con le sue tette, in preda ad un’eccitazione incredibile.Ci dava le spalle, e vedevamo il corpo della piccola moretta sussultare continuamente. Poi si fermò, e si liberò della piccola giacca, rimanendo in reggiseno.Le sue enormi tettone, erano raccolte in un bellissimo reggiseno a balconcino.Mi staccai da quell’immagine alla ricerca di Rossana.Era seduta su una poltrona rossa, e a gambe accavallate, osservava tranquillamente le due amiche.Non sembrava molto in vena. Forse lei era stanca, o forse le mancavo… Forse…I tre uomini, dopo un attimo di sbigottimento dovuto alla mia presenza, cominciarono a lasciarsi andare.Era eccitante essere lì, a guardare la propria moglie e le sue amiche che facevano quelle porcate, e sentire i commenti osceni degli uomini.”Guarda che razza di puttana la riccia… Guarda come si sditalina! Sembra voglia scorticarsi la figa!””Porca miseria… guarda che gambe ha l’altra… La leccherei per una giornata intera…””Averne in casa una così sarebbe da infarto”.Risi dentro di me. Io non ne avevo una, ma due, e con buone probabilità, potevo attirare anche la terza stabilmente, ed ero lì. Certo, vicino all’infarto mi ci avevano portato, ma per mia fortuna ero ancora vivo, vegeto, e con il cazzo ancora in tiro.Il piccolo spettacolino continuava.Maria si era tolta la piccola minigonna, e stava dando libero sfogo alle sue voglie.Rossana aveva trovato un bel vibratore ed in disparte, se lo stava gustando.Era a gambe aperte, con i piedi appoggiati sulla sponda del letto, con un bel vibratore che entrava e usciva dalla sua figa bionda già abbondantemente lubrificata.Per fare tale esercizio, non si era nemmeno tolte le mutandine, ma se le era solamente scostate!I tre uomini si stavano lasciando andare ad ogni tipo di commenti.”Cazzo, se i loro mariti lo sapessero…!””Ma perché” chiese uno ” sono sposate?””Quella dai capelli neri, Luana, mi ha detto che sono tutte e tre felicemente sposate a Mestre””Si… felicemente…. Chissà che cazzoni hanno sposato…””Che cornuti… Certe donne non sono fatte per il matrimonio, o certi uomini sono troppo impotenti per permettersi certe femmine!”Che troia… Aveva dato un nome falso, da puttana ed un paese diametralmente opposto al nostro… Certo,l’anonimato era una cosa preziosa…Era bello vederle giocare assieme.Monica era ancora vestita con il suo mini completino di jeans, che le copriva una piccolissima parte del suo lungo ed abbronzantissimo corpo.Maria invece, era rimasta con il reggiseno a balconcino e le calze nere.Ad un tratto la porta si aprì, ed entrarono i tre ragazzi che poco prima si erano esibiti sul palco.”Ecco il nostro regalo!” esclamò un mio compagno di stanza.”Certo che loro se le scopano a pagamento… Noi le avremmo scopate gratis!””Magari avremmo pagato loro” concluse il terzo, e dicendo questo mi guardò:”Noi abbiamo trovate queste tre troiette, ed abbiamo pagato loro il conto per una scopata con quei tre bei ragazzi. Tu cosa scuci?”Porca miseria… Vuoi vedere che adesso mi toccava pagare per vedere degli uomini che scopavano mia moglie?Non avevo scelta. Sai le risate se fossero venuti a sapere che io ero uno di quei cornuti di cui avevano parlato prima?Non mi scomposi, e chiesi:”Quanto devo?”Fu un salasso vero e proprio… Ora capivo perché i tre avevano parlato animatamente prima di estrarre il portafoglio.In tasca non mi restavano nemmeno i soldi necessari per pagare il casello dell’autostrada…Comunque ora facevo parte della “banda”, e mi attaccai al vetro a vedere il proseguo.Monica, inginocchiata sul letto, si fece togliere il giubbino, e si attaccò al portentoso petto muscoloso di uno dei tre ragazzi.Rossana, alzatasi, si prese cura del ragazzo di colore.Porca puttana… aveva sempre desiderato provare un cazzone nero, ma farlo così, senza la mia presenza…Maria, la più sbrigativa, si attaccò subito al cazzo del terzo ragazzo, infilandogli la mano negli slip ed estraendone un attrezzo niente male. Era un biondone muscoloso con la coda di cavallo.Erano entrati in stanza indossando solo degli slip, tutti bei lucidi, sudati, e pronti all’uso.I cazzi erano di dimensioni veramente incredibili, sfatando la diceria che i muscolosi hanno il cazzo di dimensioni minime, o perlomeno, quelli lì avevano un bestione tra le gambe…Dopo un po’, tutti e tre erano distesi sul letto, con le donne chinate che succhiavano lentamente, con grande maestria quei enormi cazzi.”Che puttane… che zoccole… che razza di vacche sfondate” continuavano i miei tre compagni di stanza.”Guarda la bionda come gli lecca le palle a quel negraccio della malora! E pensare che li abbiamo pure pagati!””Loro scopano, noi paghiamo, e i mariti si grattano le corna!….”Che situazione… se solo avessero potuto sapere chi ero veramente…Le donne ad un tratto si alzarono, presero dei preservativi, e vidi che Monica si curò personalmente di infilarglieli ad uno ad uno, non disdegnando un bel succhiotto supplementare ad ognuno dei ragazzi.Si misero in posizione a gambe aperte, rivolte verso lo specchio, badando di essere perfettamente visibili da noi che eravamo appostati, praticamente incollati dietro lo specchio.Le sentimmo gemere come pazze, quanto simultaneamente i tre le penetrarono.Il negro dopo un po’, visto l’esiguo spazio disponibile sul letto, prese di peso Rossana, e la posizionò alla pecorina sulla poltrona.Vidi i suoi occhi spalancarsi, quando questi gli infilò il cazzo dentro.I bianchi seni, liberi da ogni indumento, sobbalzavano violentemente sotto i colpi cruenti del negro.Ero tutto preso nell’osservare mia moglie prenderselo di colore, quando sentii i miei compagni di stanza bestemmiare.Alzai lo sguardo, e vidi che Monica stava per essere penetrata contemporaneamente dagli altri due.La vidi dimenarsi un po’, ma il capellone biondo la teneva ormai ben stretta, standogli sotto con il suo cazzone infilato in figa., mentre l’altro stava insalivandogli l’ano.Non che non l’avesse mai fatto… ma i calibri erano di un certo spessore….La piegarono maggiormente, e il ragazzo dietro sembrava prenderne le misure.Appoggiò il cazzo sull’ano, ci sputò ancora sopra, e cominciò a spingere con decisione.La sentimmo urlare con tutta la forza che aveva in corpo, mentre Maria li incitava a spaccarla in due.”Rompetela in due! Apritela! Non abbiate paura! E’ abituata lei a prenderne! Sbattetela come una vecchia troia!”Si mise davanti a lei per meglio gustarsi lo spettacolo, toccandosi la fica, mentre i due la stavano sventrando la sua amica a furia di colpi di cazzo.Vidi Monica attaccarsi alla bocca del ragazzo che stava sotto, e baciarlo per la rabbia, il dolore e il godimento.Potevo solo immaginare quello che stava provando.L’aveva fatto più volte con me e Renzo, ma nonostante i nostri due cazzi fossero di buone proporzioni, nonpotevano certo competere con quei due grossi calibri…Si lamentava dei nostri, e dopo averlo fatto rimaneva indolenzita… Chissà con quei due…Anche Maria volle la sua parte, si mise in posizione, aspettando anche lei di essere infilata da ambedue i giovani stalloni.Monica liberata dai due cazzi, rantolò sul fianco del letto, massaggiandosi le parti intime.Maria restò ferma, in paziente attesa che i due, sfilatosi da Monica, prendessero fiato, dopodiché li aiutò.Prima di infilò con le sue mani il cazzo in culo, sedendosi sopra, poi si piegò all’indietro, al massimo, divaricandosi con le mani la figa ed aspettò che il secondo le infilasse il grosso cazzo.Il secondo ragazzo si distese sopra, affondando il cazzo e appiattendosi sopra le sue tettone.”Uhhhhh! Ragazzi che cazzi…. Dai…. Spingi brutto porco!”Di certo Maria si stava dimostrando la più puttana delle tre.Rossana intanto, stava godendo come una pazza.Aveva gli occhi chiusi, ed ancora messa alla pecorina, si mordeva le labbra sotto la furia del ragazzo di colore.Maria nel letto si agitava tutta. Il suo piccolo corpo sembrava impazzire in mezzo ai corpi muscolosi dei due ragazzi.Vederla sbattuta in quel modo, lei così piccolina, ma così assatanata era eccitantissimo.La vedevo sbavare letteralmente attaccata al collo del ragazzo che la stava infilando in figa.La vedi quasi svenire quando probabilmente arrivò l’amplesso, e si lasciò andare inerte, in mezzo a quei due corpi che ancora si agitavano, tenendola saldamente in mezzo alla ricerca del loro orgasmo.Quando i due vennero, la lasciarono scivolare da in mezzo ai loro corpi, facendola finire, come un sacco vuoto, vicino a Monica.Solo Rossana continuava con il suo stallone nero. Ne aveva di resistenza quel ragazzo!La prese in braccio, la distese sul letto, e ricominciò a scoparla.La vedevo ormai ridotta ad un lago di sudore, con le gambe inerti, accogliere quell’enorme cazzo nero.Finalmente anche questo venne, e si alzò, lasciandola esausta sul letto.Senza dire nulla, i tre presero i loro piccoli slip disseminati nella stanza, ed uscendo non le degnarono di unosguardo. Avevano portato a termine la loro marchetta.Le donne esauste, sudate, erano distese sul letto, con un’aria soddisfatta.Maria si massaggiava il culo, probabilmente provato dalle misure eccessive dei cazzi dei ragazzi, mentre Rossana sembrava svenuta.Con la mano si massaggiava lentamente la figa, probabilmente alla ricerca di un po’ di tranquillità.Quel negro l’aveva scopata senza tanta fantasia, ma era stato lunghissimo a venire, e probabilmente la figa ne aveva risentito…I tre erano senza parole, ancora attaccati al vetro, non sapevano trovare le parole per descrivere quello che avevano visto.”Ragazzi che razza di vacche!” gridò uno “Mi sto sborrando nei pantaloni!””Se mi muovo sborro anch’io” disse un altro.Le tre donne, esauste, si muovevano appena, e noi al di là del vetro, restammo per alcuni minuti in contemplazione di quei corpi nudi e sudati. Lentamente Maria si alzò, si avvicinò allo specchio, e con l’indice fece segno ai tre uomini di raggiungerle.Incredibile. Cosa volevano fare ancora?”Ragazzi! Ci invitano di là” gridò estasiato uno.”Vorranno ringraziarci per la spesa sostenuta….” disse uno, che già armeggiava con la patta.”Vieni anche tu?” mi chiese un terzo.Trasalii:”Io?”